PAOLA ALLINEY.

Il sigillo dell'ultimo imperatore.

2013. Libromania s.r.l. Novara.
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Parte 3.

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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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25. La galleria.
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25,01. Golfo di Alessandretta, Turchia, 3 settembre 2007, ore 18,00
Squadra prima unit.
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Erano ormai passate alcune ore da quando erano entrati nel tunnel e la stanchezza iniziava a farsi sentire.
Continuarono imperterriti ad avanzare ma tutti i loro sforzi sembravano vani, il tunnel proseguiva dritto, sempre avvolto nel buio. In alcuni punti l'aria era pi satura, in altri invece sembrava pi fredda. Sicuramente esisteva da qualche parte un sistema di areazione, altrimenti sarebbero gi morti tutti quanti, pens il Colonnello.
A tratti alterni, per risparmiare la carica delle pile, quanto pi fosse stato possibile, proseguirono con il fascio insufficiente di una sola torcia che a malapena arrivava a illuminare un metro avanti ai loro piedi.

Le falcate del Tenente Rossi divennero per la stanchezza rigide, non riuscendo pi ad articolare il movimento dovette arrestare la sua corsa.
Si addoss alla parete cercando di riprendere fiato, ma nel farlo per una frazione di secondo gli manc la terra sotto i piedi e scivol cadendo gi. Prima di voler capire la causa della sua caduta attese giusto il tempo necessario affinch il suo cuore riprendesse un ritmo normale.
Quando si sent nuovamente pronto, si rialz e rigirandosi pot costatare che alla base della parete correva lunga nel suolo una scanalatura. Probabilmente gli aveva camminato di fianco a lungo perch non ne riusciva a scorgere n l'inizio n la fine.
Punt la torcia verso la sua antagonista, sopra di lui la volta era gi stata marcata dal passaggio della crepa.
Riprese il suo cammino ma avanz solo di qualche passo. Inaspettatamente, alcuni metri dopo la crepa aveva cambiato direzione ripiegando quasi ad angolo retto sulla parete destra per terminare la sua corsa. Rimase per qualche istante con il fascio di luce ancora puntato sull'ultimo tratto della spaccatura e si accorse che proprio in quel punto la larghezza del tunnel diminuiva almeno di mezzo metro.
La luce era insufficiente per comprendere effettivamente da cosa fosse causato il restringimento. Si mise tra i denti la torcia cercando di tastare qua e l tutt'intorno alla roccia magmatica, le mani quasi s'impastarono all'umidit trasudata per millenni su quella parete.
Non ci mise molto a capire che stava toccando un grande masso ed era proprio quel masso che, appoggiato alla parete del tunnel causava il restringimento.
Ma perch? Si domand perplesso il Tenente.
D'un tratto si staccarono dalla volta piccoli frammenti di roccia che caddero tutt'intorno. Il suo sguardo incredulo ricerc la crepa che sembrava aver trovato la sua strada, defilandosi proprio oltre quella pietra.
Ci volle qualche attimo per comprendere, poi la spiegazione fu ovvia: dietro il masso esisteva un altro cunicolo, concluse sconcertato.
I militari turchi sembravano essersi fermati. Forse l'esplosione di prima, pur non avendo provocato alcuna ostruzione, li aveva in qualche modo impauriti. Certo sarebbe stato da pazzi infilarsi dentro un cunicolo sapendo che chi li precedeva aveva delle cariche esplosive, pens soddisfatto.

Il comandante di tanto in tanto tirava fuori dalla tasca il telefono GPS buttando un occhio sul display per controllare se fosse ritornato il segnale, ormai sarebbero dovuti essere vicini all'uscita, ma ancora il campo era assente.
Prese allora la bussola e con sgomento comprese che, se pur lentamente, il tunnel aveva deviato dirigendosi verso sud. Non sarebbero mai giunti al mare allora!
In lontananza gli parve di sentire tonfi rapidi di passi pesanti. Si rincuor, la squadra si sarebbe riunita e almeno per adesso pur non sapendo che fine avrebbero fatto, erano ancora tutti vivi.
Rossi sta arrivando avvert gli altri.
Cinque minuti dopo il gigante Rossi li aveva raggiunti.
Comandante, Comandante ho scoperto una cosa incredibile! disse con qualche colpo di tosse ponendo le mani in avanti per garantirsi un attimo di ripresa nel tentativo di non perdere l'attenzione di tutti.
C' un altro tunnel! Ne sono certo, ma c' una grande pietra che blocca l'entrata". In breve, spieg agli altri la dinamica con cui era riuscito a individuare il secondo tunnel.
Certo! disse il Professore eccitato. Una grande pietra, cos come ve ne erano all'entrata della citt sotterranea, era un'ulteriore sistema di difesa".
Dimmi che la galleria si trova sul lato destro? chiese il Comandante.
S Comandante,  proprio sul lato destro rispose Rossi.
Bene, perch questo invece ha deviato eccessivamente verso sud. Allora andiamo!  quello il nostro tunnel!
Ripresero a camminare invertendo la direzione, Capozza si avvicin a Rossi.
Bravo picciotto li hai sistemati con quello schioppietto!
Finiscila Poz! brontol offeso Rossi.
Ma che hai nello zaino? Miccette, raudi, trick e track e stelle filanti? lo stuzzic ancora Capozza, dandogli affettuosamente una pacca sulla schiena mentre continuavano imperterriti ad avanzare nel buio.
S, s, prendimi pure in giro quanto vuoi. Ma intanto si sono fermati e dubito che ci riproveranno ancora".
C' poco da dubitare, quelli stanno solo cercando di capire in che modo poter agire. Di certo non si faranno fermare da quel bottarello puntualizz Michele.
Ormai la luce delle torce era cos fievole che il Comandante ordin di usarle unicamente in caso di emergenza.
Proseguirono cos, passo dopo passo, avvolti nella pi totale oscurit, rassicurati almeno di aver gi percorso la stessa strada. In breve si abituarono e l'andamento riprese un ritmo pi accelerato.
Giunsero finalmente nel punto in cui vi era la seconda galleria. Riaccesero per pochi istanti solo la torcia del Professore che sembrava conservasse ancora un po' di energia. Prima che si spegnesse del tutto il Professore la indirizz verso il suolo.
Cosa cerca Professore? chiese Kk.
Il cardine su cui ruota il masso, ecco, dovrebbe essere sulla destra rispose indicando inutilmente nel buio il lato destro.
E ora? Che dobbiamo fare? gli chiese Rossi.
Suppongo spingere!
Spingere? chiese allibito Capozza.
E cosa credeva tenente, di trovare il pulsante magico? ironizz il Professore.
Dai, dai! Veloci! Mettiamoci tutti a destra e spingiamo! Ordin spazientito Kk.
I movimenti erano incerti e involontariamente qualcuno si scontr fin quando non riuscirono a trovare la giusta posizione sul lato che secondo il Professore il masso andava spinto.
Si misero quasi uno sull'altro, otto paia di mani, comprese quelle di Michele, toccarono l'umida pietra e, assecondando il ritmo suggerito dal Comandante, iniziarono a esercitare quanta pi forza fossero in grado di richiamare dai loro corpi, ormai piuttosto provati.
Dopo alcuni tentativi, abbandonarono la posizione rilasciando cadere le braccia lungo i fianchi in attesa che il sangue irrorasse nuovamente gli arti. La pietra sembrava non aver ceduto neanche di un millimetro.
Michele scivol sul suolo del cunicolo. Per qualche istante il Colonnello temette il peggio. Si accovacci accanto a lui, puntandogli la torcia sul volto.
Oh! Ci sei?
S! S! Stai fermo con questa luce! brontol scansando il viso. Sono vecchio e ho una gamba squarciata, fammi riposare un attimo! disse cercando di sdrammatizzare, ma Kk conosceva fin troppo bene il suo amico. L'ironia del Luogotenente mascherava il suo dolore.
Si sedette accanto a lui. A seguire, anche gli altri scivolarono per terra massaggiandosi gli avambracci sottoposti a un eccessivo stress muscolare.
Be' anche io sono vecchio ormai! Ma chi me l'ha fatto fare? Potevo serenamente starmene al calduccio del mio ufficio a spingere i tasti del PC incazzandomi felicemente! disse rispondendo al gioco. Ridacchiarono entrambi, perfettamente consapevoli che dietro le loro battute un fondo di verit c'era.
Me lo devi ricordare la prossima volta Miche'!
Trascorsero una decina di minuti in cui bivaccarono come se stessero facendo uno spensierato pic-nic.
Allora sentite questa". esord Capozza con una delle sue barzellette: Una donna esce dalla doccia e nello stesso istante suonano al campanello di casa. Il marito, comodamente seduto a leggere il giornale, non si scomoda. La donna si avvolge un asciugamano attorno al corpo e va ad aprire la porta, si ritrova davanti Giovanni, il vicino.
Prima che lei possa dire qualcosa lui le dice: ti do ottocento euro adesso, in contanti, se fai cadere l'asciugamano! La donna ci pensa un po' su e in un attimo l'asciugamano cade per terra! Lui la guarda e infine e le d la somma pattuita. Lei ritorna in bagno felice per la piccola fortuna guadagnata in un attimo.
Il marito dalla sala le chiede chi fosse alla porta. Lei risponde: era Giovanni. Il marito: ti ha restituito gli 800 euro che gli avevo prestato?
Gli uomini scoppiarono a ridere di gusto.
Morale". concluse Capozza se lavorate in team, condividete sempre le informazioni!
Altre risate e schiamazzi echeggiarono rimbombando tra quelle strette pareti.
Ah ragazzi ma come fate ad avere la forza di scherzare in questa situazione? chiese il Professore. Nella voce, oltre alla disperazione, si poteva percepire una sorta di ammirazione.
Professore a ognuno il suo mestiere! disse candidamente Rossi.
Avevano tutti bisogno di qualche minuto di riposo, anche il Colonnello ne approfitt allungando le gambe davanti a s arrivando a toccare il masso con i piedi.
Nel cercare di trovare il punto su cui il masso avrebbe girato continu per qualche minuto a muovere i piedi sopra la pietra. Di tanto in tanto, prov a spingere puntandosi con la schiena sulla parete opposta. Dopo qualche tentativo il piede gli scivol via incastrandosi tra la pietra e un incavo ricavato nella roccia in cui si adagiava il masso. Ruot il piede e dopo alcuni tentativi usc.
Spieg al Professore ci che era accaduto. Questi balz in piedi.
Ma certo! Diamine! Ma come ho fatto a non pensarci! Lo spazio che ha sentito con il piede, Colonnello,  una guida, e se l sotto c' una guida allora la pietra non ha un cardine su cui ruotare ma  lei stessa una ruota!
Ecco allora prima dove sono inciampato, nella guida! comprese finalmente Rossi.
All'interno della citt ho visto alcune ruote enormi, ma erano traforate, pensavo fossero macine! disse Capozza.
No ragazzo, non erano macine, le utilizzavano proprio per sbarrare i passaggi! Ogni porta-macigno scivolava per la legge di gravit rotolando dentro guide scanalate nella roccia, bastava semplicemente togliere il cuneo che l'ancorava a terra. E i fori che hai visto, li praticavano per infilarci le lance nel caso in cui l'invasore avesse tentato di forzare lo sbarramento rispose il Professore.
Ok allora riaccendiamo le torce giusto il tempo di capire che diavolo abbiamo davanti a noi! ordin il Comandante.
Si rialzarono tutti in piedi, quando le luci illuminarono la pietra non ebbero pi alcun dubbio. Il masso era effettivamente una ruota gigante, traforata, la cui base era adagiata dentro una guida.
Dobbiamo comunque farlo rotolare questo benedetto masso, puntualizz Michele la guida  a destra, dobbiamo spingere da quest'altro lato!
In breve la squadra ritrov una posizione che avrebbe consentito a tutti di poter spingere nello stesso momento. Questa volta per, la situazione era decisamente pi difficile. Alle loro spalle non vi erano pareti di appoggio, la spinta andava data nel senso longitudinale del tunnel.
Iniziarono a spingere, ma i piedi non trovando un appiglio scivolarono sul suolo viscido. Non era un'impresa semplice.
Ma se ci mettiamo una carica? chiese Capozza.
Il Colonnello riaccese la torcia illuminando il cunicolo, osserv come la strada fosse leggermente in pendenza, ci confermava le spiegazioni del Professore: il masso rotolava, spinto dalla forza di gravit, per fermarsi su una spalla della parete creata appositamente all'altezza dell'entrata del secondo tunnel.
Ci bruceremmo una valida opportunit di seminare i turchi, dobbiamo riuscire a spostarlo quel tanto che consenta a tutti di passare, il masso ritorner al suo posto in pochi secondi! disse Kk.
Rimasero per qualche attimo in silenzio a meditare su quell'incredibile congegno ideato tremila anni prima.
Alcuni nuovi rumori, se pur in lontananza, gli ricordarono di non esser soli in quei luoghi. Con molta probabilit, i turchi stavano riprovando a scendere all'interno del cunicolo.
Dai non perdiamo tempo, forza! disse Michele incitando il gruppo, sfil poi dalla sua tasca un coltello e lo pass raschiando pi e pi volte sotto la ruota.
Pur non potendo vedere nulla, gli altri capirono le intenzioni del Luogotenente di rendere pi sdrucciolevole l'appoggio per piedi, in breve tutti, compreso il Professore, si trovarono in ginocchio a raschiare e graffiare il suolo.
Dai, ora dovrebbe bastareordin il Comandante.
Trafficarono per alcuni minuti ripulendosi le mani, concentrati in quel momento a richiamare dai loro corpi tutta la forza e l'energia necessaria per compiere quell'azione ciclopica da cui dipendeva loro sopravvivenza.
Le voci dei militari turchi iniziarono a distinguersi perfettamente, a occhio e croce erano a meno di un chilometro da loro, consider Kk.
E ora? Cosa ci faranno? Ci ammazzeranno tutti quanti? chiese il Professore terrorizzato.
Professore si faccia pi in l! lo zitt stufo il Comandante senza degnarlo di attenzioni.
I militari ritrovarono la posizione. Lo spazio disponibile era poco, si addossarono formando un unico blocco di carne pronti a spingere al comando.
I muscoli si irrigidirono, i palmi ben aperti sulla roccia cercarono maggior appiglio, i piedi trovarono ora maggior presa.
Iniziamo piano a spingere comand Kk Ce la fai? chiese a Michele prima di aumentare la spinta.
Il luogotenente annu storcendo la bocca e mugugnando spazientito. Quell'espressione fece sorridere il Comandante. Sicuramente Michele era pi infastidito dalle attenzioni che gli mostrava piuttosto che dal taglio sulla gamba.
Dai! Cominciamo!
Inizialmente parve non accadere nulla. Rimasero cos, in attesa di un primo cedimento, mantenendo una spinta costante. La ruota sembr muoversi leggermente e rimanere in equilibrio sopra qualche spunzone poco smussato.
Si  mosso! con voce rotta dalla fatica Michele conferm le sensazioni di tutti.
La forza esercitata dalla squadra infine ebbe la meglio, la ruota scatt in avanti di pochi centimetri, oltrepassata la prima difficolt inizi lentamente a muoversi senza pi trovare ostacoli.
Continuarono a spingere consumando tutte le forze in loro possesso, fin quando riuscirono a scoprire una prima parte della seconda galleria.
Il Professore, rimasto di lato, illumin per una manciata di secondi oltre la pietra e s'intravide il nuovo tunnel del tutto simile al primo.
Proviamo a fermarla qua disse Kk quando fu certo di aver guadagnato lo spazio sufficiente per il passaggio di tutti.
Staccarono lentamente le braccia e attesero qualche istante per capire se il masso fosse tornato indietro o avrebbe consentito il passaggio a tutti e cinque senza schiacciarli come moscerini.
Sembra stabile disse Michele.
Ok, dai avanti, passiamo! ordin Kk.
Qualche istante dopo esser passati si ud la pesante ruota scricchiolare nella guida, mentre rotolava indietro riadagiandosi sulla parete che l'aveva ospitata per tremila anni richiudendo il passaggio.
Non mi  sembrata cos pesante! disse scherzosamente Capozza massaggiandosi le braccia per far riprendere la circolazione.
Rimasero qualche istante a recuperare fiato, addossati alle pareti del cunicolo.
Ho spinto cos tanto quella pietra che l'ho sentita sulle ossa! Disse Michele fra un respiro e l'altro.
Dai, proseguiamo! li esort il Comandante, ma fu trattenuto per un braccio. Mi scusi Colonnello". farfugli il Professore nuovamente in preda all'agitazione ma se questo tunnel non ci porter da nessuna parte, cosa faremo? Il masso da questo lato non potr mai esser mosso".
Non si preoccupi Professore, abbiamo sempre i mortaretti di Bob Capozza non manc neanche quella occasione per prendere nuovamente in giro Rossi.
Ci che vuole dire il nostro Tenente fece spazientito il Colonello  che nel caso in cui fossimo costretti a ritornare indietro abbiamo delle cariche esplosive. Stia tranquillo ora Professore, pensi a camminare, un'altra squadra ci sta gi aspettando all'uscita di questo benedetto tunnel".
L'attimo di sosta era terminato, ripresero il cammino, questa volta con passo pi incerto. Provarono a riaccendere inutilmente le torce. Attorno a loro, c'era solo oscurit.

25,02. Golfo di Alessandretta, Turchia, 3 settembre 2007, ore 19,15
Costa Mar Egeo, Squadra seconda unit.

La parete rocciosa terminava in parte sulla rotonda di cemento e asfalto in un connubio poco armonioso. Proprio l, un banco di frutta gestito da una splendida giovane dai capelli neri, occupava tutto lo spazio antistante alle rocce.
Il Tenente Ferretti rimase a scrutare attentamente il panorama.
Dove pu essere il tunnel? chiese impensierito il maresciallo Galli.
I calcoli sono giusti, non ho il minimo dubbio, considerando un margine minimo di errore la galleria dovrebbe sbucare in questo piccolo golfo, non vedo alternative rispose con tono fermo e deciso. Sto considerando il fatto che potrebbe esser stata chiusa, o magari c' stata una frana".
Sopraggiunsero gli altri due militari dopo aver gironzolato fra i banchi del mercato con lo sguardo attento a ogni minimo dettaglio che potesse in qualche modo aprire uno spiraglio di luce su quell'incredibile mistero.
Tutt'intorno alla rotonda, per terra, ci sono delle grate, non credo che siano tombini, sembrano piuttosto lucernai rifer Sorrenti.
Ferretti lo guard perplesso, poi si volt anche lui ricercando con lo sguardo le griglie indicate dai suoi ragazzi. S'incamminarono tutti quanti seguendo il Comandante della seconda squadra.
Dei lucernai? domand nuovamente al militare.
S, sono rimasto l sopra per un po', ho sentito anche un tanfo di muffa. Andiamo a dare un'occhiata laggi disse indicando la scaletta che conduceva alla spiaggia.
Passando davanti al banco di frutta non riusc a trattenersi dal lanciare uno sguardo alla bella ragazza che era alle prese con una turista, le due sembravano non capirsi affatto. La ragazza parlava del prezzo ma la signora rispondeva in inglese chiedendo invece conferma sul peso. Sorrise passando oltre.
L'ora ormai tarda giustificava in parte il loro abbigliamento non propriamente adatto alla spiaggia che in ogni caso era piuttosto desolata. A quell'ora in Italia la gente riempiva ancora il bagnasciuga in cerca degli ultimi raggi della giornata.
Ferretti lanci un'occhiata tutt'intorno. L'ambiente presentava degli sbarramenti naturali, la montagna chiudeva il passaggio ai lati arrivando praticamente sull'acqua. Prima di quella piazza, prima ancora di quelle strade e di quella citt giungere in quel golfo era possibile solo attraverso il mare o attraverso la galleria. Consider che, con molta probabilit, la galleria era stata chiusa proprio con la costruzione della rotonda. Al di sotto della rotonda erano stati ricavati degli ambienti, una fila di porticine mezze sgangherate tinte di varie tonalit pastello, si succedevano ripiegando ad arco affacciandosi sulla spiaggia.
La giovane turca li segu poco dopo con le braccia cariche di cassette di frutta sovrapposte. Si avvicin alla porta pi esterna e con un movimento di anca riusc ad aprire la maniglia.
Il Tenente Ferretti lanci un'occhiata dentro l'ambiente, era un semplice magazzino spoglio, un frigorifero arrugginito sembrava esser l'unico elemento di arredo l dentro.

Il Tenente Colonnello sentiva dietro di se l'affanno del Luogotenente, era ormai allo stremo delle sue forze, gli altri li avevano distaccati di un bel po'.
Mi devo fermare Claudio disse Michele accostandosi alla parete della galleria.
Ok, riposiamoci un po' rispose.
Rimasero in silenzio per cinque minuti seduti per terra con la schiena appoggiata al muro. Di tanto in tanto il silenzio era rotto da un suono che gradatamente diventava pi forte per poi scemare.
Michele? lo chiam Kk incerto su quei rumori.
Miche'! Ci sei? Insistette con tono pi deciso. Un mugolio fu tutto ci che ebbe come risposta.
Li senti questi rumori? Non ti sembra di stare sul ciglio di un'autostrada?
S rispose bisbigliando.
Il Colonnello sent un tonfo, Michele aveva perso i sensi scivolando del tutto per terra. Con le mani cerc di individuare la sua posizione. Sfiorandolo, si accorse che era in un lago di sudore.
Comandante! Comandante si vede la luce, siamo vicini all'uscita! La voce eccitata di Rossi li raggiunse anche da lontano.
Allora proseguite! Michele  svenuto, vi raggiungiamo appena si riprende url.
Ritorn con il pensiero a Michele, gli afferr il capo mettendoselo sulle sue gambe, aveva resistito fin troppo, pens. Decise che avrebbe dato al luogotenente alcuni minuti di tregua.
Rossi, Capozza e il Professore ormai procedevano spediti. La luce che penetrava, illuminava il cunicolo consentendogli finalmente di aumentare il passo. Pi si avvicinavano e pi fu chiaro che la luce, contrariamente a quanto ci si sarebbe aspettato, proveniva dall'alto. Giungevano inoltre suoni ben distinti, rumori del traffico e il vociare della gente.
Giunti finalmente in prossimit dell'apertura, i tre uomini rimasero quasi di stucco ritrovandosi sotto a una griglia di ferro, sopra la quale, si stava svolgendo una normalissima vita cittadina. Nella fattispecie, sopra le loro teste, vi era un banco della frutta con le cassette accatastate una sull'altra e un via vai di gente che trafficava l intorno.
Rossi alz le braccia, e con le mani aperte sulla griglia prov a spingere giusto per capire se fosse stata cementata. La grata sembr alzarsi leggermente e, soddisfatto, lasci ricadere le braccia lungo i fianchi.
Torno dal Comandante, forse ha bisogno di aiuto disse Rossi mentre gi si allontanava. Percorse nuovamente svariate centinaia di metri quando intravide uscire dall'oscurit le due figure: Michele era sorretto dal Colonnello e avanzavano lentamente. Gli corse incontro, dando il cambio al Comandante.
Arrivati sotto la grata, Michele perse nuovamente i sensi, lo adagiarono con attenzione sul suolo umido. Il Professore, rapido, afferr uno zaino per infilarlo sotto al capo del Luogotenente. Il gesto non pass inosservato, Kk accenn a un ringraziamento con il capo, la condizione di Michele lo preoccupava molto.
Estrasse dal taschino il cellulare e finalmente le tacche segnalavano la totale copertura della rete. Compose il numero e rimase in attesa di sentire la voce di Ferretti.
Furono costretti ad attendere ancora altre tre ore prima di poter ritornare in superficie. Si mossero nella quiete della sera quando ormai i banchi del mercato erano spariti. La gente era raccolta nelle proprie abitazioni a cenare e la rotonda rimase pressoch deserta.
Le due auto, parcheggiate una accanto all'altra, coprirono la visuale a eventuali occhi indiscreti. La grata fu alzata senza alcun problema dallo stesso Rossi. Ferretti pass loro le corde con cui legarono Michele che fu il primo a uscire, ormai alternava momenti di coscienza ad altri in cui perdeva i sensi. A seguire, fecero uscire il Professore e poi tutti gli altri.
Finalmente, salirono sulle auto.

26. La citt di Tarhunta.

26,01. Roma, Italia, 3 settembre 2007, ore 20,40
Policlinico universitario Umberto Primo.

Lisa si svegli dopo alcune ore e lanci uno sguardo alla finestra. Qualcuno si era preoccupato di calare le serrande. Sorrise, pensando al padre di Claudio, in quei giorni aveva avuto modo di apprezzare quell'uomo. Se non era finita nello strapiombo dopo ci che aveva vissuto, era sicuramente per merito suo che, con tanta pazienza e tanto affetto, l'aveva curata, ascoltata, spronata e anche rimproverata.
Effettivamente ora, dopo quel sonnellino, si sentiva molto meglio. Si alz di scatto raccogliendo le idee sulle prossime mosse. Era giunta a una conclusione importantissima: aveva trovato un collegamento tra gli Ittiti e gli Etruschi.
Torn a sedersi di fronte al computer dopo aver indossato la vestaglia, giusto per conservare un minimo di dignit di fronte a quei militari che, a ogni colpo di tosse, entravano con i mitra puntati.
Sent bussare alla porta, sussult come sempre quando era sovrappensiero. Si port una mano sul cuore come a voler tranquillizzare i suoi battiti. Si affacci il Maresciallo Mascelletti.
Salve dottoressa, ho alcune immagini da scaricare nel suo PC".
Salve Maresciallo, che immagini sono?
Me le hanno inviate pochi minuti fa con l'ordine di fargliele avere immediatamente".
Lisa si alz per lasciare il posto al militare mentre trafficava con il PC.
Pochi attimi dopo, Mascelletti si richiuse la porta dietro le sue spalle. Le foto, scattate dal commando del GIS, erano nella cartella immagini del suo PC.
Rimasta sola, apr immediatamente quelle fotografie.
Hantili! L'incisione l'ha trovata veramente! Rimase senza fiato. Si port una mano sul petto e, incredula, incoll gli occhi su quell'immagine e rimase a osservare la figura del Gran Re Suppililiuma II nel gesto di passare nelle mani del giovane e valoroso Hantili l'ascia bipenne, simbolo del potere sovrano. Una sorta di un pi moderno passaggio delle consegne".
Ma dove sono state scattate?
Si sofferm un tempo interminabile su ogni dettaglio. Apr un'altra cartella contenente nuove foto. Dalle nuove inquadrature, finalmente comprese che il luogo, come aveva gi anticipatamente supposto, fosse una citt sotterranea.
Poi ritorn sulla foto di Hantili e rimase ancora a osservarlo. Fu distolta da due colpetti secchi alla porta, ormai aveva cominciato a riconoscere il tocco del primario.
Come andiamo? le chiese entrando nella stanza. Lisa gli sorrise, infinitamente grata a quell'uomo per tutto quello che stava facendo per lei.
Tutto bene, grazie".
Sto per andare a casa Lisa. Ma quello che roba ? chiese Filippo indicando il monitor improvvisamente incuriosito dall'immagine.
 un'incisione su roccia. Rappresenta un momento molto importante nella storia di questo popolo, qui vedi". Lisa indic il monitor questo  l'ultimo imperatore fino a oggi conosciuto. Grazie a tuo figlio, ho avuto la possibilit di scoprire che gli ittiti hanno avuto un seguito importante nella storia, un seguito che ha condizionato in maniera incredibile tutta la cultura occidentale". Lasci cadere l il discorso, sarebbe stato troppo complicato ricominciare dall'inizio a spiegare tutto quello che era successo. Ma il padre di Claudio, per nulla scoraggiato, si avvicin sedendosi ai piedi del letto e continu con le sue domande.
E questo che tiene in mano l'ascia chi ?
Un giovane re a cui l'imperatore affida il suo popolo".
Ah, e perch lo vuole decapitare allora? Scherz il primario puntando l'indice sulla mano di Hantili che brandiva minaccioso in aria l'ascia bipenne.
No, Lisa sorrise divertita Hantili, cos si chiamava il giovane re, si fa ritrarre in quel momento per ribadire la sua legittimit al trono. L'imperatore gli consegna l'ascia che, simbolicamente,  la rappresentazione del potere sovrano e del potere celeste spieg. Con il mouse clicc sopra l'immagine per ingrandire la doppia lama dell'ascia.
Vedi queste seghettature? Come di norma per l'epoca entrambi i tagli spesso erano seghettati, e sai perch? Il primario neg incuriosito e rapito nel contempo dalla suggestione che in pochi attimi la dottoressa aveva saputo creare.
Perch doveva rappresentare un fulmine. Cos come il fulmine era lo strumento punitivo del dio della tempesta Tarhunta. L'ascia diviene lo strumento punitivo del re che era, nel nostro caso, un re divinizzato".
E nell'altra mano cosa ha il giovane re?
Stringe un fascio di verghe".
L'uomo strizz gli occhi guardandola scettico, di sbieco.
Be'... l'ascia bipenne... le verghe... sono forse il fascio littorio? domand sbigottito.
Lisa annu seria.
Stai scherzando?
Affatto!
Ma come sarebbe, com' possibile? Il simbolo del regime fascista!?
Il nucleo iniziale del regno di Hatti lo interruppe Lisa era divenuto un Impero vasto e potente perch gli ittiti avevano saputo trarre forza dalla diversit delle componenti etniche annesse al loro impero. Ognuna di quelle verghe stava a rappresentare le diverse etnie che, solo se tenute strette da un fascio, davano vita al grande Impero degli ittiti".
Forza dall'unione dei diversi? Ribad il Professore. Un simbolo antirazziale. L'esatto contrario della connotazione negativa assunta nel periodo fascista constat perplesso.
Da cui lo stesso nome fascismo' deriva prosegu Lisa. I fasci, per assurdo, erano proprio le strisce di cuoio che tenevano unite le verghe. Ci che il Fascismo esaltava solo come unione corporativa della razza superiore', fu in realt introdotto come forza da unione dei diversi".
Ma scusami tu stai parlando di Ittiti, come abbiamo fatto ad arrivare ai fascisti?
Oh Filippo, cos  la storia". Un sorriso illumin il volto della bella dottoressa. Il fascismo, proponendosi come erede dei Romani, introdusse nella sua iconografia simbolica ci che nella Roma antica esprimeva il simbolo dell'autorit: il fascio di verghe che veniva portato dalle guardie del corpo del magistrato. All'interno veniva inserita anche un'ascia. La sua funzione non era solo simbolica: con le verghe si fustigavano i delinquenti e l'ascia era usata per le pene capitali. Fu diffusa durante l'et regia dalla dinastia dei Tarquini. Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il Superbo, i re etruschi".
Quindi i fascisti lo ripresero dai romani e i romani dagli etruschi?
S".
E qual'era l'utilizzo del fascio presso gli etruschi?
Gli etruschi non formarono mai uno stato unitario, per erano organizzati in dodecapoli, ossia confederazioni costituite da dodici citt. Il lucumone era il re supremo e ciascuna delle citt, per proteggere il lucumone, forniva un ufficiale pubblico, un littore, che gli camminava davanti recando un fascio di verghe e una scure. Sai di quante verghe erano costituiti quei fasci?
Dodici verghe, come dodici erano le citt! Indovin il primario facendole l'occhiolino.
Mh... mi sa che ti do un bel trenta e lode! Scherz Lisa.
Filippo si alz in piedi guardando l'orologio.
Devo andare, mi aspettano. Ci vediamo dopo Lisa". Si avvicin alla porta, ma prima di uscire si gir d'improvviso con il viso serioso.
Ma gli etruschi da chi lo ripresero?
Lisa indic l'immagine sul monitor.
Da un ceppo orientale che giunse e si stanzi in Italia dopo un lungo peregrinare".
Sei in gamba Lisa, sono pi che soddisfatto della scelta di mio figlio. Ora per guarda un po' di televisione, mangia la cena che hai lasciato l disse indicando il vassoio sul comodino e coricati presto, domani avrai tutto il tempo che vuoi da dedicare a queste foto". Il primario le sorrise prima di richiudersi la porta alle spalle.

26,02. Adana, Turchia, 4 settembre 2007, ore 04,00
Regione del Mar Mediterraneo, Appartamento di Haci.

Haci Salih fin di fasciare la gamba del Luogotenente.
Non  cos preoccupante, ho visto di peggio negli scontri tra il Dtp e i militari". Kk si guard intorno, ancora una volta in quella casa, in quella stanza, con quel copriletto di lino bianco sul quale gi una volta aveva visto il corpo di Lisa inerme. Deglut cercando di mandar gi il nodo che gli afferrava la gola.
Grazie Haci, ancora una volta ti sono debitore". L'imam congiunse le mani sulla fronte e reclin il busto.
Seraskr io sono al servizio della causa, siamo noi semmai che ti siamo debitori".
Gli chiedi per quanto tempo devo tenere questa roba sulla gamba?
L'interruppe accigliato Michele che dopo il cocktail di medicinali fatto ingurgitare sotto minaccia si era completamente ripreso. Il Tenente Colonnello lo guard sorridendogli, il colorito finalmente era riaffiorato sulle gote. Dopo alcune ore, quello era il primo segno indiscutibile e tangibile del miglioramento del suo amico.

26,03. Roma, Italia, 4 settembre, ore 04,40
Policlinico universitario Umberto Primo.

Le pupille ruotavano a vuoto in cerca di uno spiraglio di luce, anche minimo, che gli avrebbe confermato l'arrivo del nuovo giorno ma mancava ancora qualche ora prima che il sole si riaffacciasse su quel lato della terra. Sbuff, si rivolt goffa fra le lenzuola di quel letto, impacciata dai movimenti per il tutore. Sent una lama attraversarle la schiena. Forse il movimento era stato troppo brusco. Sbuff ancora. Nonostante le raccomandazioni che il primario le aveva fatto prima di salutarla, Lisa era troppo eccitata.
Riapr rapidamente i file tradotti degli annali di Taurwaili e rilesse tutto quanto dal principio.
Tutto combaciava alla perfezione, constat.
...in pochi anni, pur essendo per numero inferiori siamo riusciti ad avere il completo dominio sul territorio".
Certo, pens Lisa, il substrato autoctono che gli Ittiti trovarono una volta giunti in Italia certamente era costituito da popolazioni meno progredite di loro che provenivano invece dai luoghi in cui si erano sviluppate le prime civilt. L'Asia minore cos come la Mesopotamia o l'Egitto.
...fondai la citt pi importante in nome del nostro supremo dio che ci aveva protetti nella fuga. Il dio del tuono e del fulmine, il dio della tempesta, Tarhunta, dalla quale sarebbero partite le imprese marittime e le conquiste terrestri".
La citt etrusca pi importante? Si domand. Da cui sarebbero partite le imprese marittime e terrestri? Una citt che avrebbe dovuto esser dedicata al dio della tempesta e da cui rifior la loro civilt. Qual'era la principale citt dell'Etruria? Un nome le sal sulle labbra, il braccio sano, senza pi sostegno, le cadde ciondolando mentre con gli occhi sgranati fissava un punto imprecisato nel buio. Un brivido la percorse lungo tutta la spina dorsale quando arriv in maniera ovvia e scontata a capire quel'era l'unica citt in Italia collegabile al Dio della tempesta.
Tarchu-na in lingua etrusca, Tarquinia in lingua italiana.
La famiglia reale nel ricordo dell'antico e perduto regno, l'Impero ittita, mantenne vivo il culto di Tarhunta non solo fra i propri membri ma anche nel nome della citt di Tarquinia da essi fondata e dominata e qualche secolo dopo in Etruria una nobile gens etrusca regn sulla citt di Tarchuna e in seguito regn anche su Roma: i Tarquini.
Lisa si port le mani sulla bocca, ormai i tasselli si ricomponevano, come quei quadri tridimensionali, gli stereogrammi. Una volta trovato il metodo con cui fissarli, compare proprio l dove lo sguardo prima era fermo e concentrato. Tutt'altra immagine si apre davanti agli occhi, una terza dimensione, dove quasi sempre c' un dinosauro solitario.
...poi ne fondai altre e altre ancora. Misi a capo di ogni citt i pi valorosi guerrieri conferendogli poteri assoluti e i poteri divini e divennero mediatori tra gli uomini e le divinit".
Il luchum! Lucumone! esclam.
...misi sul loro capo una corona d'oro, li feci sedere sopra un trono d'avorio, gli diedi nella mano uno scettro con l'aquila alla sommit, vestii il loro corpo con una tunica di porpora e con fregi in oro, ricoprii le loro spalle con un mantello di porpora ricamato. Furono queste le insegne della supremazia con le quali ho insignito dei poteri i miei re, e infine, come simbolo del potere sovrano, consegnai loro il fulmine stretto da un fascio di dodici verghe, perch dodici erano le popolazioni che si erano riunite sotto il Gran Sole".
Incredibile! Taurwaili sta parlando delle dodici citt che formavano la dodecapoli etrusca.
Incredibile, incredibile! Lisa prese a gironzolare fra le pareti della stanza senza trovare quiete. Incredibile! Con la mano sul cuore cerc di calmare i battiti. Tarhunta, Tarhuntassa, Taurwaili, Tarquinia. Quanta strada aveva fatto quel dio della tempesta.
Baran! Baran! Si risvegli di colpo. O mio Dio Baran  a Tarquinia!
Incredula, and a sedersi sul bordo del letto.
Dio mio! Per tutto questo tempo noi l'abbiamo cercato in Turchia!
Lisa si alz, fece due passi verso la sua scrivania ma si sent debole. Si risedette quindi cadendo pesantemente sulla sedia. Sbuff. Ma come faccio a farli tornare qui ora! E se mi sbaglio ancora?
Rimase a riflettere, la mano passava e ripassava sul volto ma nulla riusciva a placare l'agitazione di cui Lisa era divenuta preda.
Come diavolo faccio a capire da qui, da questa stanza di ospedale?
Fece l'unica cosa che poteva fare, alz il telefono e contatt il Maresciallo del nucleo informatico, Kk le aveva detto che erano operativi 24 ore su 24 e cos fu. Una voce pronta e reattiva rispose al telefono. Gli dett per dieci minuti tutti i dati da incrociare sul web: turchi, curdi, uliveti, Tarquinia, poi attese che dal fax uscisse il resoconto del loro lavoro.
Poco dopo, aveva gi i fogli in mano. Li scorse rapidamente uno a uno quando una notizia dest la sua curiosit: nella settimana a seguire a Tarquinia ci sarebbe stata l'inaugurazione della prestigiosa scuola di danza di alcuni nuovi corsi di ballo etnici, tra cui la danza curda. L'articolo poi, proseguiva con l'intervista della direttrice della scuola che spiegava perch aveva deciso di introdurre nella sua accademia nuove discipline. La semplice motivazione, era dovuta al cambiamento che negli ultimi anni era avvenuta a livello demografico nella sua citt. Erano arrivati molti immigrati che, con il passare del tempo, avevano fatto nascere una comunit piuttosto importante. Tra loro, un cospicuo raggruppamento di curdi.
A quel punto, Lisa pos sul tavolo di formica bianco tutti i fogli che aveva in mano.
Incroci le braccia al petto, rimase a guardare il cellulare riservato del GIS, la tensione era molta e la responsabilit ancor di pi. Lisa cerc di trovare il coraggio, poi infine la ragione prevalse sulle sue incertezze. Afferr il telefono e invi la chiamata, gli avrebbe sicuramente fatto prendere un colpo chiamandolo a quell'ora ma era certa che le sue motivazioni erano pi che giustificate. In pochi secondi, la sola idea di sentire la voce del Tenente Colonnello spazz via qualunque preoccupazione.

26,04. Adana, Turchia, 4 settembre 2007, ore 05,30
Regione del Mar Mediterraneo, Appartamento di Haci.

Se segui le sue indicazioni tra qualche giorno potrai riprendere l'uso normale della gamba, dai Miche' te la sei cavata con poco, francamente credevo molto peggio! Un mugugno risuon cupo nella gola del Luogotenente. Come fosse un leone in gabbia si alz innervosito dal letto su cui era stato medicato.
Il tuo caratteraccio peggiora con l'avanzare dell'et, vecchio!
Parli bene tu che hai due gambe!
Lo squillo del cellulare interruppe all'istante la discussione. Kk osserv il numero sul display e rispose senza perdere un solo istante preoccupato per le condizioni di Lisa.
S, pronto".
La voce bassa nella cornetta la fece sobbalzare, emozionata nel sentirlo rispose con il fiato in gola.
Claudio".
Lisa". La ricezione non era molto buona, la voce a tratti sembrava quasi metallica.
Claudio stai bene? 
S,  tutto sotto controllo, tu? rispose allontanandosi dai due. Cosa fai sveglia a quest'ora?  successo qualcosa? Stai bene Lisa?
Tutto bene, sono gi a lavoro. Be' veramente  da un pezzo che mi ci sono messa... dimmi invece voi a che punto siete? Il Professore ha fatto passi avanti? Cerc di prendere tempo per trovare il coraggio di metterlo al corrente della sua nuova scoperta.
S! Siamo entrati in una di quelle citt sotterranee. Hai visto le foto?
S".
Credo che ne abbiamo scoperta una nuova... il Professore non poteva credere ai suoi occhi, sembrava spiritato. Poi... c'era molta terra. Alcuni massi che ostruivano i passaggi tra i vari ambienti". Lisa lo sent ridacchiare era cos eccitato che si  messo lui di persona a spingere e spostare pietre". Se lo figur con quel pancione negli stretti e angusti ambienti nel sottosuolo, quelle immagini riuscirono a strappare un sorriso anche a lei.
Stavamo... a un passo... da Baran, Lisa  stato l, ne sono certo!
E poi? Cosa  successo? Dimmi!
...poi c' stata una frana e siamo scappati appena in tempo prima di venirne travolti". Kk decise di non entrare nei dettagli per non far preoccupare inutilmente Lisa gi abbastanza provata.
Oh accidenti! Ma come una frana? E si  salvato qualcosa?
S, qualcosa  rimasto ancora in piedi, rupi, massi". il Colonnello tentenn in evidente difficolt mentre il Luogotenente Giove si stava dimenando dalle gran risate.
 solo sprofondata di trenta metri sotto il suolo! bisbigli Michele mentre con il dorso della mano si asciugava le lacrime. Kk cerc di non dargli ascolto e torn a parlare con Lisa.
Comunque Lisa abbiamo fatto molte foto, purtroppo per ora  l'unica cosa che abbiamo".
Claudio ho visto le foto e sono giunta a una conclusione".
Bene, quale? Kk afferr Michele sotto un braccio per aiutarlo a muovere i primi passi dopo la medicazione.
Ho capito quel' la citt dedicata al dio della tempesta disse con un filo di voce.
Ne sei certa?! chiese quasi urlando Kk per sovrastare le scariche che a tratti interrompevano il suono della voce di Lisa. Lasci la presa che sosteneva il suo amico per cercare un punto in cui il campo era maggiore. Attravers con due falcate la stanza e poi il salotto di Haci dirigendosi verso la finestra senza rendersi conto che Michele privo del suo sostegno era precipitato a terra.
S, non ho alcun dubbio, spero solo che l troverai Baran".
Dov' Lisa, dimmi qual  la citt". Lisa tentenn ancora qualche attimo. Kk non era al corrente delle ultime pagine tradotte, non era a conoscenza quindi degli ultimi spostamenti del popolo, non sarebbe stato facile spiegargli l, per telefono, tutto quello che era accaduto.
Lisa, accidenti ma che fine hai fatto? Ci sei ancora? sbrait il Colonnello scuotendo il cellulare.
S Claudio, ci sono!
La citt, qual ?
Tarquinia! rispose finalmente Lisa.
Tarquinia? Ci furono alcuni interminabili attimi di silenzio. La nostra Tarquinia, Tarquinia in provincia di Viterbo? chiese allibito Kk.
S Claudio, la citt dedicata al dio della tempesta  Tarquinia, so che  incredibile ma  cos, credimi".

Qualche ora dopo, nell'abitazione di Haci, una macchia rosso scuro inzuppava il prezioso tappeto al centro della sala. L'imam con il capo riverso e la gola solcata da uno squarcio, vi giaceva sopra scomposto. In un ultimo tentativo di richiesta di aiuto, il braccio era teso in avanti verso la porta di casa e la mano spalancata.

27. Il ghetto curdo.

27,01. Roma, Italia, 6 settembre 2007, ore 19,30
Policlinico universitario Umberto Primo.

Sent il suo profumo prima ancora di aver udito qualche suono o di aver percepito il suo tocco. Una mano ruvida le accarezz il volto, Lisa apr gli occhi sorridendo.
Kk stava l in piedi accanto al suo letto con il capo reclinato e senza pi resistere a quel sentimento. Finalmente, dal suo sguardo traspariva limpidamente tutto l'amore che nutriva per lei.
Sei tornato bisbigli Lisa. Kk annu sfiorandole con il pollice la guancia. Gli occhi erano lucidi, un guizzo repentino gli tir su per un istante il lato del labbro prima di sfiorarle con un bacio la sua bocca.
Ma cos' quell'espressione cos seria? chiese Lisa tirandosi su.
Come stai? La voce gli usc spezzata, fu difficile nascondere le sue emozioni. Rivedere Lisa, l, con il capo rasato fu un colpo duro da assorbire. Era ancora piena di lividi, ma dall'ultima volta che l'aveva vista, il suo volto era tornato perfettamente riconoscibile. Gli occhi verdi, ora completamente scoperti, sembravano lasciare a nudo la sua fragilit. Si sent sopraffare dai sensi di colpa.
Il perdurare del silenzio fece capire a Lisa quali pensieri gli attraversassero la mente. Istintivamente, quasi per pudore, si pass una mano sul capo.
Ricresceranno fece imbarazzata mentre le guance le si infiammavano. Il Tenente Colonnello le afferr la mano e la tenne stretta fra le sue portandosela alle labbra. Chiuse gli occhi e rimase cos a baciarla.
S, ricresceranno". Kk la guard dritto negli occhi e infine sforzandosi le sorrise.
Hai presente Skunk Anansie? La ricordi! le disse d'improvviso. A Lisa sembr di scorgere quell'antica espressione ironica che tanto l'aveva mandata su di giri.
La cantante? chiese incuriosita e quanto mai disorientata.
Mentre il Colonnello prendeva una sedia per mettersi vicino al suo letto lo sent ridacchiare.
Claudio? lo esort.
S, la cantante Lisa continu a fissarlo cercando di capire dove voleva arrivare, poi comprese.
Ma  quella pelata!
Eh! Per questo ho detto che le assomigli! Lisa sembr esserci rimasta male. Lo osserv con il labbro imbronciato all'ingi ma sapeva perfettamente che stava giocando, anche perch la perfezione di quei lineamenti era semmai accentuata da un taglio cos corto e la sua bellezza ancor di pi manifesta. Si adagi sul suo grembo e rimasero cos, in silenzio, per qualche minuto, assaporando finalmente la vicinanza dei loro corpi.
La penombra della stanza e la stanchezza del viaggio furono motivi sufficienti per far cadere il Colonnello tra le braccia di Morfeo.
Lisa continu ad accarezzargli il capo per un tempo che non avrebbe mai saputo stabilire, si ricord allora di qualche aforisma indiano letto in chiss quale giornale, articolo o altro, che solo ora era in grado di comprendere: l'amore  l'unica cosa che sa dilatare il tempo.
I suoi pensieri furono riscossi dal leggero tocco alla porta, poco dopo si apr ed entr il Professor Roci. Si ferm un istante sulla porta, indugiando.
Vieni Filipposussurr Lisa.
Ma quello ".
S,  Claudio bisbigli.
S, sono Claudio rispose Kk con il muso ancora schiacciato sul fianco di Lisa, poi cerc di svegliarsi con un incredibile sforzo. Si tir su, passandosi le mani sul volto come fossero state piene di acqua fredda e infine si alz dalla sedia.
Dico figlio mio, ma da quanto  che non dormi?
Credo tre giorni. Pap". Kk sorrise allargandogli le braccia come stai?
Non c' male, ma tu invece devi assolutamente dormire". Usc un istante dalla stanza ignorando l'invito del figlio. Lo sentirono borbottare qualcosa fuori nel corridoio, Kk lasci ricadere le braccia e si gir verso Lisa alzando le spalle. Dopo alcuni minuti la porta si spalanc del tutto per lasciar passare due inservienti che sospingevano un secondo letto che fin attaccato alla parete di destra.
Che bello!  per me? chiese Kk come se fosse stata una torta ricca di crema e farcita di cioccolata.
S! gli rispose il padre scuotendo la testa. Vi lascio riposare ora, ne avete bisogno tutti e due".
Il Colonnello accompagn fuori dalla stanza il padre e rimase con lui alcuni minuti, poi rientr nella stanza, si avvicin al letto, si tolse le scarpe e ci si butt sopra.
Ho gi chiesto al nucleo informatico di fare tutte le ricerche". Fu interrotto da uno sbadiglio. Ma mi hanno detto che anche tu avevi richiesto qualcosa... Lisa non ce la faccio pi, poi ti racconto".
Dormi, ne riparliamo dopo Lisa si alz dal suo letto per cercare di coprirlo, l'aria condizionata era decisamente accanita in quell'ospedale. Prov a smuoverlo ma impedita dal tutore non ci riusc, scoraggiata si mise accanto a lui, il posto era stretto ma tale fu la gioia di averlo accanto, dopo tutte quelle sere che lo aveva sognato che anche se stava scomoda non era importante.
Pochi istanti dopo, si sent afferrare la vita dal braccio saldo del suo uomo, infine si addorment anche lei.

Mentre ero in volo, mi sono ritornati in mente alcuni racconti di Baran. Sai che la tua idea di Tarquinia non  poi cos sballata". La luce ormai, inondava tutta la stanza rischiarandola completamente. Il mattino si era nuovamente affacciato su quel lato della terra. Kk si era gi alzato, lavato e anche rivestito.
E come mai sei giunto a questa conclusione? chiese Lisa sorseggiando il t che l'infermiera aveva portato poco prima per colazione. Anche lui rubacchi qualcosa dal vassoio, con due morsi fece sparire un cornetto.
Mi disse che aveva fatto molte vacanze in Italia, e forse sono stato poco attento allora, ma in effetti Baran conosceva l'italiano". Kk punt il suo cornetto ancora integro. Lisa gli sorrise.
Lo vuoi? Kk non se lo fece ripetere, si avvicin e lo ingurgit, anche quello in un solo istante.
Questa mattina vado a dare un'occhiata a Tarquinia, tra poco mi viene a prendere Michele".
Il cellulare si mise a suonare, poco dopo Kk era sparito.

27,02. Tarquinia, Italia, 7 settembre 2007, ore 08,00.

I raggi solari facevano brillare d'argento la lunga striscia asfaltata che s'insinuava nel paesaggio collinare.
L'auto accorciava sempre di pi la distanza che li separava dalla loro meta. I tetti e le antiche torri circondate dalle solide mura del borgo medievale si iniziarono a delineare. Il vento entrava dal finestrino sferzando il viso del Comandante.
Bello questo fuoristrada! Dove l'hai rimediato? chiese Kk riferendosi al Freelander blu scuro, ultimo modello, sul quale stavano ormai viaggiando da un'ora.
S, bello! Me l'ha consegnato questa mattina il Maresciallo della Caserma Andrea Dori rispose Michele soddisfatto.
Te l'ha consegnata? chiese guardandolo con scherno.
Ad essere sincero ho fatto un giretto nel parco macchine e gliel'ho suggerita io rispose alzando le spalle.
Il Tenente Colonnello rise scuotendo il capo.
Il paesaggio agricolo della maremma laziale che la strada statale solcava un tempo era stato bonificato. Il giallo oro dei campi di grano si alternava alle diverse tonalit di ruggine dei terreni ancora incolti e al verde chiaro e scuro della boscaglia l intorno. A una distanza inferiore invece erano pi visibili casali, filari e siepi. Gli elementi che in assoluto caratterizzavano maggiormente quel paesaggio.
L'aria entrava ancora fresca dal finestrino, Michele guidava con il gomito appoggiato allo sportello.
Scosse la testa ancora incredulo.
 incredibile!
Certo, se Baran fosse veramente qui sarebbe un genio, l'ha data da bere a tutti, noi compresi!
Be' a noi no, siamo qui!
Ci siamo solo perch lui mi ha dato quel taccuino, altrimenti non ci saremmo mai arrivati".
Il discorso di Lisa l'ho capito, tutto il percorso fatto dal popolo ok, non fa una piega, ma perch Baran poi ha deciso di stabilirsi qui?
Baran da ragazzino passava le sue vacanze qui insieme al nonno. Con tutta probabilit, il Professore, ormai vecchio e stanco decise di trasferirsi stabilmente in Italia per portare avanti le ricerche sulle antiche origini del proprio popolo".
E magari si sar trovato una sistemazione a Tarquinia e ha comprato una casa che poi ha lasciato in eredit a Baran". Prosegu Michele inventando di testa sua il proseguo della storia.
E perch no! Infatti il nucleo informatico sta per l'appunto svolgendo una ricerca del genere".
Che vuoi dire?
Gli ho dato un po' di dati da incrociare. Ho chiamato Mascelletti, speriamo che in mattinata ci facciano sapere qualcosa".
Ok. Ma Andiamoci a prendere un caff ora. Ho fame, voglio anche mangiare! borbott Michele.
Dai accosta allora disse Kk indicando un piccolo bar nella piazzetta che accoglieva per prima gli ospiti intenzionati a visitare la citt etrusca.
Quattro citt si erano sovrapposte nel tempo: l'etrusca Tarchna, l'emporio greco e poi romano di Gravisca, l'altomedievale Cencelle, la medievale Corneto. Entrare dentro Tarquinia era come visitare un museo.
Non avevano molta fretta, quel giorno erano voluti andare l giusto per dare una prima occhiata. Rossi e Capozza erano ritornati alla caserma di appoggio, gli aveva concesso ventiquattro ore di riposo, probabilmente a quell'ora stavano ancora dormendo.
Il Professore era stato ricondotto nel suo appartamento senza aver perso neanche un capello, perfettamente sano. Il Colonnello aveva deciso di lasciargli una scorta, fino alla conclusione della missione. Per la sicurezza di quell'uomo era bene tenerlo al sicuro e sotto controllo.
Presero posto su un tavolino appena fuori la porta del bar. Michele ordin una copiosa colazione. Kk pur avendo gi messo qualcosa nello stomaco decise di far compagnia all'amico.
Mik prendi un po' quel giornale?
Il luogotenente si volt e allung una mano per afferrare sul tavolino dietro di lui il quotidiano. Lo trattenne un istante rigirandoselo davanti agli occhi.
Qui Tarquinia, il filo diretto con il cittadino.  il giornalino locale disse porgendolo all'amico.
S, grazie, dopo gli diamo un'occhiata". Il Colonnello lo arrotol e se lo infil nella tasca davanti.
Nella piazzetta, il risveglio commerciale stava avvenendo proprio in quel momento. I negozianti, stanchi dell'estate che sembrava non voler finire pi, si avviavano con passo lento, accompagnato da qualche sbadiglio al proprio negozio.
Poco dopo le vetrine erano nuovamente in mostra sulla strada sfoggiando i migliori articoli, quelli che erano andati per tutta l'estate, quelli che avrebbero consentito al negoziante di passare un inverno sereno grazie ai fruttuosi incassi.
Michele, con la guancia piena, indic a Kk qualcosa alle sue spalle. Il Colonnello si gir e infine si alz scostando la sedia per lasciar passare la signora che poco prima stava alla cassa.
Muovendosi a ritroso, la donna trascinava uno stand sul quale erano disposti alcuni articoli di moda per l'estate.
Ogni anno il caldo porta con s qualche cretinata!
Come dice scusi? chiese il Colonnello incerto se la donna ce l'avesse con lui.
La signora, sulla cinquantina e con una tinta nero corvino si alz stendendo la schiena approfittando di quella piccola pausa. Sorrise ai due uomini mostrando una dentatura ingiallita dal fumo caratterizzata da un ampio spazio fra gli incisivi centrali.
Dicevo che ogni anno si scatena una moda, il turista, il visitatore o anche lo stesso cliente abituale si fissa, ritiene indispensabile per l'equilibrio estivo possedere quell'oggetto".
Ah ho capito". rispose cordiale Kk accennando a un sorriso ma con l'intenzione ben evidente di non voler esser coinvolto in conversazioni. Si rigir e prese nuovamente posto di fronte a Michele al quale sembrava, dopo appena due morsi di cornetto, fosse tornato il buon umore.
Tipo quegli orologi di gomma colorati di qualche anno fa che vendevano anche in spiaggia e che si rompevano subito le fece Michele.
Bravo! L'anno scorso invece fu l'anno dei magneti da polso, le vendite si sono impennate, la gente si  convinta che quell'affare gli avrebbe sistemato ogni dolore!
La signora riprese a spostare lo stand posizionandolo al lato della porta.
Quest'anno invece  l'anno delle magliette etrusche, l'estate neanche era cominciata, che le ho dovute riordinare tre volte!
Kk allung il capo per vedere una maglietta che la signora aveva preso in mano per sistemarla meglio.
Oh ma  bellissima! disse ritornando in piedi. La signora lo squadr da capo a piedi, arricciando le sopracciglia arretr il capo appoggiando il mento sul suo seno prominente.
Da lei non me l'aspettavo!
Ah signora, mai fidarsi delle prime apparenze Kk sfil dallo stand la maglietta e l'accost al petto, fece due passi in avanti per sorpassare la donna che nel frattempo si era frapposta fra lui e il suo amico.
Come mi sta? chiese il Colonnello, evidentemente divertito.
Michele trasal e inizi a tossire forte, un pezzo di cornetto gli and di traverso.
La signora scosse il capo quasi offesa e rientr dentro al suo lavoro.
Kk ridendo raggiunse Michele e con due colpi dietro la schiena lo aiut a riprendere fiato.
 lui! disse soddisfatto il Colonnello. Si voltarono entrambi verso lo stand, magliette verdi, rosse, gialle erano ricoperte di scritte anch'esse di colori vari. Praticamente identiche a quelle che avevano visto ad Adana. La scrittura per questa volta non era cuneiforme ma era riconoscibile un alfabeto molto simile a quello greco, probabilmente si trattava di scrittura etrusca, come aveva detto la signora.
Michele afferr la maglietta, la rigir e anche in questa una targhetta bianca penzolava all'interno di una cucitura con scritto sopra Cooperativa Jek.
Bingo! Michele appallottol l'indumento e lo tir sul tavolino.
Kk afferr il suo cellulare per mettersi in contatto con il nucleo informatico e aggiornarlo sulla nuova scoperta.
Il Maresciallo era dal giorno prima che, dopo aver individuato la comunit curda, stava analizzando i profili di tutti gli uomini che ne facevano parte. Comunic i riferimenti e le generalit degli uomini individuati.
Kk si mise ad armeggiare con il palmare, poco dopo, con i cursori spostava a destra e poi a sinistra per inquadrare al centro il reticolo di strade che pi o meno era occupato dalla comunit curda.
Alz gli occhi, Michele stava terminando di bere il suo caff bollente.
Che dici, ci andiamo a fare una prima capatina?
Dai, andiamo rispose pulendosi con il tovagliolino di carta le labbra appena ombrate dalla schiuma scura del caff.
Ritornarono pensierosi sull'auto, infilarono simultaneamente le cinture di sicurezza e ripartirono con tutta calma cercando di imprimersi bene ogni dettaglio di quei luoghi.
Gironzolarono per almeno due ore dentro e fuori la piccola cittadina. Passarono davanti alla scuola di danza che aveva esposto fuori uno di quegli striscioni di plastica che attraversavano tutta la strada. Con una scritta arabeggiante la famosa scuola annunciava stage introduttivi e prove gratuite per le nuove discipline introdotte. Danze etniche e orientali. Inoltre, nel fine settimana, in collaborazione con la proloco, in quasi tutte le piazze ci sarebbero state rappresentazioni del folklore e della tradizione curda.
Non male per l'organizzazione eh? disse Kk.
Evidentemente questa comunit  piuttosto grande rispose Michele.
Girovagarono senza meta per il cuore della citt in attesa di avere notizie dal Nucleo informatico. Vicoli stretti trovavano sfogo in ampie piazze dominate dalla facciata di chiese romaniche. Camminarono fino ad arrivare alle antiche mura che si ergevano a strapiombo sulla roccia scoprendo angoli suggestivi. Si fermarono qualche istante a osservare il panorama, di l, ancora una volta risaltavano come piccole tessere colorate nel verde della campagna gli appezzamenti agricoli oltre i quali si apriva l'immensa distesa azzurra del mare.
Risaliti sull'auto, presero una salita lasciandosi alle spalle la citt. C'era una piccola fabbrica dismessa poco fuori il centro abitato. Il maresciallo gli aveva indicato quello come il luogo che ospitava il maggior numero di curdi. La fabbrica, un tempo di materassi, era un comprensorio decisamente importante. Al piano terra c'erano i vecchi magazzini, mentre nei piani superiori si trovavano gli uffici. La Caritas diocesana, ottenendo tutti permessi era riuscita a trasformare quel luogo in un piccolo centro di raccolta per gli immigrati. Con il passare del tempo, i curdi che erano riusciti a trovare lavoro, avevano lasciato quel posto andando ad abitare solitamente in una piccola casa da dividere con altri compatrioti.
Ci passarono davanti. Sulla strada principale scorsero un cancello grigio aperto per met. All'interno del grande cortile s'intravedevano biciclette e motorini accostati sui muri dei magazzini.
Lasciarono l'auto poco pi avanti decidendo di fare due passi per poter dare un'occhiata con pi calma. Dopo aver svoltato per la strada del ghetto, si ritrovarono in prossimit della discesa. In lontananza verso di loro arrivavano due donne con dei grandi sacchi pieni che vacillavano ai loro passi. Parlottavano e ridevano serene. Arrivate pi vicine ai due uomini, il colore olivastro della loro pelle e i lineamenti duri di quei volti squadrati furono sufficienti per farle identificare come appartenenti all'etnia curda.
Le donne, avvolte con le loro stoffe di colori sgargianti, entrarono dentro il cortile. Al loro arrivo si sentirono all'interno schiamazzi e urla felici. Il Colonnello e Michele ebbero giusto il tempo di passare davanti all'apertura del cancello e ai loro occhi si par davanti una scena di vita quotidiana come tante in cui la mattina sta torpidamente puntando i suoi artigli sulla pigrizia estiva.
Le donne, entrate poco prima, avevano posato per terra i sacchi e alcune ragazzine, accorse al loro arrivo, si precipitarono in preda all'euforia a tirar fuori ci che contenevano. Si passarono fra le mani alcuni indumenti, li accostarono al proprio corpo e poi se li scambiarono.
Sono i costumi che usano quando danzano, ne ho visti tanti simili durante il Newrotz, il capodanno curdo disse il Colonnello.
Michele annu. Sorpassarono il cancello e scesero gi fino alla fine della discesa per poi risalire dalla parallela e ritornare all'auto. Ci ripassarono davanti, e questa volta grazie a un semaforo rosso che stava proprio all'altezza della vecchia fabbrica poterono rimanere qualche secondo di pi a osservare il movimento all'interno di quel piccolo nucleo.
In quei cinque minuti trascorsi, la scena era cambiata di poco: qualche bimba svolazzava nel cortile indossando il costume da ballo e fra le mani tenevano dei fazzoletti colorati, gialli, verdi e rossi, proprio come il colore della bandiera curda.
Si stanno preparando alla grande per la festa, sono in fermento eh? comment Kk.
Mh hm". rispose Michele. Sembra quasi una sorta di debutto nella societ".
S, probabilmente la vivono cos Disse Kk girandosi per prendere dal sedile posteriore il giornale che poco prima si era sfilato dalla tasca. Lo sfogli per qualche minuto. L'auto nel frattempo era gi sulla statale in direzione Roma.
Senti qui cosa dice". Si posizion comodo aprendo il piccolo quotidiano sul cruscotto dall'auto.
...la piccola comunit curda, spiega il sindaco, si  saputa integrare nel tessuto sociale senza mai creare difficolt, lavorando con impegno al pari dei cittadini di nascita del nostro comune. Il tempo era maturo gi da un po' per iniziative del genere, iniziative che consentiranno uno scambio culturale in modo da conoscere in maniera pi approfondita chi ci vive di fianco, che sia il postino, che sia un compagno di banco dei nostri figli, che sia proprio la nuova maestra di ballo".
Sar un debutto, altroch! ribad sempre pi convinto il Luogotenente.
Potrebbe essere una situazione pericolosa asser convinto il Colonnello.
Che intendi?
Che se stanno sulle nostre tracce, i turchi potrebbero approfittare della confusione che ci sar in giro per fare molti danni disse sospirando Kk.
Eh s! Certo! Potrebbe proprio essere la situazione che cercano da tempo, adatta a scatenare una strage!
Senti qui". continu Kk a leggere l'articolo:
All'evento saranno presenti giornalisti e rappresentanti della stampa nazionale specializzata, a seguito di un breve intervento delle autorit locali si aprir ufficialmente la manifestazione dando luogo al riconoscimento al merito dell'amica Silvana Giunca la quale, attraverso la sua trasmissione, parla con tatto e umanit di un'Italia che ha sempre pi un volto colorato".
Ha tutta l'aria di essere una manovra politica in cerca di consensi concluse puntualizzando il Colonnello. Il cellulare gli vibr dentro la tasca dei pantaloni. A fatica, districandosi tra la cintura e la stoffa tesa, riusc a tirarlo fuori e a rispondere.
S? Pronto? A Michele bast guardare con la coda dell'occhio l'espressione sul viso di Kk per capire che qualcosa di grave era successo. L'osserv chiudere la comunicazione e riporre il cellulare nuovamente nella tasca, si trattenne dal chiedergli spiegazioni. Il Tenente Colonnello chiuse gli occhi reclinando il capo sul poggiatesta del sedile.
Claudio? lo sollecit Allora?
Ferma l'auto! Chiese mentre cercava di allentarsi il colletto della camicia. L'auto rallent fino a fermarsi sul ciglio della strada. Kk scese e si appoggi brancolante sul guard rail. In cerca d'aria, inspir gonfiando la cassa toracica. Michele attese.
Era Landi, hanno trovato Haci sgozzato dentro il suo appartamento spieg Kk appena riusc a ritrovare il fiato per parlare.

27,03. Ankara, Turchia, 7 settembre 2007, ore 10,30
Ufficio del Generale Gk.

Nel suo misero ufficio il Generale Gk ruotava ritmicamente lo schienale della sua poltrona girevole con un'espressione perfida sul viso. Capa lo guard di sbieco in cerca di spiegazioni.
Non hai capito niente, ma  giusto cos". disse il Generale allisciandosi i baffi a ognuno il suo ruolo".
A volte la perfidia di quell'uomo superava di gran lunga la sua, pens l'attendente turco. Uno schianto improvviso dest la sua attenzione. Il suo Comandante aveva colpito con la mano la scrivania di legno, alz gli occhi e lo vide ridere. Capa colpito nel suo orgoglio s'indispett e una smorfia truce gli sfigur ancor di pi il volto. Il Generale comprese il suo atteggiamento e neg con il capo.
No Capa, non rido di te, ma dell'incredibile colpo di fortuna che abbiamo avuto". Il suo Comandante ora lo guardava serio negli occhi, si confidava con lui e Capa ritrov finalmente il contegno richiesto. S'impett di tutto punto. Un leggero battito d'occhi fu l'apprezzamento del Generale al suo nuovo atteggiamento. Gk, sulla sua poltrona girevole, si appiatt sul ripiano per avvicinarsi di pi al suo interlocutore.
Memhet". gli occhi gli brillavano la soluzione ci si  presentata come un regalo inaspettato... la soluzione ideale".
A cosa si riferisce Generale, non capisco".
La voce dell'imam ha parlato chiaro: Tarquinia! Ha detto Tarquinia, Tarquinia in provincia di Viterbo!  una localit che sta nei pressi di Roma, tra il Lazio e la Toscana". Capa neg con il capo storcendo la bocca. Mai sentito questo nome, Generale".
Dovresti conoscerla invece, l  nata gi da qualche anno una piccola comunit di rifugiati curdi".
L'attendente alz le spalle.
Faremo vedere agli italiani chi sono questi montanari". Prosegu Gk come se fosse chiaro anche a Capa ci che aveva in mente. Faremo vedere all'Europa intera di che pasta sono fatti". Lo guard negli occhi e una scossa tremol sulle sue labbra serrate. Fammi avere l'elenco degli emigrati curdi che vivono l".

27,04. Roma, Italia, 7 settembre 2007, ore 18,30
Policlinico universitario Umberto Primo.

Il Rettore era gi un'ora che stava seduto sul bordo del letto accanto alla sedia di Lisa. Con gli occhi puntati sullo schermo, era intento a leggere le ultime traduzioni.
Lisa lo aveva accolto con tale gioia che il Professore si era sentito profondamente lusingato. Aveva avuto l'impressione di vederlo dimagrito e quella leggera abbronzatura gli donava. Superarono i convenevoli in fretta, entrambi bramosi di mettersi a confronto e aggiornarsi vicendevolmente sugli ultimi accadimenti.
Pungolata dalle domande pressanti del Rettore, parlarono per ore. Lisa spieg, passo dopo passo, tutte le congetture che inevitabilmente l'avevano portata a formulare le sue nuove ipotesi. Ci che aveva compreso, sarebbe stato per lei come per altri colleghi materiale di studio per i successivi vent'anni.
Professore il primato del metallo, il culto di una grande dea della terra, l'importanza della donna in ambito sociale e religioso, una longeva tradizione di arte e architettura rupestre sviluppatasi nella regione anatolica, vulcanica e tufacea, geologicamente simile a quella tosco-laziale. A livello linguistico, lo sa meglio di me, oggi si  accumulato un vasto repertorio di parole che dimostrano connessioni non superficiali tra antiche lingue anatoliche e lingua etrusca". Spieg Lisa dopo aver informato il Professore delle ultime traduzioni. L'uomo si gratt la testa pensieroso.
Mh... credo che lei abbia fatto un ottimo lavoro Professoressa concluse sorridendole.

Arriv la sera e Lisa, stanca, ritrov posto fra le ruvide lenzuola del letto. Guard e riguard pi volte l'orologio appeso sopra la porta del bagno domandandosi quando Kk avrebbe fatto ritorno. Pass ancora dell'altro tempo. L'orologio segnava ormai le nove di sera quando ud il cigolio della porta che si apriva. Il Tenente Colonnello entr silenzioso, timoroso di poterla svegliare.
Nel vederlo in faccia Lisa rimase colpita, era pallido da far paura e le labbra serrate in un'espressione tesa.
Claudio ma cosa hai? Cos' successo? gli chiese senza fiato. Il Colonnello si ferm al centro della stanza, svuotando l'aria che aveva nei polmoni, non riusc a parlare, afferr la seggiolina di ferro e l'avvicin al letto di Lisa, ci si sedette sopra e pos il capo sul suo grembo. Rimase cos per alcuni minuti, in silenzio, lasciandola totalmente esterrefatta. Lisa gli pos una mano sul capo accarezzandolo.
Kk infine alz la testa, gli occhi erano diventati rossi e lucidi. Lisa s'impaur, non l'aveva mai visto in quello stato.
Hanno ucciso Haci! disse con voce cupa. Lisa non comprese, scosse la testa arricciando la fronte.
Haci? chiese senza capire chi fosse. Kk si alz dalla sedia e inizi a girare e rigirarsi per quella stanza.
Haci Salih Akyurt  l'imam che ti ha prestato le prime cure dopo che ti abbiamo liberato,  quello che mi ha detto dove ti tenevano, e". si ferm d'improvviso ammiccando amaramente, era il braccio destro di Baran, lo conoscevo da anni".
Mi dispiace, ma proprio non lo ricordo disse addolorata Lisa.
 normale, eri sotto shock e imbottita di droghe".
Ma la morte di Haci che conseguenze pu avere? Voglio dire". Le parole le morirono in gola, non voleva sembrare poco sensibile per la perdita del suo amico, la domanda rimase cos, sospesa in aria, tra il suo imbarazzo e il silenzio vuoto di quella stanza.
Il Colonnello ferm il suo girare incessante e and ad appoggiarsi sul davanzale della finestra. Armeggi un po' con la serranda, tirandola nuovamente su, poi apr la finestra e aspir l'aria fresca della sera.
Oggi siamo stati a Tarquinia disse cambiando d'improvviso argomento. Nell'ora successiva le raccont l'intera giornata e arriv con evidente preoccupazione a parlarle della manifestazione.
Perch sei cos contrario? Sono queste le occasioni che hanno per farsi conoscere e far conoscere la loro cultura". Kk scosse il capo.
Haci  stato sgozzato, ossia ammazzato come un traditore.  molto probabile che lo abbiano sottoposto a torture per farlo parlare, o forse avevano piazzato delle cimici nel suo appartamento. Non so i fatti ma posso immaginarli, di certo se l'hanno ucciso come un traditore vuol dire che da lui hanno saputo qualcosa!
E cosa possono mai sapere?
Quando tu mi hai chiamato io ero in casa sua, poche ore dopo che me ne sono andato  stato ritrovato il suo corpo. Haci ha sentito in parte la nostra conversazione, potrebbe aver sentito il nome di Tarquinia".
E allora? Anche se Gk sapesse che Baran sta a Tarquinia ormai cosa potrebbe fare? Claudio adesso la partita si gioca qui in Italia, non pi in Turchia e Gk qui ha le mani legate! Voi grazie a Dio siete ritornati e lui non ha pi nessun appiglio, quel verme non pu fare pi niente!  finito, ha perso la sua schifosa battaglia! Le parole le uscirono fuori senza freno, le mani afferrarono le lenzuola e le sue labbra presero a tremare senza che lei potesse pi controllarle. Divenne rossa di rabbia in volto.
Lisa". Kk s'intener, le allung una carezza sul volto. Se Gk sa di Tarquinia potrebbe organizzarci un bello scherzo!
O insomma Claudio non ti capisco, cosa diamine pu fare Gk qui in Italia? Di cosa hai paura? D'improvviso Kk si fece serio.
Di un attentato! disse guardandola intensamente. Lisa spalanc gli occhi verdi interdetta.
E perch? Lo continu a guardare in attesa di altre spiegazioni.
Perch ci sono tutte le premesse, un luogo che si presta, un affollamento, festa, confusione e, soprattutto, la possibilit di screditare i curdi agli occhi del mondo. Dio solo sa cosa si pu inventare quella mente perversa, ma credimi Lisa, non si lascer sfuggire una simile occasione per screditare i curdi a livello internazionale!

27,05. Roma, Italia, 8 settembre 2007, ore 11,00
Nuovo Centro Direzionale, ufficio Tenente Colonnello.

Dobbiamo farla annullare! disse Il Colonnello scuotendo la testa per il disappunto. Lanci sulla scrivania il fax che conteneva i dettagli del piano di sicurezza della territoriale di Tarquinia che faceva capo alla pi grande citt di Civitavecchia.
Michele l'afferr buttandoci l'occhio sopra, alz le sopracciglia.
Certo prevedono poche pattuglie...  vero anche che la festa si svolger solo all'interno del centro storico che verr circoscritto".
No Michele, potrebbe diventare una carneficina, potrebbero rimanere coinvolti anche donne, bambini. No! Si alz dalla sedia sicuro di quello che stava per fare. Far ci che in mio potere per far annullare la festa".

27,06. Roma, Italia, 8 settembre 2007, ore 12,00
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) ex aeroporto di Centocelle.

Claudio non  neanche lontanamente possibile quello che stai chiedendo asser il Generale scuotendo il capo. Gett sulla scrivania un fascicolo indicandoglielo con il capo. Il Colonnello si avvicin per prenderlo. Lo scontro con il Comandante del COFS fu immediato e inaspettato. Per qualche istante rimase interdetto.
Generale lei lo sa meglio di me che quella  un'occasione d'oro per Gk, dobbiamo annullare l'evento".
Leggi Claudio". Insistette il Generale con la voce che questa volta divenne pi dura.
Il Colonnello per alcuni minuti si concentr su quelle pagine in cui vi era scritta l'intera pianificazione dell'organizzazione.
La manifestazione  in collaborazione con l'Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale, con il Dipartimento Pari Opportunit della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono state coinvolte le principali comunit di immigrati presenti sul territorio, la comunit somala, quella peruviana, quella ucraina e quella cinese". Kk si sent squadrato da cima a piedi da quello sguardo imperturbabile.
Non abbiamo niente in mano, solo troppe supposizioni! Ma ti rendi conto di cosa comporterebbe la tua richiesta?
Comporterebbe ci che  necessario!
Certo". tuon il Comandante dovrei allertare la territoriale, il Questore, giustificarmi con il sindaco, con il ministero degli interni, e sputtanerei per un pugno di sospetti la nostra posizione e tutti gli uomini coinvolti". La voce del Generale si alter. Kk lo guard deluso, non si sarebbe mai aspettato un simile voltafaccia. Il vecchio soldato sembr leggere ci che passava nella mente del suo uomo, sbuff imprecando arrabbiato con se stesso.
Prova ad avere una visuale pi ampia Claudio, immagina quale reazione potrebbero avere i curdi nel sentirsi rifiutati! Come se non l'avesse sentito, il Colonnello continu.
Hanno ucciso l'imam sgozzandolo, solo pochi minuti dopo che io e il Luogotenente Giove siamo usciti dalla sua abitazione. Gli avranno cavato tutte le informazioni che poteva dargli. Landi non  entrato nei particolari ma mi ha fatto intendere che il suo corpo era in condizioni orribili".
Non  sufficiente Claudio, mi dispiace ripet il Generale ancor pi convinto di prima.
Non  sufficiente? Hanno torturato e massacrato una persona al corrente dei fatti e lei mi dice che non  sufficiente?
Claudio non puoi farne una tua guerra personale! Si alz di scatto il Generale piantando le mani sulla sua scrivania, puntandolo ancora dritto negli occhi.
Generale  dall'inizio di questa storia che io ne sono stato coinvolto per motivi personali rispose Kk sostenendo lo sguardo del suo superiore senza intimorirsi o abbassare la guardia.
Non porto avanti i miei interessi, n sono in cerca di vendette private, le sto solamente dicendo che ci sono altissime probabilit che, durante la festa, Gk possa intervenire e se ci dovesse accadere, solo Dio pu evitare una tragedia".
Be', io non sono Dio! Quelle parole per il suo pupillo furono come un pugno nello stomaco. Lo sent sbattere i tacchi e lo guard portarsi la mano sul basco in segno di commiato. Cerc il suo sguardo ma quell'uomo ostinato non lo degn nemmeno di quello.
Aspetta! disse proprio quando Kk aveva raggiunto la porta.
Il Generale si prese tempo per ragionare. Si stacc dalla scrivania iniziando a gironzolare per la stanza. Kk rimase fermo a guardare davanti a s.
Non  possibile annullare la manifestazione ma... ma ti autorizzo a prendere il comando del piano sicurezza profer infine De Martino. Il Colonnello s'illumin di colpo.
Bene! Era il massimo che poteva ottenere da una partita che sembrava ormai persa. Con una battuta di tacchi salut alla svelta il Generale prima che cambiasse idea lasciandolo l, al centro della stanza sconcertato, dalla repentina ritirata del suo uomo.
Gli venne da ridere, era incredibile quel ragazzo! In qualche modo riusciva sempre a ottenere quello che voleva. De Martino si sfreg la faccia, con la speranza di cacciar via i brutti pensieri. La situazione non era delle pi semplici e in cuor suo sapeva che il suo prediletto aveva ben ragione a voler annullare la manifestazione. Ritorn con due falcate alla scrivania, alz la cornetta del telefono.
Maresciallo... mi metta in contatto con il Dottor Landi". Il Generale attese dieci minuti prima che il suo addetto richiam passandogli la comunicazione con il capo del SISMI.
Generale, mi dica, come procede l'operazione? chiese l'uomo con la voce cordiale.
Bene, bene grazie, ma sa dottore se la chiamo  perch ho bisogno di qualche informazione".
Mi dica,  il mio lavoro".
Il Generale gli accenn velocemente la nuova situazione. Il Dottor Landi puntualizz la sua perplessit con un ben definito: Mh. Quella piccola sillaba conteneva un intero discorso, un discorso che il Generale De Martino prefer non affrontare.
Vedr quello che posso fare Generale, ci risentiamo presto".

27,07. Ankara, Turchia, 8 settembre 2007, ore 17,20
Ufficio del Generale Gk.

Akkas Akgun: impiegato presso l'Impresa Elettrica Fratelli Alessi, bene e cosa hai trovato su questo? chiese Gk alzando gli occhi dall'elenco che Capa gli aveva messo in mano.
Ha il figlio in prigione ma la cosa pi interessante Generale  che la figlia qualche anno fa rimase coinvolta in un loro attentato e mor insieme ad altre ragazze fuori dalla scuola che frequentavano. Ecco, questo Akkas mi sembra che possa avere motivazioni in pi".
Ottimo, affianchiamogli sempre un altro comunque".
Gli affiancheremo Mikail Yilmaz, anche lui con un figlio e un cugino in carcere".
Bene, ottimo. E Serhat Carnewa e Turgut Baki?
Stessa cosa Generale, fra tutti i curdi che vivono l questi mi sono sembrati quelli pi facili da manovrare".
L'anima maligna gli allung le labbra in un sorriso agghiacciante.

28. La manifestazione.

28,01. Tarquinia, 14 settembre 2007, ore 04,02.

Alcune sagome scure si aggiravano silenziose nel centro storico della piccola cittadina scivolando fluide tra un vicolo e l'altro.
Il militare, chino sulla strada, fin di sigillare l'ultimo tombino, fischi richiamando il collega a pochi passi da lui. Arriv per primo il cane in cerca dell'ennesima carezza e poi il militare. Parlottarono fra loro poi s'incamminarono insieme per la discesa. Nel giro di pochi minuti, gli artificieri antisabotaggio si radunarono alla Barriera di San Giusto, la principale area di parcheggio della cittadina storica, definita nei piani del GIS zona B2. Dopo alcune ore di lavoro, avevano terminato il loro compito, l'intero centro storico di Tarquinia era stato bonificato e i cani, specializzati nel fiutare materiale esplosivo, non avevano trovato niente.

Nuovamente verso sera, il Freelander correva silenzioso a ridosso della costa tirrenica. Davanti a loro, in leggera altura, il piccolo centro abitato stretto fra le sue cinta murarie di macco dorato.
Giunti nel parcheggio adiacente al centro storico, la zona B2, spesero qualche minuto per sistemarsi gli auricolari e accendere la strumentazione elettronica che avrebbe consentito loro di comunicare contemporaneamente con tutti gli operatori della squadra.
Come due comuni visitatori, si accinsero a oltrepassare la porta antica che li avrebbe condotti dentro il borgo.
I suoi uomini erano in giro per la piccola cittadina gi tempo. All'ora prestabilita, attivarono il contatto radio e dopo pochi istanti sent nelle cavit auricolari una per una le loro voci. Lanci uno sguardo sopra la linea ininterrotta di quei tetti rossi. L sopra, un cospicuo numero di tiratori scelti teneva costantemente sotto mira un preciso settore che gli era stato assegnato. L'intero centro storico era coperto.
Nei giorni precedenti aveva studiato un nuovo piano sicurezza. Il Comandante del Comando compagnia Carabinieri di Civitavecchia si era dimostrato un valido collaboratore. Egli aveva disposto un servizio di pattugliamento e di vigilanza nel perimetro esterno del centro storico, e il personale di vigilanza in tutta la zona era stato raddoppiato con militari sia in borghese che in divisa. Questi avrebbero presidiato ogni piazza e tutti gli snodi principali della viabilit.
Alcuni dei suoi uomini avrebbero girato con i cani antisabotaggio, altri con l'uniforme della protezione civile. Avevano studiato tutti i percorsi per l'evacuazione della gente nel caso in cui qualcosa fosse andato storto.
C' un buon dispiego di forze eh? afferm Michele lanciando occhiate in giro.
S, abbiamo fatto un buon lavoro".
Arrivarono alla piazza principale nei pressi del piccolo palchetto dove di l, a poco a poco, il sindaco avrebbe aperto la manifestazione.
Le stradine erano ancora semivuote ma da ogni parte del piccolo borgo arrivavano odori speziati, fumi e profumi di oriente.
Di tanto in tanto, da qualche vicolo lontano, un amplificatore si accendeva suonando a tutto volume melodie orientali per poi, dopo pochi istanti, sfumare o esser bruscamente spento.
Pi vicino a loro, qualcun'altro provava i microfoni inondando di ssa ssa, prova, ssa, ssa la piazza principale che, ancora vuota, fungeva da cassa acustica facendo vibrare addirittura i vetri delle finestre.
Alcuni bambini gli sfrecciarono davanti contendendosi la presa di cesti pieni di coccarde colorate. Le urla gioiose e i loro schiamazzi portarono allegria nella piazza cos come uno spruzzo d'acqua fresca in una giornata di piena afa.
Sorrise anche la vecchina che probabilmente era l dalla mattina sul balcone di casa sua, collocato proprio di fronte al palco, per godersi quell'unico o quantomeno raro momento di rivalsa con un sorriso giocondo sul volto.
Si allontanarono dalle strade centrali e poi si divisero, di tanto in tanto, si rivedevano attraversare questo o quell'altro vicolo.
Sulla pelle delle braccia e del petto aveva un costante formicolio, i nervi erano tesi al massimo.
Si allontan ancor di pi. Uscendo dalla porta del castello si lasci alle spalle il Torrione medievale e scese gi calpestando quell'infinit di sampietrini disposti in maniera circolare che scorrevano sotto i suoi piedi.
Per qualche istante, lasci penzolare morbide le braccia accanto al corpo come un pugile prima di un incontro.
Rossi, poco pi avanti, gli attravers la strada e fin dentro un vicolino che continuava a scendere gi. Arrivarono dalla parte opposta piccoli gruppetti di persone. Guard l'ora. Il momento era giunto, pens deglutendo a fatica. Spero di aver preso la toppa pi clamorosa della mia vita. Preg in cuor suo.
Ancora altra gente saliva verso il centro, alcuni indossavano tipici vestiti curdi, certi che quella sarebbe stata una magnifica occasione per festeggiare. In un'altra circostanza, anche lui avrebbe partecipato con gioia alla festa, quella gente aveva tutto il diritto di rallegrarsene.
Svolt nello stesso vicolo in cui poco prima aveva visto sparire Rossi. Da l cerc una strada che l'avrebbe riportato verso la piazza principale.
Gi da lontano, si sentiva forte la voce del sindaco che rimbombava negli altoparlanti posti ai lati del palco.
Via via che si avvicinava, fu costretto a rallentare il passo e a trovare il modo di proseguire facendo zig zag fra la gente che si era accalcata sotto il palco.
Dopo i saluti di rito ai vari personaggi che in qualche modo avevano partecipato all'organizzazione dell'evento, il sindaco introdusse una giornalista che con la sua trasmissione televisiva aveva trattato diversi temi legati a questioni razziali.
In Europa e in Italia nessuno parla, nessuno ha la piena coscienza di cosa accade al popolo curdo disse la giornalista afferrando il microfono. Come riportano i rapporti di Amnesty International, dell'Human Rights Watch e dell'Associazione per i diritti umani e tolleranza. Sono migliaia le vittime della guerra, uomini, donne e bambini e di tutto questo ne sono responsabili i militari e lo stato turco". Fece una pausa tirandosi gli occhiali sul naso. Li considerano terroristi solo perch cercano un'autonomia territoriale come quella che in Italia viene riconosciuta all'Alto Adige, alla Valle d'Aosta, alla Sardegna o alle altre regioni a statuto speciale. La Turchia vorrebbe che anche gli alleati europei li considerassero terroristi ma accettarlo significherebbe violare la convenzione internazionale e la dichiarazione universale per i diritti umani, che l'Italia e gli altri paesi europei hanno sottoscritto".
Si sfil dalle tasche un foglio e lo apr davanti ai suoi occhi leggendo una serie inquietante di dati.
Secondo l'osservatorio dei diritti umani solamente nel 2005 circa mille e ottocento minorenni sono stati arrestati per aver preso parte a manifestazioni di piazza per i diritti del popolo curdo, e centinaia sono i rappresentanti democraticamente eletti in Parlamento e nelle amministrazioni locali che nell'ultimo anno sono stati imprigionati". La donna alz gli occhi e osserv la gente davanti a lei, l'euforia e la gioia di poco prima erano cadute sotto ai loro piedi.
Pur essendo una comunit formatasi di recente in Italia, nelle aree in cui vivono, i curdi sono molto bene integrati, vi lavorano e studiano. Quella di oggi  una manifestazione che dimostra le mie affermazioni. Qui a Tarquinia si  inserita una delle pi importanti comunit curde, vivono insieme a voi ormai da una decina di anni, vi sembrano forse terroristi? chiese rivolgendosi alla gente che per tutta risposta abbass il capo inconsapevole come sempre, beatamente ignorante, impreparata di fronte a tanto dolore.
I rifugiati politici non sono persone che lasciano la loro terra con la speranza di attuare un progetto. No. Essi scappano con il terrore negli occhi in cerca solo di un posto dove la notte possano dormire sereni. Poi, se il giorno dopo si mangia o no questo  un bellissimo problema da porsi dopo aver fatto un sonno tranquillo". Non era pi il caso di continuare. Quella doveva essere un'occasione gioiosa, pens la giornalista, passando il microfono alla donna curda che le stava di fianco.
Sono una rifugiata politica, sono fuggita dalla repressione del governo turco e vivo in Italia da quindici anni disse con voce limpida e chiara. Ci tengo a dire, a nome dell'intera comunit curda che oggi rappresento, che pur avendo avuto molte difficolt, come quelle di trovare un lavoro, ci avete accolti calorosamente e oggi qui ci sentiamo come a casa nostra. Ringrazio il sindaco che attraverso questa manifestazione pubblica di carattere culturale ci ha dato la possibilit di svolgere un'attivit d'informazione e di sensibilizzazione.
Faccio personalmente appello alle organizzazioni italiane, alla societ civile italiana affinch si rompa il silenzio attorno alla questione curda. Vi ringrazio per l'attenzione".
La guardarono con pena, come se solo in quell'istante la gente avesse avuto il coraggio o la forza di alzare veramente gli occhi e guardare il mondo, anche quello vicino a loro, per come era veramente.
Quando il sindaco, gli ospiti e i collaboratori che avevano partecipato all'organizzazione della manifestazione scesero dal palco lasciando il posto a un complesso locale, la sera era ormai calata sui tetti rossi di Tarquinia.
Il Colonnello sent sulla coscia le vibrazioni del suo cellulare. Lo sfil dalla tasca e osserv il numero apparso sul display, imprec fra i denti.
S?
Ho qualcosa per te". Fra la confusione della musica e un gruppetto di giovani che strillavano a stento, sent la voce del capo del SISMI. Si allontan in cerca di un angolo tranquillo con il cuore in gola temendo il peggio.
Dimmi?
Sembra che laggi, negli ultimi giorni, siano stati liberati circa quindici prigionieri politici, ovviamente curdi. Immagini il perch vero?
Il Colonnello serr la mascella, se laggi stava per Turchia, era la fine! Tutto ci che fino a pochi attimi prima pensava fossero solo sospetti, ora erano divenute certezze. In quel luogo da un momento all'altro ci sarebbe stata una strage.
Li hanno corrotti! disse appoggiandosi al muro.
S, ho controllato, tutti gli ormai ex prigionieri' hanno parenti residenti nel Lazio".
Grazie. Mandami nomi, foto, residenza, l'elenco dei parenti, tutti i dati possibili". Chiuse la comunicazione e rimase qualche istante a ragionare sulle successive mosse.
Qualche minuto dopo, un bip conferm l'arrivo di un sms. Apr il messaggio e lesse i nomi di quegli uomini. Erano per lui nomi privi di un volto, nomi che non gli suggerivano niente. Rigir il messaggio a Pedonti e subito dopo lo contatt, doveva mandare gli indirizzi di quegli uomini alla Compagnia Comando.
Si port la mano sull'orecchio per coprire l'auricolare e isolarlo dalla confusione della festa e avvis i suoi uomini degli ultimi avvenimenti.
Pochi minuti dopo, come fosse una scenografia studiata ad arte, si videro alzare contemporaneamente in diversi punti del piccolo borgo delle scie luminose che, serpeggianti nel cielo notturno, salivano rapidamente per poi, raggiunta la stessa quota, esplodere emettendo in un gran frastuono una pioggia luminescente che sembr ricadere sulle loro teste. L'euforia della piazza sfoci in applausi ed esclamazioni, un bimbo impaurito dai fuochi d'artificio che avevano dato il via alla manifestazione si stringeva alla mamma con le mani sopra gli orecchi.
Tra la folla, i curdi erano facilmente individuabili. La maggior parte portava il costume caratteristico della loro danza che per gli uomini consisteva in una tunica scura dai lunghi e larghi pantaloni con il cavallo basso, stretto in vita da un'alta fascia pi chiara. Sotto la tunica una camicia bianca risaltava dall'ampia apertura a V sul davanti. Aveva delle maniche incredibilmente lunghe perch i polsini si allungavano arrivando anche a raggiungere una lunghezza di mezzo metro. Infine, portavano un fazzoletto che dopo esser stato rigirato pi volte attorno al capo, ricadeva gi come fosse stata la coda di una marmotta. Le donne indossavano invece un costume dai colori vivaci che ricadeva morbido senza fasciare le rotondit. Sopra l'abito, indossavano un gilet bianco e sul capo, una coroncina di fiori da cui ricadeva un foulard.
Chi fra loro non indossava il costume teneva fra le mani delle bandiere dipinte di rosso, verde e giallo. Alcuni addirittura li avevano dipinti sulla fronte. In ogni caso, la maggior parte dei curdi aveva baffi e capelli nerissimi. Questi aspetti erano positivi, pens il Colonnello osservando che in ogni piazza, in ogni vicolo, erano facilmente individuabili.
La musica ormai proveniva da pi direzioni. Le melodie si confondevano in alcuni punti dei vicoli sovrapponendosi l'un l'altra.
In ogni piazza, era stato definito e circoscritto da nastri rossi un piccolo spazio entro il quale gruppetti di danzatori, sia donne che uomini, potevano mettere in scena qualche piccola rappresentazione della Halay seguendo i comandi di un danzatore che agitava fra le mani un fazzoletto colorato. Si esibivano al suono di tamburi e strumenti a fiato, salutando e prendendo per mano la gente che stava l a osservarli incantati, cercando di coinvolgerli nel loro gioco.
Quella musica, difficile da ascoltare, per gli occidentali spesso fastidiosa, ruotava attorno a una scala in cui il suono si era espanso, dilatato fino a ricavare il doppio delle note, ventiquattro.
Kk ritrov con uno sguardo fugace i suoi uomini nei punti precisi che lui stesso aveva stabilito.
Sembrava proprio una bella festa, pens il Colonnello con la morte nel cuore osservando una coppia di ballerini intenti a insegnare i passi della danza a un gruppetto di giovani.
Riprese a passeggiare oltrepassando piazze e vicoli, lanci un'occhiata all'orologio, anche se non l'avrebbe mai detto, la festa era iniziata gi da pi di un'ora e stava entrando nel pieno del suo svolgimento. Scrut con attenzione i volti di quelle persone fin quando fu attratto dallo spettacolo sicuramente pi eclatante e importante della manifestazione. Una fila di uomini, spalla a spalla, si muovevano lateralmente, tenendosi uniti per i mignoli, al ritmo sincopato della musica. Anche l seguendo il capofila che sventolava i due foulard per dare il tempo e indicare i successivi passi come fossero state le bacchette di un direttore d'orchestra.
Si sofferm a osservarli e, simile a un ballo tribale, il suo corpo assecondava con incessante movimento quei suoni ripetitivi e ne fu per un attimo rapito. Un ballo che esprimeva in pieno ancora tutto il forte legame con la tradizione rurale di quel popolo, un ballo ancorato alla naturalit dei suoni e dei movimenti. Le donne sfoggiavano i loro bellissimi vestiti colorati e svolazzavano al vento con grazia e leggerezza, era un ballo faticoso, ma incredibilmente coinvolgente. Quei movimenti creavano quasi una sorta di ipnosi nell'osservatore. Ne rimase incantato, gli occhi iniziarono a perdere lucidit, li strizz pi volte poi scosse il capo e infine li riapr.
Un'immagine balen davanti a lui. Gli sembr di scorgere, fra la gente raggruppata dalla parte opposta alla sua, il volto di Capa. Fu come se un intero macigno lo avesse colpito sullo stomaco, rimase senza fiato per qualche istante. Ma fu solo un attimo fugace, cerc di muoversi fra la gente ma non riusc pi a vedere nulla. I ballerini avevano fatto altri passi avanzando verso il centro del semicerchio dividendolo cos in due gruppi di spettatori.
Volt ancora il capo in ogni direzione ma fu tutto inutile, se l'uomo che aveva visto fosse stato Capa non avrebbe potuto dirlo, ma era comunque il caso di sentire i suoi uomini. Si allontan quindi dalla confusione della piazzetta in cerca di maggior tranquillit per poterli contattare, quando intravide Michele venirgli incontro dalla parte opposta del vicolo.
Mi sembra di aver visto Capa l dentro,  stato una frazione di secondo ma  difficile confondere quegli occhi da pazzo, poi  sparito, l'ho cercato ma... niente".
Bene dunque, ci siamo disse il Luogotenente voltando il capo in ogni direzione. Torn a guardarlo. Annu leggermente incurvando in gi gli angoli della bocca che si storse leggermente stampandogli sul volto un'espressione feroce. Sta volta non ritorna vivo in Turchia. Vado verso di l a dare un'occhiata". Aggiunse indicando un vicolo alle loro spalle.
Il cellulare del Comandante vibr, era Pedonti.
Comandante ne hanno presi gi nove, alcuni non li hanno proprio trovati ma li stanno cercando, forse sono tra gli organizzatori della festa".
Bene, tienimi aggiornato concluse la telefonata.
Se sono tra gli organizzatori della manifestazione potrebbero avere pi facilit a passare i controlli, pens.
Bob come va? chiese portandosi l'indice sopra l'auricolare.
Mh... sembra tutto normale qui rispose gracchiando nell'orecchio del Colonnello.
Poz?
Tutto tranquillo".
Ne mancano ancora cinque, ma i nostri colleghi non li hanno ancora trovati, potrebbero essere gli stessi che servono a uno stand le frittelle o i musicisti o questi ballerini che sono dappertutto!
Ok Boss rispose Rossi.
Ok! Rispose Capozza seduto sui primi gradini di un portone da cui rimase a osservare la piccola piazzetta che in quell'occasione era stata allestita con gazebo bianchi affiancati l'un l'altro in cui c'era uno sfoggio di pietanze culinarie di ogni tipo, da quelle italiane a quelle pi speziate orientali.
Il Tenente stava degustando un saporitissimo kebab ripieno di tutto l'occorrente necessario per definirlo tale, in aggiunta, il tocco dell'artista secondo i suoi gusti, l'humus, una sorta di mouse di ceci e aglio. Aveva gi puntato un altro piccolo banco dove, dopo i prossimi due kebab, avrebbe messo le mani.

Il Comandante attravers una strada piena di botteghe aperte. In fondo alla via, chiudeva il passaggio un'Alfa blu parcheggiata di traverso con la sirena gialla che ruotava senza emettere alcun suono. L vicino si erano raggruppate alcune persone. Si avvicin di qualche passo, due carabinieri in divisa affiancavano un uomo conducendolo all'auto civetta. L'aspetto, i baffi e il colore olivastro della sua pelle non lasciarono dubbi: quell'uomo era un curdo. Un terzo militare aspettava fuori dall'auto. Aveva per le mani un foglio che consultava. Probabilmente era l'elenco che Pedonti gli aveva inviato. Si avvicin all'Alfa rimanendo a osservare la scena.
Il militare lo fulmin con lo sguardo. Proprio quando fece per andarsene, sent l'appuntato sbraitare maleducatamente.
Allora? Che c'hai da guardare? gli chiese voltandogli poi le spalle come se avesse detto tutto quello che doveva dire.
Kk lanci un'occhiata in giro, poi come il pi esperto dei prestigiatori, si fece passare fra le mani il tesserino di riconoscimento. Pochi attimi dopo, lo aveva gi riposto nel taschino interno della sua giubba blu scuro.
Quando il ragazzo si rigir e not che l'uomo aveva un tesserino nella mano sbianc di colpo, la bocca gli cal sul collo e rimase l a guardarlo.
Mi... mi... scuso, facevo solo il mio lavoro".
Anche io gli rispose squadrandolo severamente.
Ha in mano l'elenco? Il ragazzo sembrava non aver compreso bene i risvolti dell'intera vicenda, solo l'agitazione che dieci minuti prima si era scatenata nella sua caserma ora iniziava ad avere un senso.
Allung il foglio al Colonnello.
Ne mancano cinque?
Con questo ora ne mancano quattro, gli altri sono gi tutti al Comando".
Bene, ci vedremo pi tardi in caserma allora".
Si allontan inoltrandosi per una stradina lunga e stretta che tagliava buona parte del borgo arrivando alle spalle della piazza in cui si trovava Capozza.
In alcune di quelle piazzette, l'unico accesso era consentito da un solo vicolo. Questo, le rendeva trappole mortali nel caso in cui ci fosse stato bisogno di evacuare la piazza alla svelta, durante l'elaborazione del piano sicurezza aveva deciso di far presidiare le uniche vie di accesso e di lasciarle sempre sgombre.
Alcuni ragazzini capeggiati da una bimbetta lentigginosa avevano sparso in giro per il vicolo molliche di pane e chicchi di mais. Al loro seguito, svolazzando, un gruppetto di piccioni beccava fra i san pietrini inghiottendo all'istante ci che loro gli gettavano in terra. Ma ci che destava tanta ilarit fra i bambini era il vecchietto seduto sulla sedia impagliata. L'uomo, sicuramente oltre l'ottantina, teneva fra le gambe il suo bastone sul quale appoggiava entrambe le mani rugose e storte dall'artrite e su queste la guancia. Stava l con gli occhi chiusi, forse dormiva, forse era solo intento a ripercorrere con la mente la sua vita. I bimbi passando di corsa dietro la sua sedia, lasciavano cadere qualche briciolina di pane anche sulla sua coppola. Cos, sul capo del povero vecchietto di tanto in tanto spuntava un piccione.
Questo faceva esplodere suoni gioiosi dalla gola di quei furfanti, ma di tutto il gioco creato dalla bimba furbetta l'uomo non se ne ebbe a vedere. Imperterrito, continu il suo sonnellino.
La bimbetta rideva a crepapelle e il gioco per lei sembrava non finire mai. Kk rimase incantato a osservarla, ora che sarebbe divenuto padre, la guard con occhi diversi.
Vattene a giocare a casa bimba, che stai a fare qui a quest'ora?
Le strapp un sorriso malgrado la tensione che aveva addosso. All'ennesimo giro gli pass a un pelo, l'afferr trattenendola per il braccio alzato proprio sopra il capo dell'anziano.
Eh no, ora basta le disse con fare serio. La bimba s'indispett, con una faccetta da impertinente gli sfil un calcio con tutta forza sullo stinco. Il Comandante soffoc un'imprecazione.
Dico io, ma sei matta?
Lasciami! La sicurezza poco prima dimostrata svan in un secondo, il labbro della bimba s'incurv all'ingi, pronta per un pianto disperato. Il Colonnello si sent il cuore in pezzi, tenendola sempre per il braccio si abbass fino a guardarla dritta negli occhi.
Piccola, non devi mancare di rispetto a quell'uomo, ha una vita intera sulle spalle, non  carino quello che stai facendo". Le spieg cercando di essere il pi gentile possibile. Due enormi lacrimoni ciondolarono dagli angoli degli occhi.
Io non volevo... era solo un gioco". L'espressione di quella bimba lo fece sentire al pari di un orco. Senza neanche accorgersene rilasci la presa. Fu allora che la bimba mostr il suo carattere e con tutta la forza che poteva avere, colp con il tacco della sua scarpetta la punta del piede del Comandante del GIS. Kk si port le mani a coprire la bocca per non urlare dal dolore. Indispettito pi che mai dal comportamento della ragazzina fece due passi per riafferrarla mentre era gi in fuga. Era cos leggera che l'alz senza alcuna fatica da terra. Quando i due visi arrivarono alla stessa altezza entrambi avevano le sopracciglia corrugate, entrambi la bocca serrata. Kk non riusc a trattenersi dal sorridere, era incredibile quella ragazzina. Un pensiero gli pass rapido fra la mente, rallegrandolo: se fosse stata femmina l'avrebbe voluta esattamente cos com'era quella bimba. La ripos a terra trattenendola ora per le spalle con pi garbo.
Come ti chiami? chiese questa volta abbassandosi un poco si appoggi con le mani sulle cosce.
Hevi".
Speranza quindi disse sorridendole in lingua curda significa speranza giusto? Hevi gli sorrise mostrando una fila di denti piena di finestrelle nere.
Quanti anni hai piccolina?
Non sono piccolina, ne ho ben otto! gli rispose soddisfatta. Il Colonnello fece un'espressione impressionata.
Accipicchia, ne sai tante allora eh?
Lo puoi ben dire! Gli alz il musetto in segno di sfida comprendendo la presa in giro.
Ma la tua mamma dov'?
La mia mamma  quella che ha parlato prima dal palco, ora si sta cambiando perch  una ballerina, salir su quel palco e far uno spettacolo incredibile". Si alz la gonnellina lunga che aveva indosso e mostr le sue scarpette.
Ecco vedi? Anche io poi baller, vedi che roba? disse muovendo di qua e di l il piedino. Kk osserv il tacco affatto piccolo per una bimba di otto anni.
Ah ecco  con quello che sei riuscita a farmi cos male!
S! Hevi si port le mani sulla bocca stringendosi nelle spalle, quasi si sentiva un po' in colpa? Si domand Kk.
Hevi non puoi stare qui, vattene via, chiama tutti i tuoi amici e andate a giocare nella piazza centrale, questo posto non  sicuro".
E perch? Sei un poliziotto tu? E che ne sai? Il Comandante si alz, cerc le parole pi adatte per allontanare quegli angeli dalla brutalit del mondo. Hevi lo osserv con un sorriso civettuolo sulle labbra rosee.
Sai, sei un po' vecchietto per me, per non ci rimanere male, sei ancora molto bello". Questa volta il Colonnello rise di gusto.
Hm grazie, mi hai veramente spezzato il cuore per rispose seguendo l'illogicit tipica dei discorsi fra bambini. Kk si chin nuovamente sulle ginocchia, cercando questa volta di catturare del tutto l'attenzione della bimba.
Hevi, ho la sensazione che questo sia un posto pericoloso, tu ci credi alle sensazioni?
Eccome". con la manina lo richiam pi vicino a lei, Kk si avvicin e lei si alz sulla punta dei piedini parlandogli quasi nell'orecchio le streghe, i maghi... dici roba del genere? gli chiese bisbigliando con fare da cospiratrice. Kk si rialz, con gli occhi che brillavano per il diletto di quella dolce conversazione. Era uno spasso quell'esserino, pens. Sapeva di caramelle, di fragola, di erba. L'avrebbe voluta prendere fra le braccia e scappare via, portarla lontano il pi possibile da quel posto. Si scansarono di colpo, fra i due pass bruscamente il ballerino capofila che poco prima si era esibito. Il Colonnello lo guard storto ma l'uomo non sembr neanche accorgersene. Li super rapidamente e pochi metri pi in l una ragazza gli and incontro porgendogli una cesta di vimini piena di coccarde composte da tre fettucce di tre colori diversi, i colori della bandiera curda. L'uomo afferr il cesto, scambi qualche parola e poi se ne and frettolosamente. Solo pochi metri pi avanti un altro uomo, un suo connazionale, lo afferr per il gomito. Sembrava piuttosto infuriato. Insieme si allontanarono solo di qualche passo continuando a parlottare, ma il ballerino lanciava sguardi inquieti con occhi spalancati, sembrava addirittura luccicassero. L'uomo muoveva ripetutamente il capo in giro, era agitatissimo, not Kk.
Si riscosse dai suoi pensieri e ritorn con la mente alla piccola ragazzina davanti a lui.
Hevi,  troppo difficile da spiegare, ti devi fidare di me, chiama i tuoi amici e andate via da qui, ok?
Hevi incroci le braccia al petto, rispose muovendo la testa negando ostinatamente.
Hevi".
No, noi ci divertiamo troppo qui, e poi lo vedi, qui non passano le macchine e noi possiamo correre".
Oggi anche nella piazza centrale non passano macchine, il centro  stato chiuso al traffico, quindi anche l puoi scorrazzare come ti pare, anzi l c' molto pi spazio e soprattutto c' tua madre, ma certo a meno che". Kk alz le mani verso il cielo fingendosi rassegnato.
Cosa? Cosa vuoi dire? chiese Hevi con le sopracciglia aggrottate.
Be' certo se i tuoi amici non ti seguono... in effetti ti ho chiesto una cosa impossibile, perch mai loro dovrebbero seguirti. Da sola l non ti divertirai di certo, quindi rimani qui, s, fai bene". La pungol capendo che solo attraverso la sfida avrebbe ottenuto ci che voleva.
Hevi ascolt solo le prime parole di quell'uomo, quelle bastarono per sollecitare il suo orgoglio. Spalanc gli occhi facendo un gran respiro come se avesse appena udito la cosa pi incredibile del mondo.
Come non mi seguono, ma io sono la loro regina!
Be' allora in questo caso  diverso, rispose Kk con fare molto serio ti chiedo scusa, allora ti seguiranno senza alcun problema giusto? Hevi lo bruci con lo sguardo e senza mai distogliere gli occhi dal suo viso s'infil due mignoli ai lati della bocca, prese fiato ed emise un fischio acuto che fece scappare in un batter d'ali tutti i piccioni che si erano raggruppati sotto ai loro piedi. In pochi secondi fu raggiunta da tutti gli altri bimbi. Hevi si allontan portandoseli via tutti fra salti e zompetti. Si volt per lanciargli un'ultima occhiata di superiorit, alz le spalle e poco dopo torn a giocare con i suoi amichetti allontanandosi sempre pi da quella piazzetta.
Kk si appoggi al muro tirando un sospiro di sollievo e punt nuovamente lo sguardo sui due di poco prima. Li scorse pi avanti. Si stavano dirigendo verso un vicolo che incrociava la strada principale. Avevano un atteggiamento che non era per nulla rassicurante.
Un cane dell'unit cinofila al loro passaggio alz il muso fiutando l'aria. D'improvviso, tir il guinzaglio, costringendo il militare a seguirlo. Anche alcuni giorni dopo, chi ha maneggiato esplosivo, ne trattiene l'odore sui vestiti, sulla cute o fra i capelli.
Il pastore tedesco tir indietro la pelle sopra i canini e ringhi.
Il militare, tenendosi a debita distanza, segu i due curdi e avvert il suo caposezione.
Anche Kk quindi si mise dietro di loro e, arrivato all'altezza del militare, questi lo riconobbe. Kk gli fece un cenno, il ragazzo allung il passo e svolt repentinamente al primo vicolo. I due curdi si allontanarono dal centro del borgo continuando a parlare e presero la strada principale dal punto in cui iniziava a scendere verso il parcheggio.
In zona B2! Convoc i suoi uomini.
Arrivo, che succede? Scricchiol la loro voce del Luogotenente negli auricolari.
Uno squalo!
Anche Rossi e Capozza si affrettarono a rispondere con qualche imprecazione.
Spesso il ballerino si fermava di botto cercando di strattonare la presa con cui l'altro uomo lo teneva.
Comandante, lo contatt Pedonti un cane ha fiutato dell'esplosivo nel portabagagli di una Punto nella zona B2".
Manda via gli artificieri da l, sbrait dopo aver imprecato tra pochi secondi il proprietario della punto arriver al parcheggio!
I due curdi impiegarono ancora qualche minuto a riscendere la strada e a uscire fuori dal centro. Passando fra le macchine, arrivarono a una punto blu metallizzata. Kk lanci un'occhiata in giro, il parcheggio sembrava sgombro ma sicuramente gli artificieri erano l, nascosti come lui.
L'accompagnatore del ballerino punt il telecomando sulla macchina, apr il portabagagli, traffic un po' e, con le mani dentro il vano, tir fuori un borsone. Entrarono infine nell'abitacolo. Il ballerino si mise in grembo la cesta prima di richiudere la sua portiera.
Kk si appost nei pressi dell'auto, nascosto parzialmente da un furgone, riusc a tenere sotto controllo i due uomini e ogni loro movimento. Dalla sacca, l'uomo estrasse una scatola di cartone simile per dimensione a quella delle scarpe. Ormai non c'era pi alcun dubbio su cosa potesse contenere quel contenitore. Per un breve attimo, l'uomo la inclin verso il ballerino. Alzando il coperchio, gli mostr il suo contenuto. Una sagoma informe, rigida, fasciata da strisce sottili di riflessi bianchi, come se avvolta nel cellophane, oltre la pellicola, la forma di un tubolare attaccato con il nastro adesivo qualcosa dalle dimensioni di un pacchetto di sigarette furono le uniche l'immagine che l'occhio di Kk riusc a rubare prima che la scatola vennisse richiusa. L'uomo si chin sulla cesta che aveva in grembo il ballerino, osserv Kk alzandosi in punta di piedi per vedere meglio. Poi alz un sottofondo ricoperto da coccarde incollate, poco dopo l'ordigno era completamente sparito.
Figlio di puttana!
L'auto era parcheggiata l, fuori dal perimetro esterno, poco prima del presidio militare. Se i cani non li avessero fiutati solo quando i due fossero rientrati nuovamente nel centro sarebbero stati fermati dai militari. Forse speravano di eludere il controllo perch fanno parte dell'organizzazione? Si domand Kk.
Continu a osservare ogni singolo gesto dei due curdi. Il ballerino afferr la cesta, sembrava quasi titubante mentre con lenti movimenti, impacciati dalle ingombranti maniche, cercava di afferrare i due manici di vimini. Rimasero ancora qualche minuto seduti dentro l'auto a parlare. L'altro uomo era sicuramente il pi determinato dei due, teneva il ballerino in una morsa stretta al collo spingendolo sul poggiatesta della punto e mentre parlava scandiva bene con i movimenti delle labbra ci che stava dicendo. Al ballerino non rimase che annuire, poi usc dalla Punto guardandosi attorno e s'incammin sulla salita verso la porta della piccola cittadina in festa.
Kk imprec fra s, il parcheggio non era coperto dai suoi tiratori. Qualche minuto dopo arrivarono i suoi uomini.
Dentro la cesta c' l'IED24, neutralizzare prima che esca dalla zona B2".
Il ballerino rimase ancora dentro l'auto una decina di minuti, sembrava assorto, quasi in uno stato di trans o forse, pi semplicemente, pregava. Gli uomini del GIS si mossero rapidamente prendendo la posizione indicata dal Colonnello.
D'improvviso l'uomo si riscosse, apr gli occhi e scese dall'auto avviandosi anche lui verso la salita. In cima, lontano, oltre il presidio scorse una decina di curdi in fila, dietro i quali si doveva aggiungere. Essi portavano altre ceste identiche alla sua.
Senza che se ne accorgesse era stato gi accerchiato: Capozza all'inizio della salita gli rimaneva davanti, ai lati il Tenente Colonnello e Bob, dietro il Luogotenente.
Mancavano ancora poche centinaia di metri, consider Kk, poi ogni metro che avrebbero percorso in pi li avvicinava pericolosamente al centro della citt, alla gente, alla carneficina.
Ora Poz! comand il Colonnello inesorabilmente pronunciando la condanna a morte del ballerino. Capozza rallent il passo, la distanza che li separava si ridusse molto. Quando lo sent dietro di se si gir e senza esitare un solo istante spar un colpo centrando in fronte il suo obiettivo. L'attentatore croll a terra mentre tutto intorno, per aria, centinaia di piccole coccarde si riadagiavano lentamente al suolo.
Rossi si avvicin rapidamente inginocchiandosi accanto al cadavere. Pochi attimi dopo anche Capozza si era avvicinato. Senza spostare la cesta cerc di trovare il sottofondo. Strapp via le coccarde e finalmente individu l'apertura. Lo alz scoprendo l'ordigno.
Per ultimo, giunse Michele sul fuoristrada e con due manovre riusc a parcheggiare il mezzo in modo tale da coprire il corpo alla vista di chiunque fosse provenuto dal centro.
Kk era rimasto in piedi, con la pistola in mano, vicino a loro ma con lo sguardo vigile sul parcheggio. Un artificiere si affacci da dietro un Suv. Kk alz la mano stoppandolo.
Allora Bob? Che roba ? chiese.
Qui non vedo molto bene, mi serve qualche attimo". Kk annu con il capo ma con gli occhi gi guardava da un'altra parte, scorse in lontananza la figura di un uomo che scendeva verso il parcheggio. Era l'altro curdo, lo riconobbe anche da quella distanza.
Ore dodici,  l'altro uomo Indic il Colonnello. I militari, contemporaneamente, alzarono il viso dal cadavere per terra e puntarono dritti verso un'unica direzione. L'uomo continu a scendere e arrivato a circa trecento metri da loro si ferm. Sembrava non essersi accorto di quel gruppetto di uomini accovacciati per terra. Girava il capo da una parte all'altra, evidentemente in cerca del ballerino. Rimase cos a scrutare nel vuoto del buio per alcuni secondi poi lanciando qualche maledizione ritorn su per la salita da cui era arrivato.
Poz, accovacciato com'era, si avvicin l'arma all'occhio sinistro. Sul quadrante lampeggiava una sagoma verde. Lo tenne cos sotto tiro e osserv che anche Michele aveva fatto altrettanto.
Dopo alcuni istanti, l'uomo si ferm e ridiscese ancora una volta per la stessa strada. Giunto in fondo alla via mosse il collo allungandolo da una parte e dall'altra mentre infilava una mano dentro la giacca.
Attenti! disse con tono basso Kk. Un brivido strisci lungo la sua schiena.
L'uomo estrasse dalla tasca un cellulare e rimase per alcuni minuti con la mano sospesa in aria.
Ha un comando remoto bisbigli.
Maledizione, l'ordigno  ancora collegato sibil Rossi fra i denti.
Una folata di vento alz il terriccio sgretolato del costone roccioso che costeggiava un lato del parcheggio, alcune cartacce rotolarono per la discesa. L'uomo si sent sfiorare le gambe. Fece uno scatto spaventato agitando per aria il cellulare come fosse la minaccia di una pistola. Aveva i nervi a fior di pelle. Muovendo la testa a scatti, guard ancora in giro, gli occhi erano spalancati da uno sguardo di terrore e le labbra strette in una linea nera.
La situazione si congel cos per alcuni interminabili attimi dove nulla accadeva, dove il semplice fruscio del vento avrebbe potuto scatenare l'inferno. Non passava neanche una macchina a interrompere quell'equilibrio. Il curdo non si muoveva pi, evidentemente qualcosa non l'aveva convinto.
Gli occhi del Tenente Capozza ricercarono quelli del Comandante. Con la mano quasi chiusa come quella di un prete quando d l'ultima unzione, Kk restitu dapprima lo sguardo al giovane Tenente toccandosi al centro della fronte e poi guard Michele puntandosi l'indice e il medio dritti nel cuore. Per tutta risposta ricevette degli impercettibili movimenti del capo. Si trattenne l'aria nei polmoni mentre chiedeva perdono a Dio per ci che stavano per fare.
Ora! ordin Kk senza un attimo d'incertezza. Come gatti silenziosi, balzarono lontano dal cadavere e dall'esplosivo mentre il curdo veniva scaraventato da due colpi contro il muro ai piedi della salita.
Qualche istante dopo, era tutto finito. Capozza rimase ancora per terra con la schiena appoggiata alla lamiera fredda di un'auto scosso da respiri profondi. Kk gli allung la mano per tirarlo su. Poz l'afferr e si rialz. Quando il suo viso fu all'altezza degli occhi magnetici del suo Comandante, non riusc a distogliere lo sguardo per celare le proprie debolezze.
Ottimo lavoro Poz, grazie gli disse Kk afferrandolo per le spalle. I militari si rialzarono in piedi, storditi. Pochi istanti dopo erano nuovamente pronti. Michele and a recuperare il cellulare mentre Kk, tra radio e auricolare, coordinava i militari con la centrale operativa del GIS.
Pochi istanti dopo, una squadra di artificieri accorse l fra loro prendendo immediatamente in mano la gestione della situazione.
Proprio in quell'istante, pass nel parcheggio la volante dei Carabinieri guidata dallo stesso ragazzo con cui Kk aveva gi parlato. L'auto si accost al gruppo. I militari parvero non notare i due uomini stesi a terra poi, come il militare lo riconobbe, lo salut raggiante.
Salve Comandante".
Chiudi il parcheggio. Ci serve tempo per sistemare questi due cadaveri prima che salti la nostra copertura. Non possiamo scatenare il panico tra la gente ordin a bruciapelo Kk. Il ragazzo rimase a bocca aperta. Sembr boccheggiare per qualche attimo. Poi tir fuori il capo dal finestrino e abbass lo sguardo trasalendo.
Allora? Ti sbrighi? disse a brutto muso infastidito dai suoi tentennamenti. L'auto part sgommando. Un agente scese all'inizio della salita che portava al centro storico e si piazz l, con le gambe divaricate e lo sfollagente nelle mani. L'altro usc dal lato opposto fermandosi al centro della strada. Alcuni minuti pi tardi, un furgone nero gli lampeggi, con qualche attimo di ritardo il ragazzo cap. Risal sull'auto e lasci passare il mezzo. Non fece a tempo neanche a fare manovra che nuovamente il furgone gli sfrecci davanti scendendo gi per la discesa e sparendo in pochi attimi. Lanci un'occhiata verso il Comandante del GIS ma nel parcheggio non c'era pi l'ombra di nessuno, tantomeno dei due cadaveri. Raggiunse a piedi il collega.
Ma che fine hanno fatto tutti?
I quattro energumeni sono risaliti verso il centro e il furgone si  portato via il resto!

Non ci fu il tempo per parlare. In cima alla salita si separarono nuovamente. Capozza si sentiva ancora scosso, quando pass accanto al Comandante e lo super questi gli allung una pacca sulla spalla.
Si avvi nuovamente verso la piazzetta dove c'erano gli stand alimentari insieme a Rossi ma presto si separarono.
Michele fu trattenuto in un vicolo da una bella ragazza che in barba alla loro cultura con dei movimenti molto sensuali gli girava intorno strusciandogli addosso le sue vesti. Gli pass svolazzando sotto il naso un fazzoletto profumato. La giovane donna rideva felice di quella splendida serata. Michele fu costretto a malincuore a voltarle le spalle per riprendere il suo cammino.
Kk aveva percorso poco pi che un centinaio di metri dall'arco, stava traccheggiando al telefono prima con il Generale, poi con il Comando Compagnia.

L'odore di quelle carcasse di gatti l dentro al garage era insopportabile. L'uomo apr il portone basculante e l'aria inizi a circolare. Un conato di vomito lo costrinse a uscire fuori nello spiazzo condominiale. Si allontan avvicinandosi a Mikail Yilmaz che, a un suo cenno and ad aprire il cancello antistante al vicolo esterno. Quell'odore di carne in putrefazione stava per farlo svenire.
Ritorn al box, apr la portiera e sal sul furgone. Si concentr. Si costrinse a portare i suoi pensieri e i suoi ricordi negli occhi grandi, di un ragazzo che veniva strattonato e portato via a soli sedici anni. Di un ragazzo strappato alla sua famiglia, condannato e torturato come un prigioniero politico alla stregua di barbari terroristi. Si strapp dall'anima ricordi ormai sepolti, troppo dolorosi da poter rivivere. Il corpo di sua figlia che giaceva privo di vita sopra un mucchio di immondizia su cui topi e scarafaggi giravano indisturbati. Il suo corpo e quello delle altre studentesse, ragazze che erano cresciute insieme a Arzu. Fu un errore, gli spiegarono i suoi fratelli curdi, a volte pu capitare, furono queste le parole con cui lo liquidarono. Questa ferita non si rimargin pi nel suo animo.
Le mani sudate del curdo, tremanti, avvinghiarono il volante. Gli occhi leggermente aperti lasciavano intravedere il bianco del bulbo, le palpebre vibravano, la cassa toracica saliva e scendeva seguendo il ritmo dei suoi respiri.
Oglum iin, kizim iin. Tanrim beni affet! bisbigli l'uomo ancora in trance. Poco dopo riapr gli occhi, apparentemente era tornato a uno stato normale. Come un automa, gir la chiave dell'accensione del furgone. Dentro il cortile manovr il mezzo facendolo uscire in retromarcia sulla strada. Mikail rimase a osservarlo mentre richiudeva il cancello, tra i due ci fu uno sguardo d'intesa. Prima di schiacciare il pedale al massimo, osserv i carabinieri sbigottiti all'inizio del vicolo.

Il profumo delle noccioline tostate misto al miele, alle mandorle, alla cannella era inconfondibile.
Inal a pieni polmoni quel profumo intenso. Il Baklav, disse fra s ingoiando l'acquolina. Ancora ricordava la bella signora nel villaggio d'argilla. L'odore di quei dolci gli allent un po' la tensione, fece la fila per comprarsene una fetta, cercando di ignorare il magone che lo attanagliava dentro.
Gironzol per i banchetti allestiti lanciando sguardi in giro e morsi al suo dolce. Sopra un banco piccolino erano sparsi una serie di piatti e ciotole, alcune piene di salse cremose a base di aglio, altre contenevano foglie di vite arrotolate e ripiene di riso speziato. Deglut ancora l'acquolina.
Delle costanti vibrazioni in sottofondo richiamarono la sua attenzione, a un primo udire gli parve il rumore di un motore diesel. Strano, pens, l'intero centro storico era stato chiuso al traffico.
Poco prima aveva visto Rossi andar via prendendo l'unico vicolo che collegava quella piazzetta al resto del mondo.
Bob? Dove sei? Parl stando ben attento a camuffare i movimenti della bocca.
Mi sono allontanato. Tutto ok?
Sento il rumore di un diesel, vedi niente da l?
No, sto andando verso il torrione, forse  il motore di qualche gruppo elettrogeno, in giro ce ne staranno molti per mettere su questo circo! rispose Rossi dopo aver fatto anche lui le stesse considerazioni sul piano di sicurezza.
Capozza osserv con attenzione l'intera piazza come un felino che annusa la preda. Le case, addossate l'una all'altra non lasciavano spazio neanche per uno spiraglio di luce. Su quelle mura, che giravano seguendo l'ovale della piazza, finestre e portoni si alternavano in una moltitudine di colori e dimensioni. Solo vicino all'arco, il muro s'interrompeva qualche metro prima per lasciar posto a una lunga cancellata che racchiudeva il cortile di un piccolo Istituto di Suore. Al centro della piazza c'era una fontana moderna con una prima vasca grande da cui partivano sovrapposte altre vasche e, in ognuna delle quali, ricadevano zampilli d'acqua sulle vasche sottostanti.
No Bob, lo sento in movimento, sento i giri che salgono". Insistette ancora.
Ok allora, arrivo".
Capozza gett nel primo bidone ci che rimaneva del suo spuntino, si pul le mani con il tovagliolo usato per avvolgere il dolce e s'infil tra la calca della gente.
Poz esci dalla piazza, non ci sono altre vie di fuga, pu diventare pericoloso". Lo avvert il Luogotenente.
S Poz esci, stiamo arrivando a dare un'occhiata ma tu intanto esci ordin Kk.
Un gruppetto di persone si era accalcato proprio a ridosso di un gazebo ostruendo l'accesso alla piazzetta.
Il rumore ora era perfettamente riconoscibile. Il Tenente non aveva pi alcun dubbio. Si alz sulle punte dei piedi nel tentativo di aumentare la sua visuale e, per tutta risposta, scorse un furgone telonato grigio mentre percorreva a tutta velocit quel vicolo strettissimo. A stento, l'autista non raschi le portiere d'acciaio sulle pareti delle case.
 un furgone".
Poz esci da l! ribad Michele che stava ormai per giungere da una stradina che incrociava il vicolo a poche centinaia di metri sotto la piazza.
Dove il vicolo si stringeva ancor di pi, il furgone rallent ma continu la sua avanzata come fosse stato un tappo di sughero che entrava insinuandosi sempre pi nella bottiglia.
Esci Cristo Santo! Lo vuoi capire! Esci! tuon la voce del Comandante che inizi a correre per raggiungere la piazza dove stava Capozza.
Ci sto provando, ma non riesco a muovermi, qui c' troppa gente".
Bob arriv per primo sul vicoletto ritrovandosi pochi metri prima del furgone.
Maledizione! sbrait. Il mezzo gli pass davanti, riusc ad alzare una parte del telo e a lanciare dentro uno sguardo, ma poi fu costretto a rannicchiarsi nell'incavo di un portone per non essere schiacciato.
Nel cassone ci saranno una decina di luminarie, poi non ho fatto a tempo a vedere altro".
Luminarie? chiese Kk.
Le decorazioni luminose con cui hanno addobbato tutto il borgo e la chiesa, alzi la testa verso il cielo, le vede?
Mh si, si, ma quello comunque non  un mezzo autorizzato. Come diavolo ha fatto ad arrivare qui? Riesci a vedere chi guida? Chiese Kk.
Se si girasse... il furgone procede in retromarcia, vedo che  un uomo ma  completamente voltato indietro". Bob si sent toccare la spalla, voltandosi sorrise al Luogotenente che era finalmente giunto l accanto a lui.
Ma lei dov' Boss? chiese Rossi al Comandante.
Arrivo tra due minuti rispose Kk che, proprio in quel momento, si vide attraversare la strada dalla bimba e dai suoi amichetti.
Il furgone raggiunse l'arco e proprio l sembr esser giunto alla sua meta, il motore si spense.
Il Tenente Capozza ancora all'interno della piazza arriv in prossimit dell'arco. Prima che l'autista del furgone uscisse, tra la folla e la confusione i loro occhi s'incrociarono attraverso il vetro sporco del finestrino. Una luce tremol negli occhi scuri di quell'uomo, poi li abbass cos come chin il capo. Si allung per afferrare qualcosa sul sedile posteriore. Cos facendo, mostr ancor meglio il suo volto, era un uomo sulla cinquantina, anche se a un primo sguardo gli sembr molto pi in l con gli anni, pens il Tenente. Ancora una volta gli sguardi s'incrociarono. L'uomo sembr negare impercettibilmente con il capo come volesse involontariamente comunicare qualcosa.
Ci siamo, l'ho visto in faccia, sta per scendere,  un curdo ed  visibilmente agitato. Cristo Santo qui crepiamo tutti, ci ha bloccato qui dentro questo bastardo". Poi tutto si svolse nel giro di pochissimi secondi. Michele e Rossi, che si trovavano dall'altra parte del furgone bloccarono l'uomo. Rossi lo stratton per il colletto della giacca alzandolo di trenta centimetri da terra. Nello sguardo dell'uomo, non vi era alcun ripensamento o tantomeno alcuna paura per esser stato sorpreso, ma neanche nessun vanto da ostentare in faccia a quei due uomini.
Quanto tempo rimane? chiese il Luogotenente afferrandogli i capelli e costringendolo ad alzare il capo. L'uomo non rispose.
Ma vuoi veramente ammazzare tutta questa gente? url sbattendolo addosso al muro. Due danzatrici curde si fermarono incredule a osservare quella scena con la bocca aperta e sul volto un'espressione disgustata. Bast poco perch compresero. I ricordi appena lasciati alle spalle erano ancora vivi e il tradimento era una delle prime cose che avevano imparato a leggere nello sguardo. Si soffermarono l di fronte, scambiarono qualche parola in curdo poi entrambe le donne sputarono per terra vicino ai piedi dell'uomo braccato dai due militari. Quella sembr la pi grande offesa ricevuta. L'uomo si rannicchi sul muro piangendo come un animale ferito, guard l'orologio.
Sopraggiunse in quel momento il Comandante.
Ce l'ho sotto tiro, ci sono! parl la voce decisa del tiratore scelto all'auricolare di Kk.
Fuoco!
Sette, sette disse il curdo miagolando come un gattino, poi si accasci a terra scosso da una rapida convulsione. Un rigagnolo di sangue col dalla fronte al naso, la linea rossa attravers la guancia e and gocciolando sull'asfalto grigio della strada.
Come? Quanto ha detto, non ho capito? chiese Capozza dalla piazza infilandosi pi che pot l'auricolare nell'orecchio.
Sette minuti, Bob sta gi infilato nel cassone, prova a disattivarla".
Capozza ricord il deposito dei vecchi mezzi dell'ATAI, all'inizio del vicolo. Senza pensarci neanche un secondo, apr la portiera del mezzo, ma ovviamente la trov chiusa cos rotol sotto il furgone e arriv dall'altro lato. Questa volta la portiera si apr e sal dentro. Si abbass sotto il volante cercando di strappare i fili per creare il contatto e accendere il mezzo ma vide penzolare le chiavi davanti al suo naso. Michele le aveva recuperate dal curdo. Si guardarono per un attimo negli occhi, Michele annu approvando a malincuore la scelta coraggiosa del giovane militare.
Il furgone sgomm all'impazzata emettendo uno stridio acuto che vibr per tutto il vicolo.
Capozza guidava percorrendo il vicolo a tutta velocit suonando il clacson ininterrottamente. Pi la stradina si riallargava e pi accelerava. La sua abilit al volante gli regal tempo prezioso. Sorpassata l'entrata del deposito pot finalmente voltare il furgone trovandosi cos con il muso di fronte al grande cancello. Tentenn un solo istante pregando che il violento urto non provocasse l'esplosione. Emettendo un urlo disumano, caric a tutto gas.
Il cancello venne gi trascinandosi anche i pilastri che lo reggevano. Il furgone con qualche sobbalzo si ritrov dentro il deposito degli auto dismessi.
Non riesco a disattivarla! Dai esci, mancano pochi secondi url Rossi a Capozza mentre ancora con gli occhi chiusi stringeva fra le mani il volante. Si riscosse all'istante, in un baleno si catapult fuori dal furgone. Insieme presero a correre nuovamente verso l'uscita. Mentre scavalcava le macerie dei pilastri divelti Capozza si gir indietro e con sgomento vide una bambina che era rimasta l in piedi al centro di quello spiazzo con la bocca aperta, sbalordita da tutto quel baccano.
Non ci fu il tempo di fare niente, come i piedi si riposarono sull'asfalto del vicolo il furgone esplose dilatando l'aria tutt'intorno. Tegole, vetri e pezzi metallici volarono in alto ricadendo gi per terra con un gran frastuono. Una grande fiammata si alz per qualche metro raggiungendo anche i balconi al primo piano degli uffici del deposito.
Capozza e Rossi ruzzolarono gi per il vicolo cercando di coprirsi come meglio potevano da tutto ci che gli precipitava addosso.

29. La casa di Al.

29,01. Tarquinia, Italia, 14 settembre 2007, ore 22,40
Tenuta di Al.

Grazie Ahmet, grazie". L'anziano uomo concluse la telefonata con un sospiro. Reclin il capo, per alcuni istanti rimase pensieroso a riflettere.
Siamo alla resa dei conti bisbigli. Infine, si volt osservando l'uomo di spalle andare via. Immediatamente l'occhio fin verso il mobiletto all'ingresso, un cassetto sporgeva leggermente.
Il mento prese a tremargli, si avvicin con passo stanco verso il divano al centro della sala in attesa della sua fine.

29,02. Tarquinia, Italia, 14 settembre 2007, ore 23,20
Carabinieri Comando Stazione Tarquinia.

Due enormi riflettori ai lati della caserma illuminavano a giorno tutto il circondario. In quell'edificio, abitualmente tranquillo, sembrava esser scoppiato il caos. Le vetture dell'Arma arrivavano e uscivano di continuo a sirene spiegate. All'entrata sostavano addossate ai cancelli alcune persone in attesa di esser ricevuti dal Comandante della piccola caserma, le mogli, i figli e i fratelli degli uomini prelevati dall'Arma solo poco tempo prima. Sul loro volto l'inferno.
Anche l'interno era in fermento. I telefoni non facevano che squillare. I militari passavano da una stanza all'altra con le mani piene di fascicoli ognuno dei quali contenente la vita di quei quindici curdi. Il Comandante della stazione rimase bloccato nella sua stanza a rispondere alle infinite telefonate che gli venivano inoltrate.

L'ultimo uomo che ancora mancava alla lista che il Dottor Landi aveva mandato era stato preso subito dopo l'esplosione del furgone. Identificato dai carabinieri, lo avevano portato dentro al Comando. Ora era l, seduto, davanti a un tavolo da ufficio di fronte a due militari delle forze speciali.
Gliel'ho gi detto mille volte! disse Mikail Yilmaz con voce piatta senza mostrare alcun sentimento. Sembrava quasi stordito, bianco pallido, con la testa ciondoloni e gli occhi vitrei, persi in uno sguardo vuoto.
Michele e Rossi si guardarono in faccia scettici. Rossi afferr una sedia e, rigirandosela, si mise seduto davanti rimanendo a pochi centimetri dal suo volto.
E ridimmelo ancora una volta".
Sono un esponente del Kaf, un distaccamento del Pkk. l'attentato era volto a punire chi ha girato le spalle alla causa come questi curdi che vivono qui e che si sono scordati di cosa accade nel Kurdistan e anzi, vanno a braccetto con le autorit locali".
Come te quindi! Michele lo guard a brutto muso, poi abbass lo sguardo sfogliando il fascicolo contenente i suoi dati. Sono esattamente sei anni e quattro mesi che vivi qui in Italia, non mi sembri uno molto aggiornato sulle ultime vicende del Kurdistan. La pianti di dire cazzate? Vuoi collaborare una volta per tutte? sbrait il Luogotenente sbattendo un pugno sul tavolo di formica.
La verit  quella che ho detto".
Va bene, allora cosa ci fai qui in Italia da sei anni?
Faccio parte di un'organizzazione che recluta e addestra uomini e donne di etnia curda da inviare a combattere nelle fila del braccio armato del Kaf".
Ah! Michele rise sarcasticamente. Sai anni fa quanto tempo mi ci  voluto per avere queste informazioni da uno che veramente faceva quello che hai detto? Di la verit, fammi il nome di chi ti sta ricattando, chi sei riuscito a liberare eh? Dimmi? La persona a cui hai regalato la libert si porter sulle spalle la morte di un angelo innocente".
Mikail si sent perduto, non aveva pi alcuna speranza. Tutto era andato storto, tutto.

Ho bisogno della vostra collaborazione esord il Comandante del GIS guardando quegli uomini seduti sulle panche all'interno della cella in cui erano stati relegati. Fin quando d'improvviso qualcosa gli fece contrarre i muscoli addominali. Uno di quei curdi indossava la maglietta del Jek, ma non quella con le scritte etrusche, bens quella con il testo cuneiforme.
Fece due passi per guardare in faccia quell'uomo. Quando gli arriv di fronte e lo squadr negli occhi ebbe per una frazione di secondo la sensazione di aver gi visto quel viso e fu certo che lo stesso pensiero attravers lo sguardo anche dell'altro.
Per quale motivo siamo qui? E per quanto tempo ci terrete? Siamo gente per bene, viviamo ormai da anni qui in Italia, paghiamo le tasse come voi, non siamo differenti da voi! Domand un curdo che sembr aver preso il comando del piccolo gruppo.
Tra poco, sbrigati tutti i controlli sarete rilasciati, quindi non c' alcun motivo di preoccuparsi. Entro domani sarete rimpatriati rispose Kk. A seguito di quella affermazione si alz un brusio nella cella.
Ma perch? Cosa abbiamo fatto? chiese alzandosi di scatto un giovane.
Oggi una bambina  morta! Kk era livido di rabbia E anche tre uomini sono morti! Uomini che appartenevano alla vostra comunit, oltre a loro ci sarebbero potuti essere centinaia di altri cadaveri per le vie di Tarquinia! Grazie a Dio non  successo, ma non certo per voi Una piega amara gli incurv le labbra.
Ma noi cosa c'entriamo? chiese ancora.
Senti ragazzo, chi ha messo l'ordigno nel camion appartiene alla tua comunit. Chi ha nascosto nel cesto tanto di quell'esplosivo da far saltare in aria l'intera citt appartiene alla tua comunit. Quindi ora, io voglio la vostra pi totale collaborazione altrimenti non mi lasciate scelta, vi rimpatrio tutti entro domani mattina! sbrait Kk.
Io non so niente, giuro amico, non so niente Pianse angosciato con una voce stridula, l'uomo che aveva parlato per primo. Alcuni di loro non avevano fatto a tempo neanche ad apprendere le notizie degli ultimi avvenimenti.
E allora che fate? Cacciate via tutti i curdi dall'Italia? chiese rabbiosa una voce anonima.
No! rispose facendo scorrere il suo sguardo sui loro volti smunti e impauriti.
Solamente voi quindici, anzi dodici visto che tre sono gi morti. Allora? chiese alzando un sopracciglio. C' qualcuno di voi che vuole parlare? Il silenzio l dentro divenne insopportabile. KK serr le labbra.
E va bene, l'avete voluto voi! concluse, voltandogli le spalle si diresse verso la cancellata di ferro e richiam la guardia.
Aspetti Comandante, se ci rispedite in Kurdistan noi siamo morti, siamo tutti morti disse piagnucolando il capo.
Lo so, ma allora dovete collaborare Kk rimase a guardarli cos, per una manciata di minuti, ma ancora niente, nessuno osava parlare.
Per una seconda volta richiam la guardia fuori dalla cancellata.
Qualche giorno fa". disse un uomo sulla quarantina iniziando finalmente a parlare sono stato contattato da".
Allora non ci siamo capiti? L'interruppe bruscamente Kk So perfettamente da chi sei stato contattato, guardati intorno, sai chi sono i tuoi compagni d'avventura? Perch tu stai qui insieme a loro lo sai?
L'uomo lo guard esterrefatto negando con il capo.
Avete un padre, un figlio o una madre ancora nelle carceri turche giusto? Vi hanno ricattato, fine della questione. Purtroppo c' chi ci ha rimesso la propria vita ma non  questo che a me interessa sapere da voi".
Mi scusi ma allora cosa vuole sapere?
Dov' la base del Dtp?
Un silenzio glaciale cal in quella cella. Gli uomini rimasero sorpresi da come la vicenda stava vorticosamente girando in un senso del tutto incomprensibile.
Kk ritorn di fronte a quel viso noto. L'uomo non riusc a sostenere lo sguardo, di tanto in tanto, lo rialzava ma il Tenente Colonnello stava sempre l.
Che nessuno parli, altrimenti oltre alla sua di vita finir anche quella di tutta la sua famiglia disse una voce in curdo. Kk non fu certo di capire a chi appartenesse, chi avesse parlato, ma finse di non comprendere.
C' qualcuno allora che si fa avanti? Che mi vuole spiegare come stanno le cose qui? Li scrut attentamente, colse il gesto di un uomo intento a mimare con la mano tesa la lama di un coltello che si passava sul proprio collo. Era un gesto intimidatorio nei confronti dei suoi compagni. Avevano pi reticenza a fare il nome di Baran che il nome di Gk, constat Kk, ma nei loro sguardi non c'era il terrore di poco prima quanto piuttosto fierezza e orgoglio.
Ah basta! Ho perso fin troppo tempo! Domani mattina lascerete l'Italia". Con passo deciso si avvi ancora una volta al cancello.
Seraskr". Kk si ferm all'istante sentendosi chiamare cos, si volt, in piedi questa volta c'era l'uomo dal volto noto.
Tu tradisci il Jek! bisbigli qualcuno in Kurmanji.
Io non tradisco nessuno, conosco quest'uomo rispose sempre in Kurmanji. Il Tenente Colonnello prefer non intromettersi fra i due.
Come mai mi hai chiamato cos?
Perch qualche anno fa, prima di finire nel carcere di Ankara rimasi con voi per alcuni giorni Kk lo guard sbieco.
Con voi?
Tu e il Jek".
Kk annu pensieroso ma ancora non riusciva a focalizzarlo.
Ti insegnai a far cantare le foglie". Un sorriso timido si accenn sul viso. D'improvviso il Colonnello si ridest. Gli sorrise.
Ricordo ora, ma ne  passato di tempo!
Il tempo  passato ma le cose non sono cambiate".
Bene, allora  il caso che comincino a cambiare. Dimmi chi state proteggendo".
 solo una voce, nessuno ha la certezza di quello che sto per dirti, nessuno ha mai visto niente".
Avanti parla! Si spazient Kk. Conosceva perfettamente la risposta e tutto il loro atteggiamento mafioso non faceva che confermarlo.
Sembra che sia tutto nelle mani del vecchio Al". Kk rimase invece di stucco.
Come? Come il vecchio Al?
S, il Professore".
Al  qui?
S, da vent'anni e dalle voci che girano sembra proprio che sia lui il Jek".
E Baran che fine ha fatto?
Non si hanno pi sue notizie da molto. Alcuni sostengono che sia morto, giurano di aver visto la sua tomba nella necropoli del vecchio".
La necropoli del vecchio? ripet incerto di aver ben capito. Ma l'uomo annu.
La casa di Al intendo, nella sua tenuta hanno scoperto, anzi, fu lui stesso a scoprire alcune tombe etrusche,  sull'Aurelia, poco dopo l'altra necropoli, quella pi famosa di Tarquinia".

29,03. Tarquinia, Italia, 14 settembre 2007, ore 23,30
Tenuta di Al.

Il suono sordo fece trasalire i due uomini. La nuca del Professore Al cozz violentemente sul pavimento. Legato con le braccia dietro lo schienale della sedia non aveva potuto in alcun modo frenare la sua caduta quando Capa, indispettito dal suo atteggiamento, gli aveva tirato un calcio facendolo ruzzolare all'indietro.
Certo, se il Professore fosse morto la loro indagine si sarebbe conclusa l. Impensierito da questo ultimo ragionamento si avvicin al corpo che giaceva immobile, imprigionato dalle corde alla sedia. Lanci un'occhiata al Colonnello Aslan, non avrebbe sopportato di esser ripreso. Per un istante Capa sembr tentennare. Si chin artigliando le dita sui pomoli dello schienale. Punt un piede sulla traversa di legno e con uno strattone tir su la sedia con l'uomo sopra. Per alcuni interminabili istanti, rimasero nel pi totale mutismo ben sapendo quale sarebbe stata la loro fine se per un gesto cos incontrollato avessero mandato all'aria anni di ricerche.
Un rigagnolo di sangue fuoriusc dalla cavit auricolare del Professore Al, ma incredibilmente, un attimo dopo, si riscosse emettendo una sorta di rantolo. Questa volta furono i due militari a sospirare.
Aslan, che a parere di Capa era ormai troppo tempo che lavorava in Italia, aveva perso quella durezza, quella capacit di saper gestire situazioni simili. Lui invece con anni e anni di interrogatori, aveva affinato le sue personalissime tecniche inquisitorie. Difficilmente qualcuno era in grado di resistergli. Ragion, mentre, sfilato dalla tasca un filo di ferro, se lo attorcigliava alla mano chiudendola e aprendola per farlo aderire meglio sulle nocche.
Aslan non diede neanche all'anziano il tempo di aprire gli occhi che nuovamente gli fu addosso con le domande.
Te lo chiedo ancora una volta vecchio, dov' tuo nipote? chiese sibilante. Qualche schizzo di saliva colp in faccia Al.
E io ti rispondo ancora una volta, mio nipote  morto per un cancro al fegato due anni fa,  da allora che io ho assunto il comando del Dtp. Sono due anni che mi fingo lui Un tremito leggero del sopracciglio di Aslan fu un primo segno di cedimento. Al ripet con un filo di voce ancora la stessa identica storia che ormai ripeteva da un'ora. Via via aggiungendo sempre pi dettagli che allontanavano l'improvvisazione iniziale.
I due uomini lo stavano a guardare, sembr impossibile che un uomo anziano cos mal ridotto e senza un minimo di forza in corpo, com'era l'uomo che avevano davanti, continuasse a mentire dopo le violenze che aveva subito e ben sapendo che non si sarebbero fermati.
Capa sollev con due dita sotto il mento il viso stanco del vecchio, port indietro il braccio per avere pi slancio e con brutalit gli colp lo zigomo. La pelle di Al si apr, solcata da un groviglio di ferro, in un'infinit di piccoli tagli. In breve, il sangue ricopr il viso scendendo sulla gola, poi sulla camicia infine per terra.
Ti credo Al, grazie d'improvviso Aslan cedette. Lo guard serio.
Il vecchio, con gli occhi appena aperti, scosse la testa, non comprendeva.
Perch... mi ringrazi? bisbigli tra le fitte acute di dolore.
Perch ci hai tolto di mezzo un fantasma che da anni ci perseguitava". un suono secco usc dalla gola del Colonnello. Ah! Centinaia e centinaia di curdi, disposti a immolarsi, disposti a rinunciare a tutto per seguire la causa del Jek Ancora le spalle furono scosse dalle sue risate. Si pul con il dorso della mano le lacrime che gli avevano inumidito gli occhi.
Un'infinit d'immagini che circolano su internet, fuori dalle scuole, un uomo alto, bello, forte, come fosse l'effige di un Generale romano, il poster di questo adone portato in alto a tutte le manifestazioni. Negli ultimi due Nerwoz erano pi le foto di Baran che le bandiere curde. I ragazzini sono cresciuti cercando di diventare come Baran. E... Baran  questo vecchio rinsecchito qui? Gli infil la punta del piede dentro le costole. Il vecchio incresp la fronte nel tentativo di sopportare con dignit l'ennesimo sopruso.
Capa non condivise con Aslan la sua ilarit, incupito piuttosto dallo svolgere della situazione. La stupidit di quel Colonnello lo mandava su tutte le furie. Con lo sguardo ricerc in giro la pistola, l'aveva posata poco prima sul divano per avere entrambe le mani libere e poter seviziare il Professore.
Si allung dalla spalliera e afferr l'arma fredda. Si avvicin al vecchio che non si fece cogliere impreparato nel suo ultimo istante di vita, lo guard negli occhi.
C' gi qualcun altro che prender il mio posto per far vivere ancora Baran. E dopo di lui, ce ne saranno ancora altri, perch Baran  il figlio del popolo curdo, dovrete ammazzare fino all'ultimo curdo per fermarci. Fino a quando il nostro sogno non diventer realt, fino a quando il popolo curdo non sar riconosciuto. Ammazzami pure, togli la vita a questa carne vecchia, ma ricordati, sar tutto inutile: i sogni non si uccidono".
Lo sparo riecheggi nel silenzio.
Una scossa nervosa mosse rapida gli occhi di Capa mentre le parole del vecchio Professore riecheggiavano pi stridenti del suono di quel proiettile.
Ma che accidenti hai combinato disgraziato! Sent l'urlo del Colonnello Aslan proprio dietro il suo capo. Capa si volt sprezzante.
Colonnello ho avuto l'ordine tassativo di uccidere il capo del Dtp".
L'uomo rimase per qualche attimo sorpreso, le labbra socchiuse, lo sguardo sospeso in aria, perso. Cerc in quei brevi istanti di ricostruire con la memoria gli avvenimenti degli ultimi anni.
Il Generale Gk ha dato chiare disposizioni in merito". Puntualizz ancora Capa.
Lei non pu agire senza il mio ordine, ora con un proiettile in fronte, sar difficile farlo passare per un incidente".
Un sorriso perfido tir indietro le labbra dell'uomo.
Non si preoccupi Colonnello, ci penser io a sistemare qui".
Si allontan lasciandolo solo e perplesso al centro della sala. In fondo al corridoio, scorse aperta la porta del bagno. Cerc dentro l'armadietto sotto il lavabo. Saponi, farmaci, scatole, volarono tutt'intorno fino a quando non afferr con la mano la bottiglia rosa dell'alcool puro. La stritol e il tappo schizz per aria. Inizi a versare il liquido sopra l'asciugamano. Traffic nelle sue tasche in cerca di un accendino.
Eccomi Colonnello, arrivo url mentre una fiammata divampava all'interno del bagno. Con una calma estrema, quasi godendo di quegli istanti, si avvi nuovamente verso il salone dove trov Aslan che lo osservava incuriosito. Tutt'intorno si era sparso gi l'odore acre del fumo, Capa ripet l'operazione sulle tende, sopra i divani e lanci infine la bottiglia vuota per aria.
Possiamo andare ora".

29,04. Tarquinia, Italia, 15 settembre 2007, ore 00,30
Strada statale Aurelia.

Il fuoristrada sfrecci sulla statale, seguito a ruota dalla seconda auto del GIS, guidata da Rossi.
Kk seduto accanto a Michele tir fuori la sirena adagiandola nell'apposito vano sul tettino.
Se Capa ha fatto parlare qualcuno di questi, Al corre un serio rischio concluse Kk dopo aver messo al corrente il Luogotenente del colloquio nella cella.
Eh gi! Potrebbero aver organizzato addirittura la simultaneit degli eventi. Proprio mentre a Tarquinia scoppiano gli ordigni, loro possono muoversi indisturbati alla ricerca di Al".
Avvicinandosi al luogo di destinazione si sentiva il suono di sirene, via via sempre pi forti. Kk si volt in giro cercando di capire che diamine potesse essere successo. Come a dar voce ai suoi pensieri, il cellulare squill, sul display comparve il prefisso della citt di Tarquinia. Il Comandante della stazione dei Carabinieri lo inform che, proprio all'indirizzo che gli avevano richiesto poco prima, era divampato un incendio, i vigili del fuoco stavano gi a lavoro.
Kk spazientito tir un cazzotto sul cruscotto dell'auto.
Dai il via alla squadra". Chiuse la comunicazione con l'operatore del GIS.
Pochi istanti dopo, un elicottero decollava dall'aeroporto di Pisa con a bordo una seconda squadra operativa del GIS.

29,05. Tarquinia, Italia, 15 settembre 2007, ore 01,00
Casa di Al.

I fuoristrada superarono la cancellata in ferro battuto entrando a tutta velocit all'interno della tenuta del Professor Al.
I mezzi antincendio che li avevano preceduti, avevano gi spento le fiamme all'interno della villa. I tubi grossi ora erano direzionati verso il cortile alle spalle della tenuta che si perdeva in un bosco fitto di pini marittimi.
Michele scese dal fuoristrada, andando spedito dal Comandante dei Vigili del fuoco che stava all'interno dell'enorme mezzo rosso. Tir fuori dalla tasca dei jeans il tesserino di riconoscimento e lo sventol l, sotto il parabrezza.
Il Comandante che a stento gli aveva prestato attenzione fischi all'uomo sulla torretta facendogli segno di interrompere il flusso dell'acqua. Poi innervosito da quell'interruzione si volt verso Michele lanciando un'occhiata anche verso l'auto. Il Colonnello era sceso, ma stava ancora comunicando via radio.
Non lo vede che abbiamo da fare? Dopo aver lanciato uno sguardo al tesserino dell'uomo, si affrett ad aggiungere qualche spiegazione: Stiamo cercando di bloccare l'incendio prima che arrivi al bosco fece spazientito il vigile scendendo gi dal mezzo. Approfitt dell'attimo di sosta per togliersi il cappello giallo e prendere un po' d'aria lasciando scoperta una nuca lucida di sudore.
GIS, Gruppo d'intervento speciale si present Michele.
Be'? Ma che succede? disse guardandosi in giro con aria ancor pi preoccupata.
Comandante, allontani immediatamente il mezzo e i suoi uomini, da questo momento prendiamo noi il comando".
L'incendio ancora non  domato del tutto. Potrebbero esserci ancora dei focolai. Fuori dalla villa lo abbiamo spento subito ma non siamo andati dentro, c'era troppo fumo per poter entrare". Fu l'unica cosa che riusc a dire il Comandante dei vigili che, perplesso, risal sull'enorme mezzo rosso per rispondere al telefono. Parlott per alcuni istanti. Sul viso un'espressione attonita, sbigottita. Kk aveva raggiunto Michele, videro entrambi il Comandante dare nuovi ordini ai suoi uomini. Dopo qualche istante, i mezzi si radunarono all'interno del grande cortile di ghiaia e lentamente, uno in fila all'altro, passarono davanti a loro.
Ho ricevuto l'ordine di rimanere qui vicino, gli disse il Comandante dei vigili sporgendosi dal finestrino, ci sistemeremo a neanche un chilometro da qui".
Con un cenno del capo Kk e Michele salutarono liquidando l'uomo con la tuta gialla.
Gli operatori del GIS girarono attorno alla villa acquattati e con le armi puntate verso di essa. Fecero un giro completo strisciando sui muri e sulla terra, quando si ritrovarono al punto di partenza ammiccarono negando fra di loro.
Niente? domand Kk.
Niente rispose Rossi. Anche Michele neg con il capo.
Alla villa! ordin allora Kk.
Davanti al portoncino quasi del tutto annerito dal fumo, per pudore, rimase per un istante interdetto. Il fuoco era ormai spento, non rappresentava un pericolo. Si augur in cuor suo che l dentro non ci fosse riverso per terra il cadavere di Baran. Raccolse il coraggio e apr con un calcio la porta. Sent dietro di se la figura rassicurante di Michele e dei suoi uomini.
A sinistra s'intravedeva la cucina, a destra dopo un lungo corridoio la sala. L'incendio aveva divorato gran parte della tappezzeria ma non i mobili, l'intervento dei pompieri era stato immediato. Forse era possibile ancora trovare in vita qualcuno. Avviandosi verso la sala non pot non notare il cassetto aperto di un mobile piccolino poco distante dall'entrata. Rimase a osservarne il contenuto, un numero cospicuo di chiavi di diversa grandezza riempivano i vani.
Michele lo super e prosegu. Poco dopo si sent chiamare e, distolto dai suoi pensieri, lo raggiunse. Davanti al divano, in una pozza di sangue, era riverso a faccia in gi il cadavere di un uomo anziano. Kk si abbass sulle gambe, afferr il corpo e lo rigir sulla schiena, la tempia dell'uomo era aperta da un buco nero di un centimetro.
Mio Dio". disse Michele distogliendo lo sguardo da quel corpo.
Il vecchio Al". Pronunci Kk come un medico che certifica la morte del suo paziente sul tavolo operatorio.
E Baran? chiese quasi a se stesso rialzandosi e guardandosi in giro per osservare con pi attenzione l'ambiente in cui si trovava.
Ma tu credi veramente che ci sia un "Baran" Claudio? I due amici si squadrarono per alcuni istanti. Michele era un uomo saggio, se gli aveva posto questa domanda era il caso che lui ci riflettesse bene.
Assolutamente s si sent rispondere nonostante ci. Si volt. Alle sue spalle una scala di legno troneggiava su tutto il salone, con due passi raggiunse i primi scalini e si avvi di corsa al piano superiore; poco dopo anche il Luogotenente lo segu.
Da lontano giunse il rumore dell'elicottero.
Proseguite le ricerche Kk ridiscese rapidamente le scale, in breve fu nuovamente fuori nel cortile.
Poco dopo, il velivolo sbuc dalla pineta sorvolando con un fascio di luce bianca le poche fiamme che ancora ardevano. Sulle pedane laterali, due uomini per parte, con il visiere notturno calato sul capo, puntavano le armi verso terra.
In comunicazione via radio con la sala operativa, il pilota, seguendo le indicazioni fornitegli, sorvol l'intera tenuta. Dopo pochi minuti, come uno squalo che trova la sua preda, l'elicottero sorvol girando pi volte attorno a un punto ben preciso. La voce del pilota si sent riecheggiare in lontananza dall'altoparlante dell'elicottero intimando la resa. Kk sal di corsa sul fuoristrada e senza aspettare Michele, che ancora non era uscito dalla villa, sgommando alla massima velocit, si lasci alle spalle il cortile dirigendosi verso una stradina di terra battuta che sembrava portasse verso il punto in cui vedeva la luce dell'elicottero.
Lasciata la stradina dovette percorrere alcuni chilometri nell'aperto spazio della collina tarquiniese. La notte celava tutto, ma il fascio di luce era sempre pi vicino.
A poche centinaia di metri ormai, una figura scura, di colpo si schiant sul suo parabrezza. Kk sband cercando di deviare per quanto pot, all'ultimo secondo. L'uomo, illuminato alle spalle dalla luce bianca dell'elicottero sembrava uno spettro maligno. Punt le mani aperte sul vetro, poi ruzzol sul cofano e vol via sparendo dalla sua vista.
Kk fren il fuoristrada. Sent il gelo nelle vene, era Capa! Lo aveva perfettamente riconosciuto. Con tutta la calma del mondo, scese dall'auto sapendo ormai che il verme non avrebbe avuto alcuna possibilit di fuga.
Poco lontano da lui era ancora in atto uno scontro a fuoco, i colpi partivano a raffica, in risposta alle raffiche degli HK-47.
Fuori, nel fresco umido della notte, sent il respiro irregolare di un uomo ferito a pochi passi da lui.
Con un gesto fulmineo balz alle spalle di Capa e gli salt al collo afferrandolo per i capelli. Un rantolo stridulo usc di getto dai polmoni del turco. Il Colonnello alz l'arma puntandola alla sua tempia. Le vertebre del collo scricchiolarono sotto la sua presa. Una luce di terrore attravers lo sguardo del turco.
Kk caric la Beretta, un suono metallico risuon nell'orecchio di Capa.
Non puoi farlo! Sibil con voce stridula interrotta da ansimi.
E chi te lo ha detto? rispose fermo Kk.
Capa lesse nel suo sguardo una determinazione che lo atterr.
Io posso darti nomi e informazioni".
Io non baratto niente con uno come te, tu non meriti di stare al mondo. Questo  per Lisa, per Hevi e per tutti i poveri disgraziati che hai ammazzato! Un colpo part istantaneo dall'arma del Colonnello.
Qualche istante dopo Capa riapr gli occhi. Le pupille schizzavano da una parte all'altra, incredulo di esser ancora in vita. Dopo un primo momento di stupore una risata sprezzante gli usc stridula dalla gola.
Non hai le palle eh, Colonnello!
Sai, se fossimo stati in Turchia non avrei esitato un istante ad ammazzarti. Ma visto che ti sei sporcato le mani di sangue anche qui in Italia preferisco lasciarti nelle mani della nostra giustizia. Per adesso, mi  bastato vederti pisciare addosso!
Capa cerc di abbassare il capo ma ancora l'uomo lo tratteneva per i capelli.
Far in modo che tu sia rinchiuso nel carcere di Rebibbia, dove l'ultimo infanticida  stato trucidato a forchettate dai detenuti". Kk gli sorrise in faccia. Forse ti sarebbe convenuto morire".
I ragazzi hanno catturato Aslan,  gi ammanettato Michele arriv di soppiatto alle sue spalle, quando Kk si gir not un lieve rimprovero nello sguardo del suo amico.
Bene". rispose strattonando Capa verso di lui mettete le manette anche a questo".
In pochi attimi quella piccola vallata illuminata quasi a giorno si era riempita di uomini. I suoi, che l'avevano raggiunto sulla seconda auto e, oltre all'elicottero che ancora li sovrastava con un incessante frastuono, erano arrivati fin l i carabinieri del Comando stazione.
Michele afferr il militare turco sovrastandolo di quasi mezzo metro e lo trascin verso una di quelle auto che poco dopo ripart. Lo stesso fece Rossi sbucando all'improvviso, trascinando il Colonnello Aslan gi ammanettato lo infil spingendolo sulla testa dentro un'altra delle pattuglie che, a sua volta, alzando un po' di terriccio part a tutta manetta con le sirene spiegate.
Kk si accorse di avere le mani tremanti. Strinse forte i pugni come a voler bloccare le sue emozioni. Inspir lentamente fin quando l'aria non gli penetr a fondo rischiarendo la sua mente.
Stavo per ucciderlo!
Michele? Lo chiam. L'uomo si gir con un'espressione interrogativa sul volto.
Avete trovato Baran? Il Luogotenente scosse la testa. Mi dispiace Claudio".
Con una nuvola di polvere i mezzi dei Carabinieri sparirono oltre la cancellata in ferro battuto della casa del Professor Al.
Kk e Michele rimasero a osservarli fino a quando sparirono del tutto confondendosi tra i filari degli alberi che costeggiavano il viale d'accesso.
Il Tenente Colonnello volle ritornare dentro la villa.
Abbiamo girato e rigirato qui dentro, in questi luoghi non c' nessuna traccia Gli spieg Michele fermandosi pochi passi dopo aver oltrepassato la porta dell'ingresso. Kk lo super, fece per ritornare verso la sala ma fu nuovamente colpito da quel mobiletto con il cassetto tirato fuori. Non poteva essere solo un caso, un cassetto l aperto in quel corridoio poco largo? Si avvicin e intravide ancora al suo interno un divisorio a riquadri di legno, ognuno di quei piccoli vani conteneva un mazzo di chiavi. Tutti erano composti da tre chiavi di forma e dimensione diversa. Le cont, erano quattordici.

30. La tomba a tumulo.

30,01. Roma, Italia, 18 settembre 2007, ore 09,00
Policlinico universitario Umberto Primo.

Il Colonnello, seduto sulla sedia accanto al letto di Lisa, stava leggendo le ultime righe del rapporto stilato dai Carabinieri di Tarquinia.
Sbuff senza neanche accorgersene. Provava dentro di s un senso di frustrazione. Tutto sembrava una grandissima presa in giro, uno scherzo crudele, una beffa amara. Il destino l'aveva giocato.
Lisa, con gli occhi chiusi, provava a dormire ma negli ultimi cinque minuti lo aveva sentito troppe volte sbuffare e brontolare. Riapr gli occhi voltando il capo sul cuscino per guardarlo.
Cosa c' che non va Claudio? chiese con apprensione.
C' che non sono per niente convinto di tutta questa faccenda. Nella villa di Al non c' traccia di un computer, non c' traccia di una postazione internet, insomma, non c' tutto quello che mi sarei aspettato di trovare".
Lisa si tir su a sedere. Be' allora direi che  ovvio che".
 ovvio che la base non era l! l'interruppe Kk Avr sicuramente trovato un posto pi sicuro per costruire la base del Dtp. Al era un capotrib. Una figura molto rispettata che rappresentava un punto di riferimento per tutta la comunit. Con molta probabilit la sua casa era frequentata spesso da curdi e Baran, non  stato cos sprovveduto da fidarsi di loro, come per l'appunto i fatti hanno dimostrato".
Io non capisco perch vuoi essere cos cieco? disse Lisa alzando le mani al cielo. Non capisco quali dubbi tu possa avere".
Dubbi? Tanti, troppi! Non ci credo, non posso credere che Baran sia, non posso credere". fece una pausa chiudendo gli occhi. non posso credere che lui sia morto disse in un sussurro.
Per le ultime circostanze portano a far credere questo, e sembra o almeno  sembrato a tutti la ovvia e scontata conclusione!
Cosa? Quale scontata conclusione? chiese risentendosi.
Colonnello". s'indispett Lisa forse, se Baran  stato introvabile da tutto l'esercito turco, dall'intelligence turca, dall'intelligence italiana nonch da uno dei migliori reparti italiani per due anni be' allora forse".
Forse? l'interruppe bruscamente Kk.
Forse allora  morto! grid sbattendo una mano sul tavolino accanto al letto. Cos come dicono i curdi, e mi sembra pi che ragionevole che il nonno, ossia colui che lo aveva indottrinato politicamente, abbia proseguito la strada del nipote prendendone addirittura l'identit".
Kk scosse la testa, una piega amara gli incurv le labbra.
No Lisa, non  cos!
Ma cosa ti fa credere il contrario? Cosa? url spazientita portandosi una mano sul ventre.
Tu". Kk le punt il dito contro tu ti devi calmare, prima di tutto".
Lisa sorrise. Stai cercando di prendere tempo eh? Ancora una volta si ritrov persa negli occhi del Colonnello, lo vedeva in difficolt. Sembrava non volersi arrendere all'evidenza, forse per una sorta di romanticismo ideologico, pens.
Kk si morse un labbro scuotendo la testa.
Non posso credere che anche tu mi stia voltando le spalle".
Non lo sto facendo Claudio. Ferisce tutti l'idea che Baran sia morto. Ormai eravamo a un pizzico dalla fine idilliaca di questa storia, ma abbiamo viaggiato tutti su un binario di fantasia! Nulla di quello che abbiamo fatto ci avrebbe portati da Baran, perch Baran era gi morto".
Il Colonnello incroci le braccia sul petto quasi come fosse una difesa emotiva, serr la bocca, e butt rumorosamente fuori l'aria dalle narici. Gli occhi si persero nel vuoto in cerca di chiss quali riflessioni.
Lo squillo del suo cellulare lo ridest da quella cupa pausa.
Colonnello sent risuonare eccitata la voce del maresciallo a capo della sezione informatica. Incredibilmente nel giro di poco tempo il sito dell'industria tessile ha messo sul mercato di e-bay molti nuovi modelli, sempre pieni delle solite scritte. Ma da ieri si sono nuovamente fermati. Mi sono permesso di mandare alla dottoressa le copie del testo in chiaro". Sent il suo cuore accelerare d'improvviso. Salut il maresciallo e and spedito al computer di Lisa per accenderlo.
Apri la tua posta, c' qualcuno che ha messo sul sito nuovi messaggi!
La speranza si riaccese, ma Lisa non sembr cambiare la sua posizione. Si alz sbuffando dal letto e and ad aprire le e-mail.
Nel giro di pochi attimi anche lei sent una flebile fiammella accendersi, Kk le era rimasto col fiato attaccato al collo sollecitandola e sbraitando sulla lentezza della connessione.
Eccolo, ti leggo il primo testo:
il giorno 14-09-07 il professor Al  stato barbaramente ucciso dall'autorit turca.
Il Jek non  morto.
Il partito  ancora vivo, le nostre ideologie non moriranno mai.
Io Baran Al mi presenter alle elezioni che si terranno nel mese di novembre del corrente anno, e con l'aiuto di Allah vincer e con me vincer il popolo curdo".
Lisa si volt e osserv il viso dell'uomo che amava. Gli parve ora pi rilassato. Gli angoli della bocca si alzarono scoprendo appena i denti bianchi in un sorriso di sollievo. La guard intimamente soddisfatto per quello che aveva appena ascoltato.
 lui!  vivo! disse deciso mentre colp la scrivania con il pugno chiuso. Il monitor a cristalli liquidi per qualche istante trem prima di ritrovare un assestamento sul piano di appoggio. Si alz dalla sedia come se avesse concluso l.
E ti basta solo questo per poter sostenere che sia ancora vivo?
Lisa, qui nessuno ha mai provato che Baran sia morto! Non si hanno prove di alcun tipo, perch diavolo dovrei crederlo? Si guard intorno in cerca del suo basco.
Ma non hai le prove neanche che lui sia vivo!
Questa cos' allora? disse indicando con la mano il monitor del computer.
Ma questa pu averla messa chiunque sul web!
S, certamente, ma c' un piccolo dettaglio che fa la differenza". S'interruppe aggiustandosi sul capo il basco appena recuperato.
Quale? lo esort spazientita.
Non abbiamo divulgato la notizia della morte del professor Al. Dunque, chiunque abbia scritto il messaggio che hai appena letto era l, e chi altri se non lui?
Lisa rimase in silenzio, questa volta sarebbe stato pi difficile controbattere al Colonnello.
Quindi Baran si  salvato?  riuscito a scappare? chiese incredula.
Hm hm". afferm distrattamente gi volando lontano con la mente. Lisa gli sorrise alzandosi dalla sedia gli and incontro baciandolo sulle labbra.
Stai gi pensando a come fare per mettere sottosopra la tenuta di Al vero?
Qualcosa di simile, s! Le sorrise di rimando. Le strinse le mani, gliele baci e and via.

30,02. Roma, Italia, 18 settembre 2007, ore 10,15
Caserma Andrea Dori, caserma di appoggio del GIS.

La Sovrintendenza dei beni culturali, celermente com'era stato richiesto, aveva provveduto a inviare presso di loro la carta topografica che individuava le quattordici coordinate che segnalavano le entrate delle tombe etrusche.
Rossi, Capozza, Michele e il Tenente Colonnello si erano radunati attorno alla scrivania con gli occhi puntati sulla cartina.
Pensi che sia l? gli chiese Michele.
Lo spero. Quando sono entrato nella villa di Al ho visto quel cassetto che era rimasto aperto. L dentro c'erano delle chiavi, la scientifica ha identificato cosa aprono". fece una pausa guardando negli occhi uno a uno i suoi uomini. Le chiavi aprono i cancelli di protezione delle tombe etrusche disse puntando l'indice sulla carta.
Ma come un cancello? Non capisco". fece Capozza.
Le tombe di cui parliamo, sono delle camere scavate nella terra a una profondit di almeno tre metri".
S! sembr riprendersi Capozza. Le tombe a tumulo, ora ricordo, gita di quarta elementare! fece strappando un sorriso al Comandante.
Poco fa ho parlato con il direttore dei beni culturali della regione, mi ha spiegato che tutte le tombe, comprese quelle nella tenuta del Professor Al, hanno un cancello in fondo alle scale, ovviamente per preservare gli ambienti sepolcrali".
Michele, dopo aver ascoltato, cerc di fare chiarezza sugli ultimi avvenimenti. Quindi tu credi che Baran sia riuscito a scappare a Capa e Aslan?
S, suppongo che Al e Baran avranno ipotizzato pi volte una situazione simile e... Al  rimasto sapendo che avrebbe donato la sua vita alla causa, consentendo al nipote di mettersi in fuga". Concluse Michele prendendogli la parola.
Quindi Baran ha aperto il cassetto, ha preso la chiave di una di queste tombe ed  sparito senza neanche aver avuto il tempo di richiuderlo concluse Capozza. Kk strinse le labbra visualizzando le ultime scene prima della ipotetica fuga di Baran. Annu.
Mh s, credo proprio che sia andata cos".
Ma allora  presto scovato il nostro Baran". Tutti si voltarono verso Capozza.
Numero delle tombe, meno numero delle chiavi e". Rossi gli lanci una manata sulla spalla.
Bravo coppio!
No, non vi illudete! disse Kk afferrando la carta e dirigendosi alla porta. Andiamo dai, solamente alla tenuta potremmo capire dove si trova. Purtroppo Capozza, pur se rigorosamente segnate, le chiavi sono quattordici come quattordici sono le tombe nella necropoli di Al".

30,03. Tarquinia, Italia, 18 settembre 2007, ore 11,20
Tenuta di Al.

Il sistema di areazione, ingegnato qualche anno prima, aveva cessato di funzionare quando il gasolio che teneva in vita il gruppo elettrogeno era terminato. L'aria ormai satura, pesava come un macigno su di lui. Si era coricato sulla fredda pietra all'interno di una nicchia ricavata nell'umido tufo per custodire l'archivio del Dtp. Il respiro era sempre pi affaticato, incroci le mani sul ventre e inton una nenia, una sorta di preghiera. Alcune immagini si affollarono nella sua mente, scene drammatiche, cruente, scene di guerra, di soldati mutilati, di donne torturate si alternavano agli abbracci dolci e alle carezze di sua madre, allo sguardo del padre dietro le sbarre della prigione, alla storia, alla sapienza antica che gli aveva insegnato suo nonno, alle notti nei campi con Seraskr.

Dopo aver tagliato il nastro apposto sul cancello dal RIS il giorno prima per circoscrivere la zona, Rossi spalanc le ante di ferro zincato e risal sull'auto nuovamente accanto a Capozza.
Il vialetto di ghiaia ben curato, con una serie di piccole curve, portava direttamente al cortile della villa. Qualche metro prima, una stradina sulla destra, con tanto di indicazioni incise su cartelli di legno, segnalava la direzione per la necropoli etrusca.
Michele e Kk li seguivano nella seconda auto, Rossi prosegu ancora per qualche centinaio di metri fin quando avvistarono nuovi cartelli. Il Luogotenente gli indic un piccolo slargo dove spense l'auto.
Scesero, e dopo aver sentito le indicazioni del Comandante in breve si divisero prendendo ognuno una direzione diversa.

Seraskr ripet muovendo appena le labbra, in quegli anni non aveva voluto coinvolgerlo, ma forse ora, ora che era rimasto solo, era l'unica possibilit per arrivare vivo alle elezioni. Haci gli aveva fatto sapere che il suo amico, ancora una volta, aveva offerto il suo aiuto. Quando non avrebbe pi sentito nessuno trafficare sopra la necropoli la prima cosa che avrebbe fatto sarebbe stata quella di mettersi in contatto con lui, ma doveva resistere ancora qualche ora. Aveva sentito perfettamente voci di uomini da una parte all'altra del sito, non distingueva le parole ma era certo che gli uomini di Gk erano l per lui. L'obiettivo principale era proteggere l'archivio e i reperti di suo nonno. Se qualcuno avesse mai messo le mani l dentro, almeno un migliaio di curdi e le loro famiglie sarebbero stati in gravissimo pericolo, e inoltre, il lavoro di Al sarebbe passato nelle mani di avidi studiosi turchi.
A malincuore, come avevano studiato e provato molte volte con il nonno, si attorcigli tra le gambe i fili. Tuttavia, era certo che tutto sarebbe andato per il meglio, nessuno sarebbe arrivato all'archivio e lui, nel giro di qualche ora, avrebbe disattivato il congegno.
Le voci si fecero sempre pi vicine. S'infil in bocca senza pensarci due volte la piccola pasticca. Un nodo gli serr la gola. Tra poco, pens, o sar polvere o solo come sono rimasto, ti giuro nonno, metter fine alle sofferenze del mio popolo. Con le enormi mani si asciug le lacrime che involontariamente gli colarono ai lati del viso. Poi, in pochi attimi, pi nulla fu...

La tenuta del Professore era enorme, ci avrebbero impiegato del tempo per fare una ricognizione.
Forse  il caso di farsi raggiungere da un'altra squadra, pens il Colonnello che nel frattempo si era inoltrato nel bosco seguendo le indicazioni di una freccia di legno. Poco dopo, la vegetazione si dirad, in lontananza osserv una piccola collina. Eccoci! Ecco la prima tomba.
Arrivato proprio di fronte all'entrata una scala ricavata nel tufo s'insinuava sotto il suolo arrivando nel cuore della tomba a tumulo. Via via che scendeva, la luce del sole scemava per riaccendersi di colpo in fondo alle scale grazie a un sensore a infrarossi che faceva accendere un faro. Sbatt gli occhi, colpito dal cambiamento repentino e si accorse allora del luogo in cui si trovava.
Incredibile, pens. Un brivido lo percorse lungo il corpo. Era all'interno di una tomba realizzata da pi di duemila e cinquecento anni.
Rimase con lo sguardo incollato su quelle pareti, senza riuscire a staccare gli occhi da ci che aveva davanti. La camera funeraria era decorata con colori forti, intensi, ed erano perfettamente distinguibili, anche a un occhio inesperto come il suo, scene di carattere religioso, banchetti funebri, danzatori, suonatori e paesaggi.
Passati i primi attimi di stupore, vag con lo sguardo alla ricerca di un particolare che potesse in qualche modo rivelare la presenza di un nascondiglio. La camera era una soltanto, buia e desolata. Sbuff, volt le spalle al sepolcro e risal le scale. Come usc fuori all'aperto, socchiuse gli occhi per l'intensit della luce solare. Si port una mano sulla fronte e pot osservare meglio la zona intorno a lui.
Qualche centinaio di metri pi avanti il terreno saliva dolcemente creando una duna naturale questa volta, s'incammin in quella direzione.
Giunto l osserv dall'alto per alcuni minuti l'intera tenuta.
Michele? Mik? url. Da qui si vede bene pi o meno tutto il sito".
Eccoci, arriviamo sent la voce dell'amico distante, lo raggiunsero districandosi fra le fronde degli alberi qualche minuto dopo.
Lo spazio pi aperto sopra la duna, privo di cespugli, consentiva una visuale a tutto tondo. Anche gli altri militari si guardarono intorno prendendo sempre pi dimestichezza col terreno che li circondava.
Una, due, tre". Capozza inizi a contare le tombe a tumulo perfettamente distinguibili dal resto della vegetazione. Un monticello di terra e pietre era posto sopra ogni sepoltura formando una piccola collina artificiale.
...tredici e quattordici!
E quindici! fece Michele indicandone un'altra sfuggita al suo conteggio.
Quindici, non quattordici! puntualizz Rossi.
Kk riapr la carta topografica che teneva in mano e cont ancora una volta i puntini contrassegnati.
Quattordici, qui ce ne sono segnate quattordici! disse scuotendo la testa.
Ma fa vedere un po' questa carta? chiese Michele allungando una mano verso l'amico.  tutta ingiallita, ma quanti anni avr? chiese.
Sembra vecchiotta in effetti! aggiunse Rossi lanciando un'occhiata anche lui sulla carta.
Forse non  aggiornata, magari la quindicesima tomba  stata ritrovata pi recentemente, oppure".
Ce ne  una in pi disse Kk come assorto nei suoi pensieri mentre un sorriso stava affiorando sul suo volto. Tarquinia in quei giorni era stata messa sottosopra sia dagli agenti del SISMI sia dagli stessi uomini del GIS. Se Baran avesse trovato rifugio da qualche parte, loro lo avrebbero sicuramente scovato.
Oppure si  costruito una tomba finta? chiese allibito Michele. Kk sorrise divertito dall'ingegno del suo vecchio amico.
Sembra proprio di s!
Rossi e Capozza con la mappa in mano individuarono l'unica tomba non segnalata.
Colonnello andiamo? chiese Capozza tenendo sulla mappa il dito puntato sullo spazio vuoto corrispondente alla finta tomba che avevano l davanti agli occhi.
Andiamo rispose rubandosi un impercettibile attimo. Era veramente arrivato alla fine di quella storia? Si domand Kk, dentro quella finta tomba cosa avrebbe trovato?
Andiamo! ripet questa volta pi convinto.
Gli uomini ridiscesero la piccola collinetta dirigendosi a passo spedito verso un'unica direzione. Rossi e Capozza sfilarono dalla cintola la pistola in dotazione alle forze armate. Ben pi piccole dei soliti mitra che loro, abitualmente, avevano in braccio ma non per questo meno pericolosa.
Non serve Poz disse Michele abbassandogliela, anche Rossi di conseguenza la riport nella fondina.
Il Colonnello, avanti a tutti, sentiva il suono dei suoi passi sul fogliame secco. L'odore del bosco gli saliva alle narici: aveva lo stomaco contratto.
Giunti davanti al tumulo nulla stava a indicare che quella fosse una tomba finta. Ebbe un attimo di esitazione, preg con tutto il suo cuore di non essersi sbagliato. Scese davanti a tutti senza avere nulla da temere, a seguire la sua squadra.
La scala di tufo s'insinuava nella profondit della terra scendendo di buoni tre metri. Anche qui un flash improvviso illumin l'angusto e umido antro.
Si ritrovarono davanti a una cancellata di ferro oltre la quale una lastra di vetro sigillava ermeticamente il passaggio lasciando a vista una camera sepolcrale. Anche questa, come le altre, scavata nella roccia e anche questa sulle pareti presentava una serie di dipinti. Sul lato sinistro, un incredibile sarcofago in pietra sormontato dalla scultura di un uomo. Dalla cancellata purtroppo erano visibili solamente i piedi della statua e la parte laterale. Capozza torn indietro risalendo qualche scalino.
La statua  di un anziano grasso che sta quasi coricato, solamente con il gomito si appoggia per tenersi su con il busto".
Chiss chi sar stato? domand Rossi.
Mh". mugugn il Colonnello.  veramente difficile stabilire se  una tomba finta".
A me sembra identica alle altre puntualizz Rossi.
Passarono alcuni minuti in totale silenzio, ognuno perso nelle proprie riflessioni. La luce si spense. Rossi mosse il braccio sul sensore e ancora una volta fu tutto illuminato.
Io non ho visto altre tombe con un vetro precis Capozza.
Io s, ne ho viste altre due, per i dipinti erano completamente rovinati, questi sono conservati molto meglio gli rispose Rossi.
Dal lato lungo il sarcofago tocca la parete, ma dal lato corto non  attaccato alla parete di fondo constat Michele sar a poco meno di un metro prima dell'angolo".
 l'unico settore che rimane completamente coperto da qualunque posizione sia consentita qui dentro. Le altre tombe hanno le scale che finiscono al centro della camera, questa invece  spostata tutta a sinistra".
Sar fatto di proposito? chiese ironico Michele.
Dobbiamo buttare gi questa cancellata! Diamoci da fare! Rossi".
Il gigante Rossi sfil dal suo taschino un piccolo pacchetto che apr con cura. Si organizz un rapido tavolo da lavoro sui gradini della scala e dopo aver trafficato alcuni minuti scegliendo bene le quantit di plastico da utilizzare, lo applic sulla serratura della cancellata e, sporgendosi attraverso le sbarre, arriv ad attaccarlo anche sul vetro. Fece cenno alla sua squadra e gli uomini risalirono le scale.
Pochi istanti dopo si ud un tonfo sordo che, a distanza di una cinquantina di metri, probabilmente neanche sarebbe stata udibile.
Kk sent una scarica di adrenalina pompargli sangue nelle vene, si tast istintivamente il collo in cerca del suo battito mentre sorpassava i suoi uomini ed entrava nella tomba a tumulo dove questa volta, ne era certo, avrebbe ritrovato il suo amico.
Si abbass per oltrepassare la cancellata stando attento a non tagliarsi con alcuni spunzoni di vetro frantumato che spuntavano da tutte le parti e come lui gli altri.
Quando arriv davanti al lato corto del sarcofago, non rimase sorpreso di trovarsi davanti a un passaggio, gi intravedeva il piano sottostante, una piccola stanza dalle dimensioni simili alla camera funeraria soprastante. Intravide dall'alto due scrivanie e sopra tre monitor di computer. Per alcuni istanti il suo cuore si ferm, lo stomaco si contrasse.
Baran? chiam il suo amico infilando le gambe per prime dentro lo stretto passaggio.
Baran?
Quando tocc con i piedi per terra, lasci la presa delle mani e si distric con il capo per farlo passare tra le braccia ancora fuori. Un po' di terra gli cadde sulle labbra, sputacchi e si ripul gli occhi. Poi fu la volta dei suoi uomini.
Baran?
Il Tenente Colonnello si volt e solo allora lo vide sdraiato all'interno di una nicchia scavata nella parete della roccia. Si precipit di corsa al suo fianco, gli tocc il viso, era ancora caldo. Port due dita sulla giugulare, il battito si sentiva.
 vivo! disse tutto affettato girandosi verso i suoi uomini che tuttavia rimasero impietriti, sorpresi. Solo Michele, nel suo sguardo, gli manifestava una stima incondizionata.
Ooo allora! Forza! sbrait rabbiosamente ben cosciente che quell'espressione era dovuta tutto sommato alla poca fiducia riposta in lui. Capozza e Rossi probabilmente, anche loro, con il tempo avevano cominciato a credere che Baran fosse morto.
Rossi esci fuori e chiama la centrale, voglio un elicottero subito! Con un medico a bordo".
Cos'ha secondo te? chiese Michele avvicinandosi.
Rossi spar con qualche difficolt intrufolandosi nuovamente nel vuoto sotto il sarcofago.
Non ne ho idea, questa non me l'aspettavo! rispose Kk. Forse, spero... che sia solamente collassato per mancanza di ossigeno, non mi sembra che abbia altro".
Anche Michele si avvicin al ragazzo curdo.
Baran lo chiam afferrandogli il viso con le mani, gli abbass gi le palpebre inferiori, poi gli scosse leggermente il volto. Baran! fece pi deciso. Ma l'uomo non dava segni di rinvenire.
Provi a tirarlo su Colonnello s'intromise Capozza. Kk annu.
S forse dobbiamo portarlo fuori di qui e fargli riprendere aria". Rispose deciso mentre abbassandosi infilava le braccia sotto il corpo di Baran.
Nooo, stia fermo Comandante, immobile! url Rossi appena balzato fuori dal sarcofago cavo. Kk con i nervi saldi assecond ci che il suo uomo gli urlava. Lo intravide con la coda dell'occhio, Bob aveva uno sguardo spalancato, sgomento, ma non si mosse neanche di un millimetro.
Che diamine succede". Scatt il Luogotenente fulmineo ma le parole gli morirono in gola quando si accorse anche lui che tra le lunghe gambe del curdo s'intravedevano alcuni fili.
Be'? Allora che diavolo succede? Si pu sapere? sbrait Kk che era rimasto immobile sostenendo gi in parte il peso del corpo di Baran.
Colonnello Baran  collegato a un ordigno".
Ma che dici? Ne sei certo? chiese fra i denti, sconvolto, continuando ancora a tenere la schiena di Baran sospesa.
Michele si accovacci per terra tra il corpo del suo amico e quello del curdo, Rossi gli fu accanto in un attimo, era su di lui ora che tutti avrebbero contato.
Una bomba... porca vacca! ripet ancora Rossi. Nell'angusto ambiente cal un drammatico silenzio.
Ma che motivi avrebbe per farsi esplodere? domand Capozza allibito.
Nessuno! rispose secco il Colonnello.
All'altezza dei suoi occhi, l fra le gambe del suo amico e il busto di Baran, Michele scorse due scalfitture nella pietra, tast l tutto intorno.
Suona vuoto".
Io sento con le dita qualcosa sotto la schiena di Baran, mi sembra una piastra, una placchetta". disse Kk con un filo di voce, ormai il peso iniziava a farsi sentire, ed era perfettamente cosciente che se avesse ceduto non sarebbe stato il solo a rimetterci la pelle.
Sotto la schiena? gli chiese Rossi schiacciando la faccia sulla pietra per tentare di vedere qualcosa.
S, almeno cos mi sembra. Dai dannazione non ce la faccio pi! Parl con il fiato trattenuto.
Ma porca". imprec Rossi sfilandosi tra le gambe del Colonnello, rimessosi in piedi si pass nervosamente le mani sulla nuca.
 un pulsante! disse come fosse una sentenza di morte. Guard il suo Colonnello che aveva ormai la fronte imperlata di sudore.
Che senso ha? Qual  lo scopo di questo ordigno? Continu a chiedere Capozza.
Proteggere quello che c' l dentro disse Michele indicando la nicchia sotto Baran.
A costo della sua vita? domand scettico Capozza. E poi che diamine ci pu mai essere l sotto?
Baran! Apri gli occhi dannazione! Ci vuoi far crepare tutti? Gli url quasi in faccia Kk in un gesto di stizza ma Baran, come prima, appariva completamente abbandonato.
La schiena ormai era trafitta da contrazioni lombari e le braccia iniziarono a tratti a tremare. Storcendo la bocca si soffi con forza sugli occhi, piccole gocce di sudore volarono in aria prima entrargli negli occhi e bruciarlo.
 svenuto Cla'!
Michele si mise sotto di lui nella sua stessa posizione aderendo perfettamente al suo corpo per dargli la possibilit di rilassare i muscoli senza cedere di un solo millimetro. Timoroso di poter perdere la posizione, solo quando sent sotto di s il corpo del suo amico, inizi a rilassare lentamente i muscoli.
Grazie vecchio! bisbigli estenuato dall'estremo sforzo.
Mh mh!
Kk sent vibrare la cassa toracica di Michele in un mugugno cupo.
Allora? Si attiva solo se si solleva il corpo di Baran? chiese Kk con una voce vagamente pi leggera.
Rossi con le labbra serrate in una linea bianca, priva di sangue, si guardava intorno continuando a ispezionare tutto l'ambiente, abbassandosi fino a inginocchiarsi e schiacciare il volto per terra per poi rialzarsi, salire sopra nella tomba finta e poi ridiscendere nel covo dei curdi.
Mh... sembra realizzato in maniera artigianale". Si pul le mani dal terriccio mentre nel suo cervello si delineava un piano preciso.
Solo che".
Solo che? Chiese Capozza.
Sicuramente l'ordigno si trova qua sotto". disse indicando la nicchia.
E...? lo esort ancora l'amico.
E non posso vedere la quantit di esplosivo che hanno usato". Di nuovo si sfreg nervosamente le mani sul capo. Certo la nicchia non  piccola, continu potrebbe entrarci una quantit non indifferente di esplosivo. Tanto per capirci ci potrebbe entrare la quantit sufficiente per far volare in aria tutta questa baracca!
Riesci a fare qualcosa? chiese Kk dopo che ormai il suo uomo si era fatto un'idea della situazione.
Il Tenente lo fiss negli occhi, sicuro di s annu impercettibilmente.
Se si  ripreso capo iniziamo Kk annu a sua volta.
Ok. Michele sfilati lentamente da sotto il Colonnello, stai attento a non spostarti verso l'alto, se il busto di Baran sale ancora di un millimetro saltiamo in aria tutti!
Ci impiegarono alcuni minuti, ma alla fine riuscirono a riprendere la posizione iniziale e nuovamente tutto il peso del curdo grav sulle braccia e la schiena di Kk.
Bene Colonnello, adesso tocca a lei, rimetta gi lentamente Baran".
Michele? Poz? Uscite di qui, non c' motivo di rischiare inutilmente la vita".
Comandante ma". intervenne Capozza ma fu interrotto da una strattonata. Si gir e vide Michele che gli indicava senza possibilit di replica l'uscita sotto al sarcofago.
Poz chiama Livorno e fatti portare le protezioni aggiunse Rossi.
E... nel caso che io non crepi anche il medico. Mik te lo devi far mandare dal Generale De Martino Michele annu complice.
Solo dopo che gli furono spariti ripresero le loro operazioni.
Colonnello, ora, inizi a scendere lentamente".
Con un estremo sforzo Kk mosse i bicipiti ormai intorpiditi in una contrattura, serr la mascella, gocce di sudore colavano su tutto il volto, muovendosi pi piano che pot riadagi la schiena di Baran sulla pietra.
Le braccia le deve lasciare sotto al corpo". Rossi lo guard negli occhi, gli sembr quasi come se volesse scusarsi.
Kk annu serio. Posso abbassarmi sulle ginocchia? chiese stremato dalla fatica.
S, si muova sempre lentamente". La voce di Rossi era ferma. Lo guidava senza incertezze nei passi successivi.
Con un ultimo ed estenuante sforzo Kk riusc a trovare la posizione che gli consent un minimo di recupero. Pos stravolto il capo sul suo braccio ancora intrappolato sotto al corpo di Baran e rimase in recupero per qualche minuto.
Lisa e il bambino furono le prime immagini che gli passarono sotto le palpebre, una fitta gli contrasse lo stomaco. Con un incredibile sforzo cerc di portare i pensieri su altri lidi e pian piano sent il suo respiro riprendere un ritmo regolare.
Il tempo trascorse, quando sent il rumore delle pale dell'elicottero rialz il capo. Non fu in grado di dire se era passato un quarto d'ora o tre ore. Si guard intorno, era solo. Ancora inginocchiato ai piedi della nicchia, ancora intrappolato sotto il corpo del suo amico. Poco dopo, sent confusione in cima alle scale e di l a pochi attimi ricomparvero tutti e tre i suoi uomini e una squadra di artificieri.
La presenza di tutti quegli uomini riemp immediatamente lo stretto ambiente. Gli artificieri lo riconobbero all'istante salutandolo con rispetto.
Salve Colonnello lo salut il Comandante della squadra. Ora i ragazzi gli metteranno addosso tutte le protezioni necessarie ma vedr che non ci sar alcun pericolo".
Michele si abbass accanto a lui stringendogli la spalla, lo guard negli occhi. Non c'erano bisogno di parole, Kk gli restitu uno sguardo della pari intensit.
La voce del caposquadra esort a uscire tutti quanti. Una volta rimasti soli, l'uomo si avvicin all'intruglio di fili tra le gambe del curdo. Rossi gli aveva spiegato quello che aveva visto prima del suo arrivo. L'artificiere, di volta in volta, aveva ricontrollato ogni singolo filo. Anche lui si era abbassato schiacciandosi sul bordo della nicchia per tentare di vedere il pulsante o sul terreno vischioso per capire le dimensioni dell'incavo della nicchia.
Il giovane artificiere si mise accanto a lui curvandosi sul corpo di Baran all'altezza delle ginocchia. Con fare deciso, afferr alcuni fili tra le mani, rimase per qualche istante a ragionare seguendo pi volte con lo sguardo il percorso di ogni singolo filo. Poi, deciso, ne tagli uno.
Non accadde nulla, l'azione fu cos rapida che Kk non ebbe neanche il tempo di chiudere gli occhi che era gi tutto finito.
Tutto apposto Comandante! Kk lo guard serio.
Mi posso alzare? Il ragazzo gli allung la mano in un gesto cortese ma senza volerlo suscit le ire del Comandante.
Be'? Secondo te sono un vecchietto? sbrait mentre sfilava finalmente le braccia da sotto la schiena di Baran. Si alz con estrema fatica ma l'orgoglio gli diede la forza per celare la sua debolezza agli occhi di tutti gli uomini che, nel frattempo, erano ridiscesi e lo osservavano con un'espressione decisamente preoccupata. Si avvicin all'artificiere, avrebbe voluto sbranarlo, ma ritenne pi pertinente ringraziare il ragazzo che comunque sia lo aveva tolto da quell'impiccio.
Colonnello? Rossi gli si avvicin, sul volto un'espressione sospesa, in attesa di un suo cenno. Kk mosse il capo tranquillizzandolo, solo allora Rossi riprese a parlare: Pu scendere il capitano medico? Vorrebbe vedere lei e Baran.
Kk si gir guardando l attorno con un sopracciglio alzato, massaggiandosi le braccia. Consider ci che un'eventuale fuga di notizie avrebbe potuto mettere in pericolo. Tuttavia, quel posto, di l a poco sarebbe stato sgombrato del tutto. Accord quindi il permesso. Poco dopo un medico con la divisa verde dell'esercito spunt dal sarcofago con la borsa in mano.
Per cortesia". disse il nuovo venuto che si guardava intorno infastidito siamo in troppi qua dentro".
Ragazzi uscite ordin il Colonnello e l'attimo dopo gli uomini erano spariti lasciandoli soli.
Dopo aver salutato, il medico si avvicin.
Lasci stare me Capitano, io ho solo un indolenzimento dei muscoli, guardi lui invece gli disse indicando con la testa Baran che ancora non dava segni di ripresa.
Il medico allora si avvicin al corpo del curdo, appoggi la borsa ai suoi piedi e gli afferr il polso, una volta percepito il battito annu con il capo. Gli pos una mano sulla fronte mentre con l'altra gli abbass la palpebra inferiore. Traffic con la sua borsa tirando fuori lo sfigmomanometro, lo strumento per la misurazione della pressione arteriosa.
90... 130 disse certo di quel risultato come se fosse la riprova di una sua diagnosi. Da quanto tempo sta cos? chiese.
Noi siamo qui da due ore circa ma lo abbiamo gi trovato in queste condizioni".
Ancora una volta il medico annu. Quest'uomo  sotto l'effetto di un farmaco ipnotico, rimarr non cosciente ancora per un bel po' di ore. Comunque sia da un esame primario non si evidenzia alcuna alterazione delle funzioni vitali".
Bene, grazie! Mi d una notizia ottima". Tir finalmente un sospiro di sollievo, sent un'emozione profonda rallegrargli l'animo. Tutti quegli sforzi, tutte quelle fatiche forse allora non erano state vane.
Poco dopo i suoi uomini scesero nuovamente da lui con una barella portatile costituita da assi di legno e fasce arancioni di tela resistente. L'operazione non sarebbe stata semplice, pens il Colonnello, Baran era un uomo di corporatura robusta.

31. Baran.

31,01. Roma, Italia, 18 settembre 2007, ore 19,00
Policlinico universitario Umberto Primo.

Ah il tuo Claudio...! Il Professor Roci entr nella sua stanza richiudendosi la porta dietro le spalle, ci si appoggi sospirando. Lisa, ancora sul letto, alz gli occhi dalle sue carte.
Filippo? Che ti succede? chiese sorridendogli.
Mi sta trasformando il Policlinico nel suo Quartier generale, in giro  pieno di militari, di gente armata, gli infermieri non possono muoversi liberamente. Ormai devono tutti andare in giro con un documento in tasca e sono costretti a tirarlo fuori ogni due minuti. Prima un ragazzetto ha dato un calcio a uno di quei distributori di merendine perch la macchina non gli ridava il resto e si  ritrovato addosso due tizi enormi che lo hanno terrorizzato e ora con quel detenuto che mi ha portato".
Non capisco se sei disperato o rassegnato? gli disse scherzosa.
Un detenuto hai detto? chiese poi stupita arricciando la fronte.
Cos ha detto".
Filippo credo che sia in suo potere farlo, non penso che approfitti della tua posizione". Intervenne diplomaticamente Lisa.
Ah lo credo bene! rispose incupito.  testardo come un mulo, gli ho detto pi volte che in questo modo mi avrebbe rivoltato l'intero ospedale e sai lui che mi ha risposto? A Lisa sfugg un risolino.
 una questione di Stato padre, non vorrai mica intralciare le Forze dell'Ordine? rispose scimmiottando i toni austeri del figlio.
Lisa si port entrambe le mani sulla bocca per non scoppiare in una fragorosa risata. L'ilarit contagi anche il Professore che si ritrov seduto accanto a Lisa a ridere insieme a lei.
Qualche istante dopo, il Primario fu richiamato da un'infermiera.
Rimasta nuovamente sola, Lisa si alz e and al computer. Era gi da un po' di tempo che aveva un tarlo nella mente e, in attesa che il processore si riavviasse, tamburell nervosamente con le dita la scrivania. Quando il desktop apparve sotto i suoi occhi, ricerc le foto inviate dal nucleo informatico relative alla citt sotterranea. Poi riapr tutti i file su cui aveva lavorato e li scorse ancora una volta uno a uno. Avevano ritrovato tutto il materiale che il professor Al aveva trascritto nel suo taccuino, le iscrizioni sul tempio, le tavole di Suppililiuma, mancavano per ancora le tavole dello scriba Walwaziti. Le avrebbe mai ritrovate? Si chiese dubbiosa.

31,02. Roma, Italia, 18 settembre 2007, ORE 19,20
Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) ex aeroporto di Centocelle (Roma).

Generale! salut Kk con la mano sul basco. Il Generale De Martino lo aspettava in piedi dall'altro lato della scrivania.
Colonnello! Anche l'anziano uomo a sua volta si port la mano sul basco contraccambiando il saluto. Poi indic la sedia.
Perch hai preferito mandare Baran al Policlinico? continu il Comandante del COFS come se la conversazione telefonica avuta poco prima non si fosse mai conclusa.
Preferisco tenerlo al di fuori del mondo militare, il Celio  troppo a rischio mentre al Policlinico, dentro al reparto detenuti, sar pi complicato infiltrarsi".
D'accordo Il Generale annu, poi pensieroso corrug la fronte e incroci le braccia al petto. Tutto deve rimanere sotto il pi totale riserbo. Se Gk viene a sapere che lo abbiamo trovato, faremo la fine del gatto col topo in bocca, potrebbe scoppiare un imbarazzante scandalo internazionale".
Stia tranquillo Generale, manca poco ormai alle elezioni. Manca poco! ripet Kk scandendo bene le parole.
Poco". ripet a sua volta sospirando De Martino. In che modo rientrer in Turchia?
Ho gi contattato Landi, mi ha assicurato che sar un onore per lui portare a termine questa missione". Il Generale annu soddisfatto.
Vado al Policlinico a vedere se si  risvegliato". Il Colonnello si alz e s'infil nuovamente il basco sul capo. Quando Baran sar partito, le testate pi importanti riporteranno in copertina articoli sulle prossime elezioni in Turchia". Si sfil dalla tasca dell'uniforme un foglio piegato in quattro, si appoggi alla scrivania e lo apr.
Il Messaggero: A pochi giorni dalle elezioni politiche il dibattito in Turchia sembra disteso, pochi i dubbi sull'esito: secondo tutti gli osservatori, il 12 novembre il partito del premier saldamente alla guida del paese dal 2002, si riconfermer come primo partito ma potr formare un nuovo governo e promuovere le necessarie riforme istituzionali solo con l'appoggio di un altro partito. Potrebbe essere il Dtp curdo e ci comporterebbe lo stop alle operazioni militari nel sud est del Paese e modifiche costituzionali radicali volte all'apertura delle minoranze...
Libero estero: ...il leader Baran Al del partito Dtp di origine anglo-curda ha l'obiettivo ambizioso ma realistico di lottare per una nuova costituzione:  arrivato il momento per la Turchia di elevarsi al pari degli altri paesi civilizzati e moderni, dice il leader perseguiremo il traguardo di garantire a tutti la libert, l'uguaglianza tra uomini e donne, la libert di stampa".
Il Corriere della sera: L'Occidente, compatto, accoglie di buon grado il giovane candidato curdo, tira un sospiro di sollievo e inizia a vedere di buon occhio l'entrata in Europa della Turchia per troppi anni messa all'angolo ed esclusa dal Mercato Europeo".
La repubblica Turchia: Svolta storica la prima chance per i candidati curdi di entrare nel parlamento".
Ben fatto ragazzo! gli disse orgoglioso il Generale.
Nella stanza risuon una sbattuta di tacchi, il Colonnello con mano tesa sul basco e mento in alto, sorrise soddisfatto.

31,03. Roma, Italia, 18 settembre 2007, ore 20,15
Policlinico universitario Umberto Primo - reparto detenuti.

Come nella peggiore delle ipotesi del Professor Roci, nell'atrio del reparto detenuti c'era un gran trambusto. La porta antipanico, assurdamente preceduta da una cancellata di ferro, era presenziata sia dai soliti agenti che da altri quattro carabinieri che indossavano il mephisto. Ci gli conferiva un'aria ancor di pi minacciosa.
Quando si aprirono le porte dell'ascensore Kk sbuc fuori sul pianerottolo tirando un sospiro di sollievo, Baran era in salvo.
Come lo riconobbero, gli uomini scattarono sull'attenti. Un agente della polizia penitenziaria comunic via radio con un suo collega dall'altro lato del corridoio. Poco dopo si sent un clanc metallico e la pesante inferriata si distacc di pochi millimetri dall'anta fissa.
Kk si fece avanti, una volta oltrepassata la porta, la caposala, una donna dalle forme sinuose e una chioma rosso corallo, lo attendeva per condurlo nella cella in cui avevano ricoverato Baran.
Il paziente della cella numero cinque non d ancora segni di ripresa".
Mh". annu il Colonnello. Me ne vado subito, non voglio crearvi disagio con la mia presenza, vorrei solo vedere com' stato sistemato disse alla donna mentre con occhio critico si guardava intorno.
Eccolo, guardi". L'infermiera indic una parete vetrata coperta da veneziane bianche oltre la quale s'intravedeva un letto e sopra una persona.
Kk si mosse in cerca di una visuale migliore. Quando infine lo vide incroci le braccia al petto e rimase a osservarlo per qualche minuto. Non si accorse di avere sul viso un sorriso raggiante.
Poco dopo gir i tacchi e se ne and soddisfatto di aver gestito la situazione in quel modo.
Al Celio, si disse, sarebbe stato impensabile garantirgli la stessa sicurezza.
Ripercorse con passo spedito la strada per uscire dal reparto, poco dopo era davanti la stanza di Lisa. Spalanc la porta e rimase l, stravolto dalla stanchezza ma con un sorriso che, nonostante le ultime ore trascorse, gli illuminava il volto.
Claudio? Lisa si alz dal suo computer e gli and incontro emozionata, non c'era bisogno di parole, quell'espressione raccontava tutto. Lo abbracci. Kk si richiuse la porta stringendola fra le braccia.
 vivo Lisa".
L'hai trovato? chiese sbalordita. L'hai trovato! Ripet poi con orgoglio. Le labbra si trovarono in un bacio appassionato, si trascinarono fino al bordo del letto.
L'hai trovato! ribad ancora contenta e incredula di tanta tenacia.
E... com'? Voglio dire,  uguale ad allora?  come te lo ricordavi? chiese eccitata e incuriosita al tempo stesso.
Con un sorriso malinconico Kk butt per terra lo sguardo in cerca di qualche ricordo, mosse la testa come per negare.
Sai... non saprei dirti". rispose mentre si sfilava le scarpe per rilassarsi sul suo letto.
Ma cosa ha fatto quando ti ha visto? Cosa gli hai detto".
Niente La ferm Kk scuotendo il capo era... ... in". Tentenn prima di raccontarle per intero tutta la situazione, compreso l'ordigno a cui lui era rimasto legato per due ore.
... cosa?
Lo abbiamo trovato privo di coscienza. Insieme al nonno, aveva costruito una tomba finta, sotto la stanza funeraria avevano ricavato uno scantinato che per anni  stata la base del Dtp, da l gestiva tutto".
Lisa lo ascoltava incredula con gli occhi spalancati e la bocca aperta. Anche lei si coric sul suo letto, la sera fu scansata dalla notte ma la sua sete di sapere dovette fare i conti a malincuore con la spossatezza del suo uomo.

L'infermiera entr posando sul tavolo la colazione per entrambi. Lisa aveva dormito poco, l'eccitazione si stava impadronendo di lei.
E come mai non era cosciente? gli chiese. Il Colonnello tir su il capo cercando di capire a cosa alludesse Lisa.
Buongiorno eh?
Buongiorno. Come mai non era cosciente? insistette.
Kk mosse le spalle in su scuotendo il capo.
Non saprei, forse era rimasto senza ossigeno l sotto, comunque  stato immediatamente visitato da un medico e ora  ricoverato in ospedale". Non gli piaceva mentire a Lisa ma non voleva darle altre preoccupazioni.
Ora ragazza, mi fai svegliare?
Lisa non riusciva a capire se dietro la sua reticenza si nascondesse una delusione.
Mi dici che effetto ti ha fatto rivederlo?  come allora? prov ancora a indagare.
Vedendolo cos senza coscienza  difficile dirlo, comunque". inspir trattenendosi l'aria nei polmoni no, mi  sembrato molto invecchiato, un lampo di tristezza attravers lo sguardo del Colonnello provato dalla vita, ma forse se lo vedo con gli occhi aperti, forse avr ancora la sua espressione vincente, forte". Serr le labbra immaginandosi gli ultimi momenti drammatici di Baran. Prima di cadere in quel sonno artificioso, l'attimo in cui s'infilava in bocca il farmaco ipnotico senza sapere se ci fosse stato per lui un risveglio.
Le parole incespicate di Kk e lo sguardo incupito, le fecero venire il magone, fece due colpetti di tosse per allentare la morsa in gola.
Si lavarono nel piccolo bagno della stanza, Kk le pass una spugna imbevuta di sapone dietro la schiena, l dove le era impossibile arrivare con il tutore. Poi l'aiut a rivestirsi e lo stesso fece lui. Gli occhi s'incrociarono nello specchio e ancora una volta Lisa lo scrut attentamente. Kk la cinse da dietro accarezzandole il grembo.
Sta nell'ospedale militare?
No, si trova qui le disse facendole l'occhiolino. Lisa si scost di scatto dal suo abbraccio, si rigir di fronte a lui e prendendolo per le spalle lo fiss sgomenta negli occhi.
Veramente?
S! Certo!
Ma... sarebbe lui il detenuto?
S,  lui conferm con un sorriso sornione.
Oh Claudio, ti prego io gli devo assolutamente parlare, io... io gli devo chiedere dove".
Shh... lo so, lo so, ma diamogli il tempo di riprendersi, che ne dici? ritornarono nella stanza che nel frattempo era stata riordinata dagli inservienti, i letti sistemati e la finestra spalancata.
Un colpo deciso alla porta interruppe la loro conversazione.
S? Avanti disse la voce di Kk. La porta si discost leggermente.
Avanti sollecit questa volta Lisa. Dalla porta spuntarono le teste di Michele, Rossi e Capozza, strette tra lo stipite e l'anta in un'espressione comica. Lisa sent il cuore riempirsi di gioia, era dal suo rapimento che non li aveva pi visti.
Contemporaneamente il telefono squill e Kk tir su la cornetta per rispondere. Con un impeto di gioia ascolt la caposala del reparto detenuti che lo aggiornava sulle ultime novit del suo paziente. Lasci Lisa in buone mani, allung una pacca sulla spalla di Michele intento in un dettagliato resoconto degli ultimi giorni e usc dalla stanza dirigendosi al reparto detenuti con la felicit che pian piano abbandonava la compostezza e saliva sfacciata sulle labbra.

Le veneziane non lasciavano intravedere nulla. Cosa ci fosse al di l del vetro non era possibile capirlo. Si rigir nel letto, senza accorgersi si tir i fili della flebo. Sent dolore al braccio. Passandosi una mano sopra, si accorse che la cannula si era sfilata. Cerc di alzarsi ma l'operazione non fu semplice. Perch sono qui? Non doveva finire cos, io mi sarei dovuto svegliare all'interno della base! L'archivio! Il cuore fece un balzo. L'archivio doveva essere protetto, ora centinaia, migliaia di famiglie curde sono in pericolo. Inizi a sudare, prov ancora ad alzarsi, stratton questa volta con pi forza i fili che gli impacciavano i movimenti. Un baccano incredibile riecheggi per tutta la grande stanza vuota: l'albero della flebo cadde a terra trascinandosi le due bocce di soluzione fisiologica.
Passi veloci anticiparono l'arrivo di qualcuno. Dopo pochi istanti la porta si spalanc e l'infermiera dalla chioma rossa corallo si materializz al centro dell'uscio. Alle sue spalle intravide una guardia, armata fino ai denti. Con un sospiro di delusione si rilasci cadere sul letto. La donna lo guard di sbieco, si tolse gli occhiali e con una calma apparente puntualizz quanto era costato il materiale che lui aveva appena danneggiato.
Se mi avesse chiamato prosegu la caposala non si sarebbe fatto quel buco sull'avambraccio, glielo hanno mai detto che le buone maniere premiano sempre! Baran tent ancora di alzarsi.
Si rimetta gi e stia buono ordin l'infermiera senza aspettarsi una replica mentre lo liberava da tubicini e aghi.
Dove mi trovo? chiese con la voce arrochita e un accento privo di inflessioni.
Siamo al Policlinico Umberto Primo e questo  il reparto detenuti".
In un gesto fulmineo, il curdo scatt in piedi, questa volta pi libero nei movimenti e dall'alto dei suoi due metri sovrast la donna. La guardia giurata scatt in avanti puntandogli contro il fucile. Baran alz le braccia.
Che diamine combini? inve la guardia.
Non ho commesso alcun reato. Perch sono in questo reparto?
Evidentemente lo hai commesso, qui di certo non ci sono stinchi di Santi rispose la donna.
Mi appello alla Convenzione di Ginevra, chiedo il riconoscimento dello status di rifugiato' per motivi di persecuzione politica e razziale annunci Baran tenendo sempre le braccia alzate in segno di remissivit.
Gi pochi metri prima di arrivare alla porta della cella, scorse attraverso le veneziane leggermente aperte la figura di un uomo molto alto, in piedi, con le mani alzate e una guardia che gli puntava l'arma addosso. La scena gli strapp un sorriso, si era svegliato da pochi minuti e aveva gi scatenato il panico l dentro. Era una figura imponente.  lui! Si rincuor ancora una volta, quasi incredulo di ritrovarselo davanti agli occhi. Finalmente lo avevano trovato. Ci che aveva smosso eserciti, diplomatici, servizi segreti, ora era l davanti a lui. Un ragazzone con i capelli arruffati che non avrebbe saputo far male neanche a una formica. Arrivato davanti alla porta, rimase a osservarlo. Gli occhi neri avevano perso con gli anni la genuinit di un tempo. Il sangue inglese aveva addolcito i lineamenti aspri dei turchi di montagna, ma il colore della pelle era ugualmente olivastro. Baran, ora, portava i capelli un po' pi lunghi che gli ricadevano sulla fronte.
 ancora un leone! Si disse Kk per rispondere alla domanda che Lisa gli aveva fatto poco prima.  il Jek!
Bene, annu la caposala far venire un agente della Polizia di Stato che accoglier la sua domanda, per ora si rimetta sdraiato che prover a rinfilargli l'ago".
Infermiera devo contattare una persona, la prego chiese con voce ferma senza perdere la propria dignit mentre ritornava sul letto. La donna prov soggezione per quell'uomo di cui, in fondo, non sapeva nulla. Spesso riceveva le pi disperate richieste da quegli uomini che, arrivando l, in quel reparto, pensavano di avere uno spiraglio di libert. Lo guard in quegli occhi scavati e fu colpita dalla spossatezza di quell'uomo dall'et indefinibile.
Posso chiedere all'ufficiale di guardia".
 un Colonnello dei Carabinieri, si chiama Claudio Roci". Insistette intuendo un debole cedimento. Al sentir quel nome la donna si rilass, la sua integrit morale era salva questa volta.
Due colpi decisi alla porta li fecero voltare.
Se ottieni asilo difficilmente potrai presentarti alle elezioni a novembre!
Baran spalanc gli occhi. Rimase a osservarlo come se si fosse in quel momento materializzato un fantasma. Dopo alcuni attimi di incertezza si rimise in piedi e si avvi incontro a Kk trascinando rumorosamente l'albero della flebo.
Seraskr! La voce gli usc a tratti.
Baran, amico mio! Kk si avvicin. Rimasero qualche istante a squadrarsi increduli entrambi di ritrovarsi cos dopo tanto tempo. Si guardarono negli occhi con un sorriso sincero e commosso e infine si abbracciarono.
Sono". disse interdetto Baran, scostandosi si port una mano sulla bocca sono frastornato, non posso credere, io... ho". Guard la caposala e poi lui, poi ancora voltava il capo incredulo. Ho chiesto ora... ho fatto ora il tuo nome... io". Kk gli sorrise annuendo.
S, lo so, so tutto, ma non  un caso come puoi ben immaginare, sono io che ti ho trovato".
E la bomba? chiese allibito Baran portandosi inconsapevolmente una mano dietro la schiena come se volesse toccare il comando.
Eh! La bomba". Kk gli lanci un'occhiata dura. Ci sono rimasto incollato!
Ma che stai dicendo? Saresti morto insieme a me!
C' mancato poco infatti, per disattivarla  dovuta arrivare una squadra di artificieri!
Ma come hai fatto?
A fare cosa?
Tutto, a trovarmi, a rimanere attaccato alla bomba". Domand sempre pi scosso.
A trovarti Baran  una lunghissima storia! Kk gli indic il letto.
Fai il bravo, rimettiti sdraiato che avremo tutto il tempo per le spiegazioni e i racconti".
Grazie Colonnello, mi faccia sistemare questo ragazzo per bene e poi vi lascio soli disse la caposala mentre armeggiava per l'ennesima volta con la flebo.
Grazie Barbara le sorrise Kk dopo aver lanciato uno sguardo sul badge che l'infermiera portava sul petto.
Baran rimase seduto sul letto con le gambe penzoloni, di fronte a lui Kk lo scrutava attentamente.
Sono mesi che ti cerco riprese quando la porta si richiuse e furono soli. Ho iniziato dal taccuino, ricordi? Ricordi quando me l'hai dato?
Certo, una vita fa disse sospirando. Abbass lo sguardo, ormai la speranza era svanita. Si sfreg il volto con le grandi mani.
Baran era molto scosso, osserv Kk, ci sarebbero voluti giorni per farlo riprendere.
Allora s che erano ancora vive le speranze, ora... ora... tutto  perduto disse con il volto ancora fra le mani. Al". la voce si smorz in un singhiozzo. Kk gli afferr le spalle scuotendolo e lo costrinse a rialzare il volto.
Baran, tra poco ci saranno le elezioni lo incoraggi il tuo popolo  pronto e la tua nazione non vuole pi avere sulla coscienza la questione curda. In questi anni hai operato un miracolo, sei diventato un idolo, hai un'altissima probabilit di entrare in parlamento, nulla  perduto concluse con voce ferma.
Sono rimasto solo".
Ti sbagli, sono stato alla base del Dtp, ho visto Riza, Haci e centinaia di altri uomini che aspettano solo il giorno in cui riapparirai. Nessuno ha mai messo in dubbio che non accadr! Kk sorrise. Hai messo in moto un'organizzazione di portata nazionale!
Le parole lo strapparono alla disperazione e in un attimo risollev in aria il mento, fiero di esser ci che era.
Ma come hai fatto a restare legato alla bomba? chiese ritornando a qualche minuto prima.
Quando sono entrato nella base del Dtp e ti ho visto l senza pensare ad altro ti sono venuto vicino e dopo aver visto che eri ancora vivo ti ho sollevato, volevo portarti fuori di l Baran gli sorrise.
Non sarebbe stato semplice farmi uscire gli disse scherzoso.
Mh". Mugugn innervosendosi il Colonnello. Ma che diamine ti  saltato in mente? Legarti a un ordigno cos? Ma perch?
Mai mi sarei arreso, mai mi sarei consegnato nelle loro mani. Sarebbero riusciti a strumentalizzare tutto ci che di buono avevamo costruito in questi anni".
Kk annu, era vero ci che diceva Baran. Se l'avessero preso loro, cos come ci avevano provato a Tarquinia, avrebbero inscenato un teatrino per farlo passare come un terrorista.
E poi, sotto, nella nicchia, c' l'archivio del Dtp! Se fosse finito nelle mani di Capa avrei creato una strage fra i curdi. Doveva sparire tutto. Non doveva salvarsi neanche un nome rispose sospirando. Che fine ha fatto quell'archivio? Una scossa trem sullo zigomo di Baran.
Tranquillo  tutto sotto sequestro, non pu entrarci neanche una mosca l dentro". Lo vide tirare un sospiro di sollievo. Poi gli punt gli occhi scuri addosso.
 incredibile Seraskr, giusto qualche filo di capello bianco ai lati, per il resto sei sempre la stessa roccia! Gli sorrise mostrandogli una fila di denti bianchi.
E tu, invece non sei pi un ragazzo, sei diventato un uomo! Gli rispose di rimando.
E ora? Cosa accadr di me? Mi vuoi aiutare? chiese d'improvviso Baran.
Certo, ho cominciato a farlo gi da un bel po'".
S, tramite Haci, ho saputo che eri sulle mie tracce, ma per non essere trovato neanche a loro ho potuto dire mai dove fossi finito".
Ma ti ho trovato ormai, hai visto?
Kk rimase per un'altra ora a raccontare la lunghissima strada intrapresa per trovarlo, gli parl del viaggio in Turchia alla base del Dtp, gli parl di Lisa, del rapimento, di suo nonno e Baran volle sapere tutto in merito agli ultimi momenti della vita della persona pi cara che avesse mai avuto al mondo. Kk gli raccont anche dei curdi che, ricattati da Gk, erano stati costretti a tradire la causa del loro popolo. Gli raccont la fine che avevano fatto Capa a Aslan e, infine, di quel cassetto aperto che lo aveva poi portato a indagare sulle quattordici chiavi e sulle tombe a tumulo.
Baran era ancor di pi sbalordito. Seraskr ma perch non mi hai chiamato sul cellulare? Scherz ridendo. Le spalle sobbalzavano su e gi, il camice bianco dato dall'ospedale si alzava e abbassava al ritmo della risata incessante del ragazzone curdo. Fu irresistibile trattenersi e anche Kk si fece trascinare da quel fiume in piena.
La sera, ormai giunta, scuriva gli ambienti cangianti dell'ospedale. Cullati dalla penombra, ripercorsero i loro ultimi sei anni. Furono interrotti solo dalla caposala che, premurosamente, aveva fatto giungere dalla mensa due pasti per la cella numero 5.
Non avevano trascorso due vite ordinarie e ripercorrere un cos lungo periodo di tempo richiese un grande sforzo. Kk ritorn ancora sugli avvenimenti degli ultimi mesi. Gli raccont dell'esplosione della citt sotterranea e al sentir quel racconto lacrime di rabbia uscirono agli angoli degli occhi di Baran.
Maledetti! Non hanno rispetto neanche per il passato della loro stessa terra". Cal qualche minuto di silenzio.
 in gamba questa Lisa, riprese poi Baran il taccuino era pieno di codici". Un sorriso malinconico spazz via lo sdegno di prima.
Quando ero piccolo pensavo che mio nonno fosse solo un vecchio paranoico".
E ora invece tu lo sei diventato pi di lui! Ho rintracciato il sito della Cooperativa Jek, ho dovuto scatenare una squadra di ricercatori informatici pi una filologa per arrivare a tradurre i vostri messaggi".
Accidenti, sei arrivato fino alla Cooperativa?
Il Colonnello emise uno sbuffetto orgoglioso.
Baran, devo assolutamente farti parlare con Lisa, sempre che tu sia d'accordo a divulgare le notizie scoperte da tuo nonno".
Certo Colonnello, sar ben felice di aiutare la tua dottoressa". Scherz Baran.
Baran". Kk lo guard negli occhi con lieve accenno di un sorriso. Tra qualche mese diventer padre". Baran gli restitu un sorriso sincero.
E immagino da come ne parli che la mamma sia la dottoressa filologa, vero?
Vero".
Uscendo dal reparto incroci il padre. Salirono insieme dentro l'ascensore.
Professore". fece il figlio accennando un saluto con il capo.
Colonnello". contraccambi il Professor Roci. Hai un aspetto orribile, sembra che hai appena visto un fantasma gli disse sventagliandogli la mano davanti agli occhi.
Eh pap, ci sei quasi!
So di quale sesso sar! esord sorridendo smagliatamente cambiando di colpo argomento. Kk deglut pi volte, apr la bocca per tentare di dire qualcosa ma le parole non uscirono.
Le porte metalliche dell'ascensore si aprirono separandosi, sparirono dentro il muro. Il padre, ridacchiando alle sue spalle, lo afferr per il gomito e lo sospinse fuori come avesse avuto cinque anni.
Eh... hai visto che effetto fanno i figli ? Scherz. Raggiunsero il corridoio su cui affacciava la camera di Lisa.
Dimmelo!
Non vuoi aspettare un attimo? rispose mentre apriva la porta.
Lisa alz gli occhi dal computer e sorrise osservando la scenetta che le si parava davanti: il padre con gli occhi sorridenti e dispettosi e il figlio con lo sguardo imbronciato.
Che succede? chiese sorridendo.
Tuo suocero ci deve dire una cosa! rispose Kk.
Cosa?
Vuoi sapere il sesso? chiese indicando la sua pancia.
Lisa divent rossa in un attimo, confusa guard il Colonnello cercando una risposta nei suoi occhi. Kk annu.
S rispose con un filo di voce congiungendo le mani come in una preghiera. Chiuse gli occhi in attesa.
 una bambina disse il Professore tutto d'un fiato.
Lisa alz il volto di scatto, felice come mai era stata nella sua vita. Gli occhi le si riempirono di lacrime, si alz e diede un bacio affettuoso sulla guancia del Professore per poi finire tra le braccia di Kk che la stava gi aspettando. Si abbracciarono stretti, anche il Colonnello era decisamente emozionato. Il Professore li lasci soli. Kk la scost un po'da s.
Sarebbe cambiato qualcosa se fosse stato un maschietto?
No, sarebbe stata la stessa cosa,  bello solo sapere qualcosa in pi di questo esserino fece Lisa accarezzandosi il ventre. Ora possiamo pensare a un nome disse guardandolo negli occhi.
S". Rispose ma il suo pensiero vol lontano. Vorrei chiamarla Hevi. Ho conosciuto una bambina a Tarquinia e... e quando l'ho vista ho pensato che sarebbe stato bello avere una bimba come lei".
Hevi". Lisa chiuse gli occhi sospirando il suo nome. S, mi piace, vuol dire speranza,  un nome meraviglioso". Si alz dalla sedia e suggell con un bacio l'attimo in cui avevano appena preso la prima decisione per la loro bambina.
Lisa, si  svegliato afferm Kk catapultandola in un'altra realt.
Ma dici sul serio? chiese senza fiato. Una fragorosa risata irruppe nel silenzio rispettoso dell'ambiente ospedaliero.
Sh". Lisa si port un dito sulle labbra Che ti ridi?
Non riesci ad aspettare neanche un attimo, vero? Quel poveraccio del mio amico non sa cosa lo aspetta, altro che carceri turche".
Lisa si finse offesa. Oh Claudio ma non capisci? Mille anni di storia potrebbero essere raccontati, confermati, riprovati". Il Colonnello continuava a ridacchiare. Vieni qui ragazza! La riprese afferrandola per la vita. Tutto quello che vuoi continu scherzoso la guard di sbieco socchiudendo gli occhi e incurvando la bocca far fare a te l'interrogatorio al curdo".
Andiamo? chiese senza perdere un solo istante.
Andiamo".

32. Il Jek.

32,01. Roma, Italia, 30 ottobre 2007, ore 14,00
Casa di Lisa.

Ancora non credeva di esser finalmente ritornata nella sua casa, di tanto in tanto chiudeva gli occhi e inspirava l'odore dolciastro dei suoi mobili antichi mista alle fragranze etniche comprate nei suoi infiniti viaggi in oriente. Da qualche giorno per a quei profumi si era mischiato anche l'aroma maschile del dopobarba di Kk.
Sorrise felice, sfiorandosi il grembo. La gravidanza procedeva bene, lei aveva rispettato ogni precauzione impostale da Filippo, ora finalmente avrebbe potuto riprendere anche con l'universit. Il lavoro da fare era divenuto di proporzioni gigantesche. Il Professore aveva convocato nell'ateneo un team di esperti per stimare e catalogare tutto il materiale che Baran le aveva fatto recuperare. L'incontro con quell'uomo era stato qualcosa di incredibile, aveva ancora i brividi addosso. Sotto l'aspetto di un giovane ragazzo si nascondeva un esperto conoscitore degli ittiti. Pur non avendo una preparazione universitaria in merito aveva bevuto quella cultura direttamente dal nonno, dai siti e da una grande passione. Inizialmente, le sembr impossibile stare l a parlare finalmente con lui, certo sarebbe stato ancor meglio potersi confrontare con Al, ma purtroppo per lui, la sorte aveva deciso diversamente, pens a malincuore.
Baran, orgoglioso di tutto il lavoro svolto in quegli anni dal nonno, si prest a qualunque chiarimento e spiegazione Lisa lo sottopose. Le spieg che fu proprio durante un viaggio in Italia che ritrov all'interno di una tomba a tumulo le tavole di Walwaziti, fu allora che Al decise di terminare i suoi studi e la sua vita in quel luogo.
Con una generosit incredibile, come unico erede di Al, Baran aveva donato tutti i reperti che il nonno si era portato con s e che aveva gelosamente conservato nella sua universit. Cos, ora, le tavolette di Walwaziti su cui lo scriba aveva ripercorso la storia del suo popolo erano state portate alla Sapienza.
Pass davanti al bagno. La porta era aperta e non pot non soffermarsi ad ammirare la sua immagine riflessa nello specchio. Si mise di profilo e infine sorrise soddisfatta, la pancia iniziava a crescere tanto che Lisa aveva dovuto indossare una tuta morbida per non sentirsi stringere pi in vita. Si pass poi inconsapevolmente una mano sul capo, i capelli erano ancora troppo corti e nonostante le meravigliose sorprese che la vita le aveva riservato, le ferite bruciavano ancora. Non sarebbe stato facile riprendere le lezioni e magari trovarsi di fronte alle domande impertinenti dei suoi studenti sul perch e per come aveva deciso di rasarsi in quel modo la nuca. Sent un nodo in gola talmente stretto e quasi si sent soffocare. Quella lastra di vetro le restituiva l'immagine di una donna che Lisa non riconosceva. Pens passandosi ancora una volta la mano sulla testa. Se ne and via da l ma prima di allontanarsi si guard negli occhi. Aveva un'ultima cosa da dire a se stessa:  finita! Solo questo conta. Si gonfi l'aria nei polmoni e soddisfatta si diresse verso altro.
Dopo aver trafficato su e gi fra le mura di casa sua, decise che era giunta l'ora di preparare un pranzetto gustoso.
Kk aveva preso qualche giorno di licenza per poter stare sereno con lei dopo tutto quello che avevano passato e decidere con serenit come impostare la loro prossima vita insieme: Livorno, Roma, tutte e due o nessuna delle due ma comunque insieme. Passava pi tempo al telefono a dare ordini qua e l ma almeno stava a pochi metri da lei.
Ora era l tra il televisore acceso e il divano, spiattellato per terra a fare flessioni da almeno un quarto d'ora, sotto di lui Roky a pancia all'aria, in attesa di una sua grattatina, che Kk gli garantiva ogni due flessioni prima con la mano sinistra e poi con la destra. Era stato proprio lui ad andare dalla sua amica Gina a riprenderlo ed era nata subito la simpatia tra il suo cagnolino e il Tenente Colonnello. Lisa lo osserv, indossava una t-shirt di cotone blu scuro che rimaneva pi stretta sui muscoli delle braccia e un paio di jeans scoloriti. Gli sorrise proseguendo oltre.
Di Baran avevano poche informazioni, tutte molto inquietanti. Le notizie che giravano per i TG nazionali e internazionali erano sempre le stesse: l'Alta commissione elettorale del governo turco voleva escludere i candidati pi in vista del partito curdo dalle liste elettorali. Tale decisione aveva fatto inorridire tutte le democrazie europee, quei piccoli passi avanti che erano stati percorsi negli ultimi giorni d'improvviso erano stati cancellati.
Spesso la notte, Lisa lo sentiva rigirarsi fra le lenzuola, non aveva il coraggio di pronunciare alcuna parola, non si sentiva di lanciare finte rassicurazioni sulla sorte di Baran. La situazione era molto critica, ancor di pi aggravata dai capi d'accusa che pendevano sul suo capo. L'unica cosa che riusciva a fare era pregare, chiudere gli occhi e pregare il suo Dio o il Dio di Baran, pregare affinch si arrivasse alla pace e alla fine delle discriminazioni razziali.
Il sugo era fatto e Lisa spense il gas soddisfatta dell'odore che rilasciava.
Lisa! Lisa vieni a sentire...! La chiam Kk.
Lasciando i suoi fornelli si avvicin al televisore, Kk con il telecomando in mano cercava di alzare il volume.
 di alcuni giorni fa la decisione dell'Alta Commissione elettorale di escludere alcuni candidati curdi dalle liste elettorali a causa di problemi in passato con la giustizia, questa decisione ha catapultato la Turchia nel pieno di uno scontro pre-elettorale dalle conseguenze incerte. Sono migliaia in tutto il Paese e appartengono a tutte le etnie presenti in Turchia le persone scese nella piazza di Ankara, si sono uniti in una fiaccolata attraversando in un corteo pacifista l'intera capitale. Il corteo si  poi trasformato in una protesta silenziosa, illuminata dalle centinaia e migliaia di candele che sono rimaste accese per tutta la notte scorsa.
Questa mattina L'Alta commissione ha revocato la sua decisione ed ha riammesso al voto alcuni candidati. La decisione  arrivata dopo tre giorni di violenti scontri nel Paese, soprattutto nel Kurdistan della Turchia e dopo pesanti critiche da parte della stampa".
Kk rimase quasi interdetto davanti allo schermo piatto del televisore. Le immagini trasmesse dal TG erano quelle di migliaia di persone sedute per terra. In mano tenevano tutti una candela e cantavano. Fra di loro alcuni avevano le gigantografie dei loro rappresentanti parlamentari. Fra tutti l'immagine di Baran era la pi diffusa.
Ma indossano le magliette della cooperativa! strill Lisa emozionata. Kk strizz gli occhi per veder meglio.
Si, sono migliaia! Sar difficile tenerli a freno questa volta!
Le immagini cambiarono e gli stessi manifestanti furono ripresi durante il corteo.
Guarda Lisa, guardagli le labbra, stanno tutti urlando Jek, Jek, Jek'! disse sorridendo il Colonnello.
 vero, s! Dicono proprio Jek! Anche Lisa sorrise. Lo acclamano! Ora che lo hanno riammesso nella lista secondo te vincer?
Ha gi vinto Lisa, ora  solo una questione di tempo. Oggi, tra un anno o due ma Baran sar uno dei prossimi leader Turchi, ne sono certo. Chiss, forse quando Hevi muover i primi passi o forse quando inizier la scuo". Kk s'interruppe all'istante. Sulle immagini della notizia successiva, scorreva in sovrimpressione una scritta.
 stato ritrovato il cadavere decapitato del Comandante delle Corti di Sicurezza per lo Stato DGM il generale Mehmet Gk. Il macabro ritrovamento  avvenuto nella toilette del suo stesso ufficio. Gli inquirenti indagano sui possibili responsabili
Kk l'afferr per la vita tirandosela fra le sue braccia. Lisa rimase cos, chiuse gli occhi rilassandosi, il viso appoggiato sul suo petto caldo, sembrava finalmente tutto tranquillo.
Allora si mangia in questa casa? La scost scherzosamente il Colonnello buttandosi finalmente alle spalle quella storia.
Lisa a malincuore si allontan da lui ma d'improvviso qualcosa l'attrasse. Punt gli occhi fissi sulla gola di Kk. Un pensiero fulmineo le alz le sopracciglia e un risolino impertinente affior sulle belle labbra della dottoressa.
Lisa?
Mancava un'unica cosa che ancora non avevo capito, ma ora". disse afferrando fra le mani il ciondolo di Kk ora finalmente ci sono arrivata! Kk! disse ironicamente, ridacchi soddisfatta di aver svelato anche quel piccolo mistero.
L'hai capito? le chiese sfoggiando una fila di denti bianchi.
Ci ho messo un po' ma s, ora l'ho capito, il tuo soprannome si deve a questo ciondolo... Mr. Kk! Enfatizz ancor di pi con voce canzonatoria.
Vero! Alz le mani il Comandante in segno di resa restituendole il sorriso.
Al centro del ciondolo i due segni non sono altro che due k ribaltate!

32,02. Nizza, Francia, 30 ottobre 2009, ore 14,00.

Conferenza della Societ europea di genetica umana:
Sconcertanti sono i risultati emersi da una ricerca condotta dall'Universit di Torino: gli antichi etruschi provenivano dall'Anatolia.
L'equipe del Professor Piazza ha riscontrato una connessione fino al 17,5% fra il DNA degli attuali Toscani e quello degli attuali abitanti del vicino Oriente e delle isole Egee (Lemno e Rodi), gli abitanti di Murlo, Volterra e del Casentino condividono pi varianti genetiche con le popolazioni che vivono nella Turchia meridionale e nell'isola di Lemnos che con i loro corregionali.
I ricercatori hanno confrontato il genoma di campioni di persone originarie delle cittadine toscane che vivevano in zona da almeno tre generazioni con campioni provenienti dal nord Italia, dalla Sicilia, dalla Sardegna, dai Balcani meridionali, dall'isola greca di Lemnos, dalla Turchia, dal sud Italia, dall'Europa e dal Medio Oriente.
Abbiamo scoperto, dice il Professore, che i campioni delle popolazioni di Murlo e Volterra sono pi strettamente correlati a quelli delle popolazioni del Vicino Oriente che a quelli del resto d'Italia".
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FINE.
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Note al testo.
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1. Il grado di Tenente Colonnello nella gerarchia militare  un grado intermedio fra quello di Maggiore e di Colonnello, nel gergo abituale dei militari nelle conversazioni orali l'Ufficiale viene chiamato Colonnello.
2. Pasto giornaliero individuale di sopravvivenza in dotazione alle Forze Armate.
3. Della versione ittita di questo trattato esistono solo pochi frammenti.
4. United Nations Logistic Base.
5. Il PKK: il partito curdo dei lavoratori, dopo anni di ribellione armata cambia nome e volto diventando il Congresso per la libert e la democrazia del Kurdistan: Kadek.
6. Coppio: in gergo militare  il proprio compagno, il singolo elemento della coppia.
7. UNMIK: Missione di amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite in Kosovo.
8. KFOR: Kosovo Force, missione NATO per il rispetto degli accordi di cessate il fuoco tra Macedonia, Serbia e Albania.
9. Danza popolare curda.
10. Rilievi di Karadag e a Kizildag.
11. Il lancio del primo satellite  avvenuto a met del 2007, seguito dal secondo nel dicembre dello stesso anno e dal terzo a ottobre 2008. Il lancio del quarto satellite  avvenuto il 6 novembre 2010.
12. Pregher per te, Dio  ti vicino".
13. Mar Mediterraneo.
14. Isola di Cipro.
15. Mar Egeo.
16. Troia.
17. Abitanti dell'isola di Samotracia.
18. Myrina: nome della regina dell'isola di Lemnos e nome del centro pi importante dell'isola di Lemnos.
19. Murina: gentilizio etrusco presente a Tarquinia e a Chiusi.
20. Terra degli Achei: Grecia.
21. Aruspicina: lettura del fegato di ovini.
22. Arte fulgurale: interpretazione dei fenomeni celesti.
23. Ornitomanzia: il responso oracolare tratto dal volo degli uccelli.
24. IED: Improvised Explosive Device (ordigni esplosivi improvvisati) prevalentemente impiegati in tattiche di guerriglia e da organizzazioni terroristiche.
25. Per mio figlio, per mia figlia. Perdonami Dio!
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FINE.